La paura di non essere una brava mamma…

Basta poco, una parola detta da tuo figlio, accompagnata da uno sguardo che va oltre, e il cuore di una mamma inizia a soffrire. Il dolore è acuto, con un’intensità che aumenta e coinvolge tutto, corpo e mente. Perché è vero che siamo forti, indistruttibili, multitasking, flessibili, ma è anche vero che i nostri figli rappresentano contemporaneamente la nostra forza e la nostra debolezza.

Una semplice parola tipo “Come vorrei non averti come mamma” ci rende immediatamente vulnerabili e i fantasmi del passato e i sensi di colpa prendono forma in una serie di domande e dubbi su “come fare la mamma, e la paura di non essere una brava mamma non se ne va più. E ricominci a rivedere tutto il tuo percorso mammesco, le scelte fatte, ripensi al primo contatto  con lui, alle tue mani inesperte che esploravano un miracolo di vita. Alle tue prime difficoltà, magari ad un allattamento partito in salita e concluso presto, troppo presto. Quel desiderio di nutrire e nutrirsi non soddisfatto per entrambi che ricompare ed ha il sapore metallico del “non sono stata capace”.

Ancora brucia sì, ma fa parte della tua storia di mamma.

E poi la mente ti  riporta a quell’inaspettato umore ballerino, quelle lacrime che accompagnavano i tuoi pomeriggi da sola con lui, quelle innumerevoli domande che affollavano la tua mente  bombardandoti di “Perché mi succede tutto questo?”, e lì ricordi il tuo dolore. Un dolore sordo, spesso incompreso, a volte sussurrato e nascosto, perché è difficile comprendere la sofferenza di una donna che ha appena partorito un figlio sano. E tu che sorridi al tuo miracolo di vita mentre lacrime calde scendono e rigano il tuo volto di mamma triste. E inizi a comprendere tante piccoli comportamenti di tuo figlio che non avresti mai voluto vedere.

Sarà per questo che alcune volte cucciolo mio, tu scegli papà o la nonna. E quella scelta che fai per me è una lancia che trafigge il mio cuore e mi ricorda che io non sono capace. Del resto hai ragione, perché scegliere una mamma triste che spesso non sa come fare?”.

Frasi comuni, ripetute a noi stesse, per spiegare comportamenti inaspettati.

Poi finalmente uno spiraglio di luce, le tue cicatrici che finalmente decidi di esporre, e l’aria le rimargina, le delinea, dà loro valore. E tu lì che finalmente le riconosci, inizi ad andarne fiera perché segno tangibile di una battaglia difficile con te stessa, da cui tu sei emersa vittoriosa.

E ricominci da lì, dalla tua piccola grande vittoria.

Ti “riprendi” il tuo bambino, lo stringi forte al cuore e giuri a te stessa che non lo lascerai più, e mentre lo dichiari sai che sarà così perché le promesse di una madre sono un eterno pegno d’amore verso suo figlio.

E finalmente il tuo maternage prende forma, si manifesta libero di avvolgerlo di tutte quelle tenerezze che il tuo cuore ha sognato per tanto tempo.

Adesso non ci sono lacrime di dolore, ma gioia consapevole di essere madre.

Finalmente ci si incammina insieme, io e te, mano nella mano, riconoscendo le difficoltà incontrate e ridisegnando una nuova strada da percorrere. Io e te figlio dolcissimo, senza lasciarci mai.

Ma non avevi fatto i conti con i ricordi dolorosi e quella frase “Come vorrei non averti come mamma”, riesce a trascinarti giù e per un attimo ti senti soffocare.

Ma – perché c’è sempre un ma – in fondo ad una storia, ti guardi allo specchio e ti rivedi quelle lacrime e mentre vecchi fantasmi ti ricordano, incroci lo sguardo di tuo figlio, uno sguardo caldo, accogliente che ti avvolge di amore e che ti dice sorridendo “Mamma, ero solo arrabbiato perché mi avevi detto di no. Tu sei la mia mamma ed io voglio solo te” e finalmente tu torni a respirare. Quelle parole sono come una boccata d’ossigeno per i tuoi pensieri di mamma e tu ti riempi i polmoni, perché vuoi vivere.

E ricominci più forte perché consapevole di una fragilità che ti accompagnerà tutta la via ma che sai riconoscere, accogliere e convivere. E perché sai che ce la metti tutta, ogni giorno, per incontrare i suoi occhi sereni perché specchio di un amore che supera tutto, anche il dolore.

Dedicato a tutte le mamme che hanno conosciuto la depressione postpartum, e anche a me.

Cecilia Gioia


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  • Stefania

    Grazie, grazie, grazie. Grazie per le lacrime di gioia che ora scorrono sulle mie guance, che scacciano quelle lacrime tristi di insicurezza e inadeguatezza. Grazie a mamme come te e grazie a Veronica, la mia ragione di vita.

  • sheila

    Queste paure sono perfettamente normali avere un bambino ti cambia la vita! Io quando ho avuto la prima figlia ero piena di dubbi e sono stata aiutata moltissimo sapete da cosa? Dalle community e iniziative online, che mi hanno aiutato a confrontarmi.

  • antonella

    riuscirò mai a superare questo dolore? ad imparare dal passato ma a lasciarli lì? sette anni….e mi sembra di essere sempre allo stesso punto…