Educare i bambini al bello e l’abolizione della storia dell’arte a scuola

E’ ormai definitivo, basta educare i bambini al bello! il Ministero dell’Istruzione ha deciso di tagliare ed abolire le ore dedicate alle storia dell’arte nelle scuole italiane perché (si dice) il Paese non è in grado di sostenerne la spesa.

A nulla è valsa l’autorità di Maria Chiara Carrozza, attuale ministro dell’Istruzione: le 15 mila firme raccolte non sono bastate e la Commissione Cultura Scienza e Istruzione ha bocciato la proposta.

Un massacro intellettuale iniziato con la riforma del sistema scolastico nel 2008, operata dall’allora ministro Gelmini, che diede inizio alla graduale eliminazione delle materie artistiche nelle scuole italiane.

Un gesto che lascia più che perplessi se si considera il fatto che lo studio dell’arte in Italia è sempre stato ammirato dalle altre nazioni europee, che si sono ispirate al modello italiano: si veda ad esempio la Francia, che nel 2008 ha reso obbligatorio l’insegnamento dell’arte nelle scuole elementari.

Tutto questo è assurdo. Per un Paese che punta sull’arte e la cultura per trainare lo sviluppo e l’economia l’eliminazione delle materie artistiche è un nonsenso. Di fatto, siamo i custodi del capitale storico e artistico più prezioso del mondo e nello stesso tempo stiamo “educando” coloro che lo dilapideranno.

Infatti cosa possiamo aspettarci dalla diseducazione delle future generazioni, che hanno bisogno di noi ma da noi si vedranno consegnato nelle mani un inestimabile patrimonio culturale del quale non sapranno cosa farsene.

Noi adulti siamo stati fortunati, tra le quattro mura delle nostre aule scolastiche quante volte abbiamo sentito parlare di Giotto, Michelangelo, Picasso! Alle future generazioni tutto questo viene tolto con la bieca scusa che non ci sono i soldi… Eppure, proviamo a mettere nelle mani di un bambino di 6/7 anni un libro d’arte: s’incanterà a sfogliarlo.

Allo stesso modo, proviamo a spiegare a un adolescente la Guerra Civile spagnola senza mostrargli Guernica di Picasso: perchè la Storia dell’arte è anche Storia, e l‘Arte è il motore delle civiltà e dei popoli tutti: senza di essa non c’è sviluppo. Ma in Italia questi ragionamenti non hanno alcun valore.

Se non ne comprendiamo la follia, tentiamo di immaginare cosa sarebbe il sistema scolastico di una qualsiasi isola-paradiso sull’Atlantico senza la geografia marina, in un Paese che deve tutto il suo PIL alla sola natura che riversa su di esso turismo, quindi denaro. Musei, chiese, monumenti, il Cenacolo del Leonardo, la Roma del Bernini e del Borromini, le stanze del Raffaello, il Giudizio Universale michelangiolesco, la Commedia di Dante illustrata dal Doré… la lista è deficitaria e comunque è impossibile fare un inventario di tutti questi “rubinetti” che ci permettono di dissetarci.

Ogni luogo dove l’arte è rappresentata è come un grande acquedotto. E questa decisione non potrà che incrementare la velocità della desertificazione del nostro Paese. Tuttavia un’altra minaccia incombe su di noi, ma soprattutto sui nostri bambini e adolescenti…Abolire la storia dell’arte a scuola significa, di fatto, abolire l’educazione al bello…

Una gioventù che non conosce la bellezza attraverso i capolavori dei grandi artisti della storia, a cui viene negata la possibilità di contemplarla, decodificarla, ammirarla, in che modo saprà interiorizzarla come VALORE?

I bambini più fortunati forse faranno qualche visita al museo in compagnia di genitori sensibili, desiderosi di non privare i propri figli della conoscenza di un patrimonio tanto prezioso. Ma gli altri?

Smettere di insegnare l’arte nelle aule equivale a togliere la bellezza all’infanzia, e lasciarla in balia delle tante brutture e volgarità che la minacciano ogni giorno…Pensiamoci.

Anita Molino


Potrebbero interessarti anche

Libri sull'argomento


  • Alcuni anni fa, in pizzeria ascoltai un discorso tra un ragazzo e una ragazza, seduti in un tavolo vicino al mio: il ragazzo parlava di Raffaello Sanzio, in quanto aveva visitato ROMA, e lei “Sanzio”? e chi è? Lui pazientemente gli spiego che Raffaello Sanzio era il Raffaello, ecc. ecc., quindi gli raccontò degli appartamenti papali affrescati che aveva visitato, appartamenti affrescati da Raffaello e che in quell’occasione aveva anche visitato la Cappella Sistina. La ragazza, forte delle proprie conoscenze, disse: “oh, sì, la cappella sistina, quella affrescata da Giotto!”
    Al che, mi venne da ridere così fortemente che quasi mi strozzai con la pizza!
    P.S.: la ragazza era una studentessa universitaria…