Perdere un bambino durante l’attesa, un incontro a Padova

Quando l’attesa si interrompe torna, per la seconda volta, all’Università degli studi di Padova. Sabato, 12 ottobre, parleremo di bimbi persi nell’attesa e del dolore delle loro mamme in occasione del corso di perfezionamento e aggiornamento per Educatore Prenatale e Neonatale organizzato dalla facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione.

Tra gli argomenti trattati, gli organizzatori del corso, dimostrando attenzione per un tema davvero importante, hanno inserito anche la perdita di un bimbo nell’attesa. E come lo scorso anno, in quanto autrice di Quando l’attesa si interrompe e di Goccia di vita (Ave editore), avrò l’opportunità di partecipare con un breve intervento dedicato a questa esperienza dolorosa nella vita della donna e della sua famiglia. Un’esperienza dolorosa troppo spesso ignorata (quel silenzio che ferisce e fa sentire sole…) o minimizzata dalla nostra società (“Tanto ne avrai altri”, “Eri solo di tre mesi”, “E’ la selezione naturale”).

Il mio intervento sarà dedicato a tutte le mamme “speciali”, che non hanno potuto stringere il loro bambino tra le braccia, ma lo custodiscono al sicuro, nel segreto del loro cuore.

Nel tempo a mia disposizione tornerò a parlare delle testimonianze che ho raccolto per le pagine di Quando l’attesa si interrompe. Le testimonianze di tante, tante donne, che hanno accettato di condividere la propria esperienza con la speranza che la loro storia potesse essere d’aiuto per altre donne. Ogni testimonianza è una mano tesa.
Una mano che consola, comprende, ascolta. Ma è anche una promessa. Pian piano la sofferenza non sarà più così straziante, ma ciò non significa che si dimenticherà.
I bimbi non nati, non sono “persi” per le loro mamme. Fanno parte di loro. Sono nel loro cuore e lo saranno per sempre.

Giorgia Cozza


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