INTERVISTA a Claudia Porta: lavorare da casa e giocare con i bambini

Incontriamo Claudia Porta, mamma, blogger, imprenditrice, per approfondire con lei alcune tematiche affrontate nei suoi due libri dedicati al lavoro da casa e al gioco con i bambini: La mia mamma sta con me (Il leone verde, 2011) e Giochi con me? (Il leone verde, 2012).

Claudia, nelle pagine del tuo libro La mia mamma sta con me affronti un argomento molto particolare, quello delle mamme che lavorano da casa. Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea è nata dalle numerose richieste che ricevevo ogni giorno. Richieste di mamme che desideravano lavorare da casa per potersi occupare contemporaneamente dei propri figli.

Possiamo presentare brevemente gli argomenti che vengono affrontati nelle varie parti del libro?
All’inizio mi è sembrato utile condividere la mia storia personale. Una storia piena di alti e bassi che siamo riusciti a superare grazie ad una parola magica: flessibilità. Seguono alcuni consigli su come individuare l’attività su cui puntare e svilupparla, informazioni sull’utilizzo del web per promuovere la propria attività e suggerimenti su come conciliare lavoro e famiglia nel quotidiano. Il libro termina con una serie di interviste a mamme che “ce l’hanno fatta” e che possono essere di ispirazione.

A quali mamme consiglieresti la lettura di La mia mamma sta con me? Per chi potrebbe essere utile secondo te?
Sarò di parte ma lo consiglio a tutte le mamme (anche se non desiderano lavorare in proprio) e in generale a chiunque desideri – invece – dare una svolta alla propria vita e tentare di realizzare i propri sogni. Tempo fa mi ha scritto una psicologa dicendomi che consiglia il libro ai suoi pazienti… uomini e donne.

Il lavoro da casa rappresenta una soluzione molto interessante per le mamme che hanno uno o più bambini, ma c’è davvero spazio per questo tipo di occupazione femminile in Italia?
Assolutamente sì. Soprattutto in un momento in cui il lavoro “fuori” è difficile da trovare, riuscire ad inventarsi qualcosa è un’ancora di salvezza.

Claudia, dopo aver parlato di mamme lavoratrici, ti sei concentrata sul gioco con un libro – Giochi con me? – che, sin dal titolo, rappresenta un invito a condividere con i propri bambini la dimensione del gioco. Però nella società di oggi è difficile trovare il tempo per giocare…
Non è il tempo che manca, ma la disponibilità. E non per mancanza di volontà ma per mancanza di energia. Tutti (o quasi) possiamo ritagliarci 10-15 minuti al giorno o un pomeriggio nel fine settimana per giocare con i nostri figli. Il problema è che spesso, quando lo facciamo, abbiamo la testa altrove. Risultato? Non ci divertiamo (né noi né loro). Al contrario, giocare con i bambini in queste condizioni diventa un enorme sforzo che non abbiamo voglia di ripetere. Il segreto è riuscire a concentrarsi su quello che si sta facendo. Questo vale in tutti gli aspetti della vita, ma è particolarmente importante per il tempo che trascorriamo con i nostri figli. Se siamo altrove con la mente o se desideriamo essere altrove mentre giochiamo con loro, sarà uno strazio per tutti. Meglio iniziare con dieci minuti, ma durante i quali siamo completamente disponibili. Piano piano questo atteggiamento diventerà naturale e anche i tempi si dilateranno, senza che questo sia un peso.

È vero, a volte il tempo ci sarebbe ma i genitori faticano a calarsi nella dimensione del gioco. Tu lo scrivi: crescendo abbiamo “disimparato”, non sappiamo più come si gioca…
Già. Ma per fortuna abbiamo davanti a noi dei grandi esperti. Affidiamoci a loro e lasciamo che ci guidino. Non importa se reinventano le regole o se non le rispettano. Quello che conta è divertirsi insieme!

Nel tuo libro sottolinei l’importanza del gioco per il benessere e la crescita del bambino. I bambini della nostra società giocano abbastanza?

In molti casi no. Tra compiti, attività extrascolastiche, tv e videogiochi, rimane ben poco tempo per il gioco “vero e proprio”. Un tempo che va preservato il più possibile.

Nella seconda parte di Giochi con me? proponi un’interessante carrellata di giochi che genitori e bimbi possono creare insieme. Un’attività che può insegnare molto ai bambini…
… e che mi è stata insegnata dai miei bambini. Ricordo lo stupore con il quale guardavo mio figlio Leonardo che, di fronte al rifiuto da parte nostra di acquistargli un videogioco portatile, se lo è disegnato e ha iniziato a giocarci come se fosse vero. Per me il messaggio importante è questo: “Tutto si può fare”. Se desideri realmente qualcosa, una soluzione c’è sempre. Insegnando ai bambini a fabbricare i loro giocattoli trasmettiamo loro questo messaggio, rendendoli attivi nella ricerca di ciò che li interessa davvero, e non dipendenti dalle scelte altrui.

Giorgia Cozza


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