Tra il bambino e la mamma ci vuole contatto

Eppure se ci guardiamo intorno notiamo quanto lontani siamo da questa affermazione.

Carrozzine, passeggini, sdraiette, seggiolini, palestrine, box…I nostri piccoli crescono, ma paiono farlo distanti da noi, intrattenuti da altro che non sia la madre. E’ responsabilità di un modello di accudimento – quello della nostra cultura occidentale – quasi terrorizzato dall’idea del contatto fisico, pelle a pelle

Un modello mantenuto in molti altri Paesi – ad esempio nel continente africano – e che a noi progrediti occidentali suona arcaico, retrivo, superato. Perché per noi, da una cinquantina d’anni a questa parte, risulta opportuno che il bambino – già molto piccolo – impari l’indipendenza, a non “fare capricci”, a non crescere viziato: dalla vicinanza, dagli abbracci, dai baci. In due parole: dall’amore.

La nostra autrice Elena Balsamo, pediatra ed esperta in etnopediatria, seppur medico, seppur nata in un contesto a bassissimo contatto, seppur figlia della cultura occidentale, si prodiga – nel suo lavoro a contatto con i bambini e come scrittrice e divulgatrice – nella trasmissione di un messaggio diverso, che vuol riprendere quanto di tradizionale e di perduto esiste nell’accudimento dei bambini.

Con il suo Sono qui con te Elena dipinge un modello di maternage ad alto contatto, un rapporto tra il bambino e la sua mamma fatto di vicinanza, abbracci, carezze, portage, sonno condiviso, allattamento prolungato.

Come ci spiega in questa intervista, tenere il proprio figlio pelle a pelle e adottare uno stile di accudimento improntato al contatto – fisico, visivo e attraverso la parola – aiuta di fatto il bambino a crescere più sicuro, più indipendente, più sano.

Portare i piccoli in fascia contribuisce a regolarne i ritmi – da quello sonno-veglia a quello respiratorio e cardiaco; dormire insieme nel lettone previene la minaccia della SIDS (sindrome della morte in culla); l’allattamento al seno prolungato non solo garantisce maggiori difese immunitarie, ma anche benefici emotivi e l'”accompagnamento ideale” verso la maturità e l’indipendenza.

La nostra cultura dovrebbe riscoprire questi principi di buonsenso, riappropriarsi di queste pratiche, smettere di perpetrare pregiudizi basati sul terrore del contatto fisico (forse troppo ricollegato alla sfera sessuale) e della dipendenza emotiva.

Come diceva Maria Montessori “In molti paesi i bambini non sono trattati così in contrasto con le esigenze della natura come dagli occidentali. Ognuno di questi ci sembra in fatto di allevamento infantile più intelligente di noi occidentali, con le nostre idee ultramoderne”.

Riscopriamo l’intelligenza della natura…Di fatto, cosa ci costa? 😉

Per approfondimenti consigliamo la lettura di Sono qui con te e E se poi prende il vizio?


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