Se il bambino vegano chiede di assaggiare il prosciutto…

Qualche tempo fa mia figlia chiese di voler assaggiare “il prosciutto“.
Non sapeva nemmeno lei cosa fosse ma ne sentiva parlare, e bene, dalla sua amichetta e dai suoi cuginetti.
Io in un primo momento sono andata un po’ in crisi, mi son detta “ecco è arrivato il momento” ” non potrò far nulla per farle capire cosa veramente è il prosciutto” ….in qualche modo ho sentito di avere un po’ fallito nel mio ruolo.
Poi ho ragionato con mio marito e mi sono confrontata con una carissima persona nonché medico e ho deciso di parlare con mia figlia, in maniera chiara ma tranquilla, con sensibilità e gentilezza.
Le ho spiegato da dove proviene il prosciutto, che noi preferiamo non mangiare cibi che presuppongono la sofferenza e la morte degli animali e che avremmo potuto, insieme, scegliere un prodotto simile ma senza sofferenza, buono ancora di più del prosciutto e della mortadella perché nessun animale sarebbe morto per noi.
Lei ne è stata molto contenta, quasi aspettasse una soluzione del genere e insieme siamo andate nel negozio giusto per fare la “spesa”.
Abbiamo cercato tra affettati vegetariani e vegani quello che più la interessasse e alla fine siamo tornati a casa con alcuni prodotti tra i quali scegliere.
Le sono piaciuti degli affettati che però sono “solo” vegetariani, contengono cioè dell’albume d’uovo, ma in quel momento mi sembrava un piccolo compromesso a cui potevo scendere.
Ha mangiato con gusto, tant’è che ora non mancano mai nel nostro frigo anche gli affettati di muscolo di grano; ce ne sono di vari tipi e gusti, e tutti sfiziosi e adatti anche per farcire panini.
Non sono cibi di cui abusare, comunque, ma ora lei sa che mangiare vegan non vuol dire rinunciare al gusto, non vuol dire privarsi di qualcosa che gli altri hanno, non vuol dire mangiare sempre le stesse cose ( ma questo solo se lo dice qualche neofita, perché chiunque mangi verdure sa che il mondo vegetale è davvero ampio, bello, colorato e salutare! )
Nello stesso periodo della scelta dei prodotti vegan le abbiamo regalato anche il libro Indovina chi c’è nel piatto?, un libro con belle illustrazioni e scritto con semplicità, una semplicità che fa provare ai piccoli lettori, ma anche a quelli un po’ più grandi, l’empatia verso gli animali.

E’ stato questo un bel percorso che ha alimentato la sua sensibilità e l’ha portata a fare il collegamento tra la “scatoletta” di tonno e il tonno in quanto animale vivo e felice nel mare, per esempio.
L’ha portata a rafforzare la sua scelta di non mangiare animali, e a guardare quello che gli altri chiamano “cibo” come l’animale che fu.
Quando vediamo per strada i grandi tir che trasportano animali per il macello, si chiede come si possa trasportarli in gabbie così strette dove non possono nemmeno muoversi.
Ha le idee molto più chiare ora sulle differenze tra il cibo che mettiamo noi nel piatto e quello che mettono gli altri.
E ci ha legate di più perchè insieme abbiamo camminato nella crescita verso una sempre maggiore consapevolezza.
In questo modo, alle mamme che dicono di non spiegare la morte degli animali ai loro figli perchè sono ancora troppo piccoli, posso dire che mia figlia ne ha sempre sentito parlare, non in modo cruento o con immagini troppo forti, rispettando la sua età e la sua sensibilità.

Non si deve mai aver paura di dire la verità.
… E ora la piccola tiene testa ai nonni!!!

Clara D’Attorre


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  • Michela Barbi

    Grandissima famiglia la vostra!!!GRAZIE!!!

