La data del parto può variare di cinque settimane!

E’ il primo dato che si calcola quando si scopre di essere in dolce attesa, a partire dalla data dell’ultima mestruazione.

E’ il dato che il ginecologo chiede e verifica a ogni visita. E a volte cambia se l’ecografia mostra la necessità di ridatare la gravidanza.

E’ quello che domandano le amiche, i parenti…Insomma: la data presunta del parto è il riferimento – medico e non – principale quando aspetti un bambino.

E vi si fa riferimento quando il piccolo “tarda” a venire al mondo, o nel caso di cesarei elettivi…

Allo scoccare della fatidica dpp, parte il conto alla rovescia: quei dieci giorni in cui la mamma trepida e spera che il suo cucciolo nasca, tra cardiotocografie e pareri ostetrici. In molti ospedali i protocolli prevedono che allo scadere della 41esima settimana + 3 si proceda con l’induzione – e con i rischi e le conseguenze che ne derivano (Sarah Buckley docet…).

Ebbene, da oggi sarà il caso di andarci più cauti, perché una recente ricerca condotta dal National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) dimostrerebbe che la durata della gravidanza varierebbe di ben 5 settimane. Solo il 4% delle future mamme partorirebbe “a termine” (ossia secondo la dpp), e il 70% nei 10 giorni successivi.

La data del parto calcolata secondo i parametri attuali non è e non può essere precisa, ma a tale variabilità concorrono diversi altri fattori, quali età della mamma, il peso della madre alla nascita…

Insomma, alla luce di quanto emerge dallo studio, prima di procedere a un’induzione forse sarebbe il caso di aspettare ancora un po’ 😉


Potrebbero interessarti anche


  • Emilia

    🙁 Ecco… lo sapevo…. Matteo concepito il 2 ottobre (ne ho la certezza!) ma ultime mestruazioni 12 settembre… data presunta 18 giugno…. alla 41 parto indotto, nessun tipo di contrazione… ci ho messo 33 ore per raggiungere la dilatazione completa e dopo ben 3 ore di spinte alla fine sala operatoria e taglio cesario…. Matteo aveva due giri di cordone, ma son sicura che non era ancora arrivato il suo momento per nascere e che si sarebbe potuto comunque aspettare… ma è il primo figlio e ti mettono mille dubbi e alla fine ascolti i dottori….

  • simonasw

    Evitando l’induzione a 41+3 come da protocollo, il tasso di cesarei diminuirebbe di conseguenza! Induzione e cesareo spesso e volentieri sono strettamente collegati! Le contrazioni indotte sono molto piu dolorose di quelle naturali e hanno una cadenza molto ravvicinata!il nostro corpo fa fatica a sopportarle! Dopo tutto quel dolore c’è anche il rischio di fare il tc!!! Un tc dopo induzione con ossitocina è molto piu debilitante di un tc elettivo!!!!

  • simonasw

    A meno che non avevi il cordone corto,i bambini nascono anche tre addirittura sei giri di cordone!scusa la schiettezza ma a volte i giri di cordone sono un pretesto per giustificare un tc!! Magari non è il tuo caso!cmq il tuo travaglio è durato tanto proprio perchè indotto, e perchè il bambino non era pronto! Anche il mio parto è stato simile al tuo! Ti capisco!!

  • Nicoletta

    Sicuramente non era pronto! Il mio primo parto è stato indotto, con il secondo per fortuna avevo l’ostetrica e non sono andata in ospedale perché avrei avuto una seconda induzione…Lei mi ha detto che bisognava aspettare, che il bimbo non era pronto e quando lo sarebbe stato sarebbe nato senza bisogno di interventi medici…Così è stato e anche se aveva il cordone intorno al collo e pesava 4 kg, il mio cucciolo è nato velocemente e senza causarmi lacerazioni (solo due punti esterni). Purtroppo il personale veramente qualificato scarseggia e quando siamo lì ci fidiamo di chi abbiamo intorno, specie al primo figlio…