Quando la mamma cambia lavoro…

Care amiche, è passato quasi un mese da quando NaturalMamma ha una sua casetta aperta al pubblico.

Un mese intenso, pieno di emozioni e novità, tanto per me e Agnese (la mia socia in questa avventura) quanto per i nostri figli.

Abbiamo 3 figli in due, di età differenti e ciascuno di loro ha reagito a questa novità in modo diverso.

Antonio, il mio figlio maggiore, ha 12 anni. Ha mostrato subito enorme entusiasmo per questa evoluzione del mio lavoro. Ha da subito manifestato il desiderio di essere coinvolto nel progetto.

Nonostante che l’allestimento si sia svolto negli ultimi giorni di vacanza, lui ha preferito rinunciare agli appuntamenti con i suoi amici per aiutarci.

Questi momenti da “adulto”, aiutando la mamma, sono stati per lui molto divertenti e per me una occasione di crescita. Fino a poco tempo fa l’avevo sempre considerato troppo piccolo per essere gravato da responsabilità.

Invece in questa occasione gli ho delegato piccoli compiti: andare in ferramenta, fare la spesa per un veloce pranzo al sacco in negozio, togliere la vernice dal pavimento. Lui si è dimostrato maturo e ragionevole, riempiendomi d’orgoglio.

Abbiamo riso tanto dei vari pasticci che tutti noi (ma specialmente io) abbiamo combinato ed è stata una esperienza davvero speciale.

Mattia, il figlio di Agnese, ha sei anni e fino all’apertura del negozio ha sempre avuto una mamma a tempo pieno. Dei tre è quello che quindi ha vissuto il cambiamento maggiore.

I primi giorni era allegro ed entusiasta, ma pian piano ha mostrato il disagio dovuto all’assenza della mamma.

Durante le ore di lavoro Mattia è sempre rimasto con la nonna, con la quale ha un rapporto molto bello e dalla quale ha sempre amato stare. Però questo non gli ha impedito di soffrire del cambiamento, soprattutto perché è anche corrisposto all’inizio della scuola elementare.

Agnese, di conseguenza, ha deciso di dedicare tutto il tempo libero dopo il lavoro ad attività ludiche con Mattia. L’obiettivo era fargli comprendere che la mamma ha sempre e comunque del tempo da dedicargli per giocare, parlare e dialogare.

In questo momento Mattia è ancora in una fase di “smarrimento” rispetto al cambiamento, ma si sta lentamente adattando.

Andrea, il mio figlio più piccolo, ha quasi 5 anni. Per lui la novità non è stata l’apertura del negozio, ma non poter più giocare mentre la mamma lavora.

All’inizio in negozio si comportava esattamente come se fossimo a casa (voleva entrare e usare la bicicletta, togliere tutte le cose dagli scaffali). Ha faticato molto a comprendere che il negozio non è il nostro salotto, quando c’è un cliente la mamma deve dedicargli del tempo.

L’inizio della scuola materna ha facilitato la gestione del tempo. Al mattino è a scuola, pranzo con mamma con la quale ritrovare le solite abitudini e pomeriggio con i nonni. In questo modo abbiamo tamponato le sue piccole crisi.

Per concludere, un cambio di lavoro è una novità che si riflette su tutta la famiglia, specie sui più piccoli. Ciascuno reagirà in modo diverso e non va sottovalutato l’effetto che avrà sulle loro vite e, con pazienza, bisogna trovare gli strumenti affinché la novità non siano vissute nel modo sbagliato.

Luisa Maria Orsi


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