L’educazione sessuale dei nostri bambini secondo l’OMS…

Inizia ora a essere messo in circolazione un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intitolato “Standard di  Educazione Sessuale in Europa“, che è una guida per i governi, per la scuola pubblica e gli specialisti sanitari sull’educazione sessuale dei bambini da 0 a 16 anni.

Si tratta in pratica di un manuale di corruzione dei minori già distribuito presso i ministeri dell’Istruzione  e della Salute in Europa. Inutile dire che in questo progetto non sono contemplati i genitori come responsabili per l’educazione dei propri figli.

Il documento è sconvolgente: per i bambini da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione dalla prima infanzia”. Rileggiamo perché la sensazione è di trovarsi di fronte a uno scherzo pesante e nemmeno divertente. Si intende dire che è opportuno disporre del personale che introduca i bimbi al di sotto dei 4 anni a pratiche masturbatorie? E chi lo insegnerà? E come? Magari con qualche esempio?

Dall'”insegnamento” alla pedofilia il passo è brevissimo, anzi inesistente, in quanto le due cose inevitabilmente si equivalgono. Sappiamo tutti che i bambini piccolissimi esplorano il proprio corpo: toccarsi i genitali è per loro tanto normale quanto portarsi i piedini alla bocca! Ma per l’OMS ci vuole una maestra d’asilo o un pediatra che snaturino un atto istintuale (l’esplorazione del proprio corpo) in qualcosa di profondamente innaturale, in un “gioco” estremamente pericoloso per il sano e normale sviluppo psichico del bambino.

Dai 4 ai 6 anni l’OMS prevede poi che il mito della cicogna debba essere svelato come falso: sarebbe l’età giusta per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”. Ma cosa significa, ad esempio, “esplorare le relazioni omosessuali” se non una grande confusione nella mente di un bimbo? E “consolidare l’identità di genere”? Questioni dalle quali i bambini dovrebbero essere tenuti lontani il più possibile dovrebbero, al contrario e secondo l’ideologia perversa di tali “esperti”, diventare loro familiari, abituali, insieme all’Uomo Ragno e Hello Kitty.
Se qualsiasi “vera” cultura e qualsiasi “vero” pedagogo inorridirebbe a sentire proposte di tal fatta possiamo, all’opposto, immaginarci chi invece si rallegrerebbe: sordidi pedofili che si sentirebbero pienamente giustificati dall’autorità internazionale.

Ma non ci si ferma qui. Dai 6 ai 9 anni i nostri figli sarebbero pronti a conoscere e difendere “i diritti sessuali di bambini e bambine”. Noi ci chiediamo: cosa mai s’intenderà per “diritti sessuali”? Forse che a queste età sono già pronti ad avere rapporti sessuali e guai a chi si rifiuta?

Dai 9 ai 15 anni le bambine devono già essere informate riguardo alla contraccezione e all’aborto, e quindi – diremmo noi – anche sul fatto che qualsiasi religione non è che un ostacolo per il godimento del proprio corpo. Non solo: a 15 anni devono venire a conoscenza del “sesso commerciale, pornografia, dipendenza dal sesso”.

Quanto ai genitori, “sono una fonte informale di educazione, rispetto allo Stato che è invece una fonte formale, scientifica e veritativa”. Educazione sessuale istituzionalizzata, quindi, dove i genitori non devono mettere becco. Ma mettiamoci nei panni di una ragazzina di 13 anni che – turbata dalla lezione – torna a casa da scuola: ne parla con i genitori? Probabilmente no, per vergogna. Il rischio è grosso: ha incamerato informazioni pesanti, estremamente intime e delicate, e non è in grado di elaborarle. Non solo: è messa in condizione di nascondere un qualcosa di così delicato ai genitori, e quindi di sentirsi in colpa.

In realtà sono i genitori che possono e devono assumersi in primis questo compito delicato, nel momento in cui il figlio dovesse porre loro delle domande. Ma il tutto va fatto con grande cautela, con sensibilità e riguardo, tenendo conto dell’età del bambino e tenendo sempre presente che da giovanissimi non si è certo in grado di elaborare un argomento come la sessualità.

Gli amori adolescenziali infatti sono lontani mille miglia dal sesso: sono idealizzati (o dovrebbero esserlo, se vissuti in maniera sana) e dal sesso verrebbero soltanto snaturati e distrutti. E con essi la psiche del ragazzino.

Inutile dire che tra le pagine di questo mostruoso e agghiacciante documento, che prefigura uno stupro collettivo sui nostri bambini da parte di un potere che a qualsiasi costo ci vuole imporre qualunque aberrazione pansessualista, non compaiono mai le parole “amore” e “responsabilità“. Si parla solo di “piacere”, “benessere personale” e “istinti”.

