Il dolore del parto naturale

All’inizio è la spia luminosa che lampeggia per segnalare alla futura madre che qualcosa sta iniziando, che comincia un percorso che porterà al cambiamento e a nuova vita.

E proprio per questa vita nascente la spinge a cercare un luogo intimo, sicuro e il più accogliente possibile (non soltanto nel senso fisico del termine).

Un luogo che la faccia sentire “a casa”, che le trasmetta quel senso di fiducia e affidabilità tale da poter permettere il distacco fisico tra due creature che da un tutto unico diventano due separate.

Durante il percorso, poi, da semplice spia luminosa si trasforma in una vera e propria luce che indica la giusta via.

Quella luce che, grazie alla variazione di intensità, frequenza e sensazioni, le indica a che punto si trova su quella strada.

Certo occorre conoscersi a fondo e aver acquisito consapevolezza di sé per poter interpretare quella luce. Quanto più si tende a delegare ad altri tale interpretazione, tanto meno si riuscirà a farsi guidare da essa. E viceversa, per fortuna!

Questa luce può essere calda e avvolgente a tratti, ma anche talmente urgente da dovercisi allontanare, perdendo di vista il sentiero che si percorreva.

Ma il corpo (e la mente) sono talmente perfetti da nascondere in sé molti strumenti per far sì che quella luce non scotti, in modo da non desiderare l’allontanamento che porterebbe a perdersi, ma lavorare insieme ad essa.

Certo, se il luogo è quello giusto, sarà più facile utilizzare tali strumenti…

Quella luce è intorno a lei, quella luce è dentro di lei.

E’ proprio questa energia che scorre dentro di lei ad autoalimentare il “motore” che la porta avanti, sempre più avanti, lungo quel percorso e verso la nascita. Senza, si fermerebbe tutto. Senza, occorre un intervento dall’esterno per tornare sulla strada. Senza, occorre accendere una luce artificiale per illuminare nuovamente la via. E sappiamo tutti che nessuna luce artificiale può eguagliare una luce naturale…

Quella luce, così potente e piena di energia, è in grado di avvolgere anche chi accompagna la futura madre. Essenziale è lasciarsi inondare e accompagnare, insieme.

Poiché è guida per entrambi, ad entrambi segnala la giusta strada. Ed ogni percorso buio, irto di paure, se percorso insieme lasciandosi guidare da quella luce, unisce.

Una luce è solitamente un buon auspicio. Indica che non siamo sole. Indica che c’è qualcuno con noi. Indica casa, calore. Rischiara e illumina . Indica la strada. Combatte la paura. Persino i bambini lo sanno!

La luce che accompagna la futura madre verso la nascita, che l’accompagna e la guida tenendola per mano per diventare due da uno solo, che accompagna insieme la coppia e la rinforza… questa luce è il dolore del parto.


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Una replica a “Il dolore del parto naturale”

  1. […] senza averne mai vista una. Se riusciamo a incoraggiare anche solo una madre a credere di poter partorire da sola in modo naturale, senza interventi, allora ce l’abbiamo […]

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