  • Paola

    Che meraviglia!! Quando ho provato a fare lo stesso, uno dei miei figli ha risposto che non era “naturale” stare senza carne, che si fa così da sempre… 🙁
    Ed è lo stesso figlio che, da piccolo, pianseun giorno che mi vide tagliare il coniglio, perché credeva stessi tagliando il suo coniglio di pelouche!! Non mangio coniglio da allora (fu proprio questo episodio che cominciò a farmi riflettere e ricordare che anche io, da piccola, ero impressionata quando mia mamma puliva il pollo, perché mi sembrava “un bambino”).
    Un altro figlio, il più piccolo, quando gli ho detto che anche l’agnello o il maialino sono teneri e carini come il suo gatto ha detto: “no, il gatto ‘di più'” :-((
    Il marito poi… lasciamo stare va’……

  • Clara

    Grazie Michela !! E grazie anche a te Paola. Anche se a volte le cose non sembrano andare per il verso giusto bisogna continuare a credere che cambieranno. Io posso contare sul sostegno di mio marito, preziosissimo e amatissimo compagno di vita e avventure, senza di lui tutto sarebbe difficile da realizzare, averlo contro poi non riesco ad immaginarlo. Hai già provato a far vedere a tuo marito i video che ci sono su allevamenti, macelli e così via? Anche molti libri lontani dal veganismo parlano dei danni e delle conseguenze degli allevamenti sull’ambiente e della loro responsabilità sulla fame nel mondo, tutto è collegato. Oppure i danni per la salute sua e dei figli…ma chi non vuole cambiare non sente ragioni, lo so. Posso solo dirti di non mollare e di proporre sempre piatti sfiziosi e gustosi. Ma la mia partita non credo sia finita qui, con una figlia così curiosa non si può mai sapere!!

  • Michela Barbi

    Ciao Clara, io sono VEGAN da quasi 2 anni dopo notti con incubi sugli allevamenti e macelli.Grazie alla rete mi sono documentata e a quel punto il passo era inevitabile.Ho sempre creduto di amare gli animali ma in realtà amavo solo cavalli,gatti e cani.Ho per fortuna,anche se purtroppo tardi, aperto gli occhi e il mio cuore.Il mio compagno ha appoggiato la mia scelta con infinito rispetto e dopo qualche mese di passaggio a vegetariano è diventato anche lui VEGAN.La nostra consapevolezza ci ha poi portati a essere VEGAN consapevoli e perciò attenti al rispetto per tutte le forme di vita.Autoproduciamo il più possibile e compriamo prodotti equosolidali,facciamo la nostra piccola battaglia alle multinazionali! Tutto questo ci ha uniti ancora di più! Alcuni amici si sono allontanati ma per fortuna ne abbiamo trovati altri che rispettano le nostre scelte e chissà che non riusciamo a contagiare anche loro..Un grosso bacio.Miki.

  • complimenti Clara, io e mia figlia (9 anni) siamo vegane da oltre due anni, ma il libricino che hai citato lo leggerò volentieri, chissà che ci serva per parlarne a qualche cuginetto 😉

  • Ada

    Mi sembra una cosa imbarazzante. Falle assaggiare il prosciutto o non darglielo e spiegale perché, ma l’inganno dell’affettato è un insulto alla curiosità dei bambini.

  • Stef

    Ada, ma hai letto almeno prima di commentare? E’ scritto chiaro mi sembra che alla propria bimba ha spiegato da dove viene il prosciutto, è che inganno sarebbe quello di un affettato vegetale, che consentimi, non so tu, ma io ho provato, mi piace e che se anche sporadicamente consumo anch’io e obiettivamente sa di prosciutto o simili, ma non causa violenza e morte?

  • Clara

    Ciao Ada scusa ma io ho spiegato molto bene a mia figlia che cosa sia il prosciutto e insieme abbiamo scelto l’alternativa. Non l’ho ingannata e anzi ho detto la verità, cosa che forse molti onnivori non fanno. Viviamo in una cultura “carne-centrica” , è difficile concepire menù senza prodotti e/o derivati animali. Le nuove generazioni saranno finalmente più “libere” da certi schemi mentali, avranno la capacità di vedere oltre e di non cibarsi di sofferenza. Sapranno esattamente cosa succede all’animale prima di diventare “prosciutto” o “fettina” o “arrosto” e, anzi, sapranno che quel cibo “era” un animale, proprio quello che dicevamo loro di amare perchè carino e degno del nostro rispetto…si, fino a quando non lo troviamo nel piatto.
    Io sono convinta di essere nel giusto, ovviamente. Opero le mie scelte proprio come fa un qualsiasi altro genitore : con amore.