La riduzione dell’essere umano a bestia è ormai data per acquisita.

Per finire, nulla di più appropriato che lasciare parlare Gesù:
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt. 18,6; Mc. 9,42).

Anita Molino


Potrebbero interessarti anche

8 risposte a “L’educazione sessuale dei nostri bambini secondo l’OMS…”

  1. Paola scrive:

    Ma sono impazziti? Ma chi sono gli autori di tale capolavoro?
    Come fare, adesso, a citare l’OMS come fonte autorevole per linee guida su allattamento, vaccini…? 🙁

  2. Solange scrive:

    Non ho mai ritenuto l’OMS una fonte autorevole. Diciamo che per quanto riguarda l’allattamento ha dato delle linee guida condivisibli, non ritengo le abbia date per altre cose. Anzi!
    Partendo da questo presupposto, non mi sarei aspettata grandi cose in riferimento all’argomento trattato.
    Mia figlia di quattro anni sa che esistono le unioni omosessuali, lo sa a livello affettivo, non di certo a livello sessuale e lei stessa dichiara che da grande deciderà se vuole una fidanzata o un fidanzato. Sa come avviene il concepimento, sa che c’è l’incontro di un seme del papà con l’uovo della mamma, di certo non sa come si svolge la cosa. Ma ovviamente sa queste cose per nostra voce e così deve essere. Ma ci mancherebbe pure. Non bastava la religione a scuola, adesso anche l’educazione sessuale con tanto di “vangelo”. Poveri noi.

  3. Maria Evelina scrive:

    Io non sono d’accordo con quanto riportato in questo articolo…il fatto che gli amori adolescenziali siano lontani mille miglia dal sesso è un’utopia bella e buona (e lo so per esperienza sia diretta che non…) far finta che le ragazzine a 12-13 anni non pensino al sesso è mettersi volontariamente il prosciutto sugli occhi….ci pensano e se non lo imparano in maniera appropriata cercheranno di impararlo come possono, con internet, fra coetanei (senza cultura in proposito) o peggio….. una cosa da proporre potrebbe essere quella di metterla come insegnamento facoltativo (come infondo lo è la religione) e far scegliere ai genitori se vogliono che i loro figli si facciano una cultura in tal senso o meno…
    Io ho 28 anni e quello che ho imparato sul sesso quando ero adolescente, l’ho imparato direttamente a volte anche sbagliando…e non mi sarebbe dispiaciuto per niente conoscere alcune cose prima di provarle da me…..e mi piacerebbe molto se mio figlio potesse impararle in maniera sicura (non mi pare che in questo documento ci sia il progetto di insegnare sessualità con i film di Rocco e Cicciolina)
    Il fatto che poi frotte di pedofili si sentano “incoraggiati” a molestare i bambini solo perchè cominciano a conoscere il proprio corpo io non lo vedo, anzi, molti bambini istruiti su questi pericoli potrebbero essere in grado denunciarli per tempo..
    invece di accorgersi con l’età, che il prozio che li faceva giocare a cavalluccio in realtà li toccava in maniera scabrosa (ed è successo)…
    Ora come ora i ragazzi hanno internet dal quale “apprendere” quello che vogliono sapere e io non voglio che i miei figli si convincano che fare l’amore è come nei film porno!!! Poi fate voi….

