Massaggiare il bambino sviluppa i suoi sensi

Si dice che i sensi dell’uomo si sviluppano e si potenziano a seconda dell’uso che ne viene fatto.
Alla nascita, un bimbo ha già tutti i sensi sviluppati, anche se alcuni risultano più affinati e altri meno. I primi sono i sensi che servono ad agire “in vicinanza”, come il tatto, l’olfatto e il gusto, perché il feto si è sviluppato in un ambiente piccolo, in cui tutto il mondo era alla portata di un braccio o di una gamba, insomma del suo corpo.

I secondi sono i sensi che servono per agire “in lontananza” come la vista e l’udito (e anche il senso cinestesico) perché nel mondo acquatico il bimbo poteva percepire soprattutto rumori vicini (mentre quelli lontani risultavano ovattati dal liquido amniotico e dal corpo materno) e poteva vedere solo l’interno del ventre materno e la luce filtrante dalla pancia della mamma (pochi lo sanno, ma il nervo ottico inizia a svilupparsi molto precocemente nel feto: intorno ai sette mesi i bimbi sono già in grado di aprire e chiudere gli occhi e di guardarsi intorno, anche seguendo la luce).
Quando il bambino e la bambina vengono al mondo, iniziano ad esplorare e a potenziare i propri sensi; sin dalla nascita, il massaggio infantile li aiuta in questo sviluppo. Non trattando il gusto, che probabilmente non rientra nei sensi stimolati attraverso il massaggio infantile, vediamo qui di seguito come proprio questo massaggio possa aiutare i nostri cuccioli ad affinare i propri sensi.

Parliamo per primi dei sensi che servono per agire in lontananza:

Durante il massaggio, la mamma e il papà interagiscono vocalmente con i bimbi, dal momento in cui chiedono il permesso e per tutta la durata dell’incontro. In tale modo, il riconoscimento naturale della voce di mamma e papà viene continuamente rinforzato e fissato e l’udito viene potenziato.

I bambini, in risposta all’interazione vocale, producono dei vocalizzi, come dei primi discorsi; a loro volta i genitori sono portati a rinforzare questa risposta, creando così una bozza del futuro dialogo verbale. Inoltre lo stimolo uditivo viene solitamente ricevuto simmetricamente dalle due orecchie, perché i bambini si trovano in posizione frontale a chi li massaggia, ma a seconda dei movimenti e degli spostamenti dei bambini e dei genitori, il suono si modifica diventando più o meno intenso, più o meno simmetrico, più o meno distante: questo aiuta i piccoli a comprendere e discriminare meglio le differenti sonorità, in relazione con il senso cinestetico (quello che si occupa del movimento del corpo rispetto all’ambiente).

Durante il massaggio vi è poi un contatto visivo continuo tra genitore e figlio. Il bambino già dalla nascita riconosce e apprezza la forma del volto umano e riconosce il viso della mamma, riconoscendone il contorno, gli occhi e la bocca e notando le sue espressioni (a cui spesso risponde!!).

Nella posizione del massaggio, i bambini sono tenuti in prossimità del corpo dei genitori e la funzione visiva viene potenziata da un continuo gioco di focalizzazione dell’attenzione (messa a fuoco) sul genitore, sulle parti del proprio corpo e sugli oggetti circostanti. In particolare la messa a fuoco del viso del genitore, già ben conosciuto, rinforza questa capacità accelerando la mielinizzazione del nervo ottico e potenziando la visione stessa.

Ma non solo i sensi per agire in lontananza vengono potenziati: anche l’olfatto e il tatto, ovviamente, beneficiano della stimolazione che si verifica attraverso il massaggio. Perciò, rimaniamo in contatto: ne parleremo nel prossimo articolo.

Nicoletta Bressan


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