  4. Paola scrive:

    Ciao! Ho letto il documento (un po’ di corsa, appena avrò tempo lo farò più attentamente), ma non ho trovato quello che dite (anche le frasi riportate non sono del tutto esatte).
    Ecco, intanto non dice che i genitori sono da tenere fuori dall’educazione sessuale, ma, anzi: “e fonti principali, in particolare nelle fasi più precoci dello sviluppo, sono quelle informali, tra le quali troviamo i genitori, che sono di importanza fondamentale nelle fasi iniziali.”
    Nel vostro articolo si dice: “per i bambini da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione dalla prima infanzia”. Rileggiamo perché la sensazione è di trovarsi di fronte a uno scherzo pesante e nemmeno divertente. Si intende dire che è opportuno disporre del personale che introduca i bimbi al di sotto dei 4 anni a pratiche masturbatorie? E chi lo insegnerà? E come? Magari con qualche esempio?” ed ecco invece cosa ho letto sul documento: nella tabella 0-4 e 4-6 anni, alla voce “trasmettere informazioni su” c’è ” gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; masturbazione infantile precoce” che, secondo me, significa semplicemente dire ai bambini che non c’è nulla di male nel provare piacere quando si toccano da soli. Questo lo devono aver scritto perché ancora è molto diffusa la censura di questi atti, verso i bambini. Quante volte si vedono le mamme spostare le manine dei bambini, dire: “non si fa” e altre cose simili, instillando già nei bambini così piccoli che ci sia qualcosa di “sbagliato”. Forse è questo che volevano dire. Farlo sotto i 4 anni la vedo difficile…
    di nuovo: i diritti sessuali. Nell’articolo: “Dai 6 ai 9 anni i nostri figli sarebbero pronti a conoscere e difendere “i diritti sessuali di bambini e bambine”. Noi ci chiediamo: cosa mai s’intenderà per “diritti sessuali”? Forse che a queste età sono già pronti ad avere rapporti sessuali e guai a chi si rifiuta?” Nel documento: “Trasmettere informazioni su il diritto all’espressione di sé
    diritti sessuali dei bambini (informazione, educazione sessuale, integrità fisica)
    l’abuso
    la responsabilità degli adulti
    rispetto alla sicurezza dei bambini
    Mettere i bambini in grado di: richiedere aiuto e informazioni
    rivolgersi a una persona di fiducia in caso di problemi
    • saper indicare i propri diritti con il loro nome
    • esprimere desideri e bisogni”
    Mi sembra che si voglia dire di aiutare i bambini a capire che hanno dei diritti, che il loro corpo non va toccato se non vogliono, che devono sapere che certi atti non devono essere fatti su di loro e insegnare a chidere aiuto.
    Insomma, non che io mi sia trovata d’accordo su tutto (parlare di eiaculazione, mestruazioni e contraccezione tra i sei e i nove anni, mi pare un po’ presto. A quell’età a me e ai miei figli non gliene fregava proprio nulla… bastava sapere che i bambini nascono dall’unione dei classici semini di babbo e mamma. Fare “coming out” a meno di 15 anni mi pare un po’ difficile… -prima di tutto perché è molto difficile, prima dell’adolescenza, capire se siamo o meno gay, ma ospratutto perché, visto ciò che si legge sui giornali, sfido qualunque ragazzino a farlo senza la paura di essere poi preso di mira dai compagni…), però, non vedo nemmeno tutte le cose di cui viene accusato questo documento… non tutte, insomma.
    Grazie, comunque, di avermelo fatto cnoscere 🙂

  5. […] Inizia ora a essere messo in circolazione un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intitolato “Standard di Educazione Sessuale in Europa“, che è una guida per i governi, per la scuola pubblica e gli specialisti sanitari sull’educazione sessuale dei bambini da 0 a 16 anni.  […]

  6. Michele scrive:

    Da basso del mio profilo posso dire che il fatto di sdoganare il corpo è un bel gesto da parte degli adulti nei confronti dei bambini dei tutorial sulla masturbazione li vedo più come portare per mano cappuccetto rosso nella tana del lupo dunque… No! La cicogna? Beh Rousseau insisteva nel 700 sull’onestá nei confronti dei bambini che ne dite di dargli un po’ di credito?! Introduzione dei vari rapporti amoroso/sessuali non sono d’accordo ma evitare discriminazioni di sorta o atteggiamenti omofobici sarebbe un salto di qualità nel senso civile. Fidati impallidiresti affrontando un discorso simile con una 13enne… un educatore.

  7. Calenda Maia scrive:

    Forse si è persa un passaggio, a pagina 10 il documento cita i genitori come fonte autorevole di educazione sessuale dei bambini.
    Nel merito dell’iniziativa, sulla sua pagina Facebook, MedBunker scrive sulla sua pagina FB che gli capita di ricevere molte mamme allarmatissime vedendo che i loro bambini piccoli iniziano a toccarsi e vorrebbero chiedere il consulto di uno psichiatra infantile. Dubito che sia l’unico medico ad avere questa esperienza e penso che sia la premessa delle linee guida dell’OMS. Ma se qui in Italia vengono prese come eretiche, non so immaginare che cosa diventino queste righe in un paese tipo lo Yemen.

  8. Giuly scrive:

    Sono mamma di 2 bimbe (1 e 4 anni) che pensano a giocare senza mostrare il piu’ piccolo interesse per le questioni sessuali. Lasciamo il sesso agli adulti e la liberta’ ai bimbi di crescere e maturare rispettando i loro tempi. E se ci sono i 13enni che sanno a memoria tutto il kamasutra, forse e’ colpa di noi adulti che abbiamo mercificato i sentimenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.