Menu vegano alla mensa scolastica: vittoria!!


Negli scorsi articoli
vi ho raccontato il percorso intrapreso per ottenere un menu vegano alla mensa scolastica di mia figlia, ed eravamo rimasti al momento in cui avrei spedito una mia lettera al Sindaco del mio Comune.

L’ho fatto ma, difficile da credersi, prima che prendessero visione della stessa, udite udite, avevano già deciso di farmi preparare il menù vegano per la mensa di mia figlia!!!

Sono davvero contenta perchè io ho dato prova di non arrendermi e forse, dico forse, questo è servito loro per capire che ci tenevo davvero ed ero convita, ma anche perchè ho visto riconosciuto il diritto di scelta per nostra figlia.

Il menù è perfettibile perchè fin troppo basic, ma ora abbiamo almeno qualcosa su cui ragionare: un menù vegano!

Mi sento di dire a chi ha intrapreso questo lungo e faticoso percorso di non demordere, di portare avanti la propria causa con argomentazioni convincenti e con tutti i mezzi che a disposizione.
Io devo ringraziare la ragazza che su facebook ha condiviso la lettera che ha spedito a sua volta al suo Comune: l’ho potuta utilizzare come modello e, dopo le dovute modifiche, spedire alle varie sedi : Comune, ditta distributrice della mensa e direzione didattica.

Ora faccio anche parte della commissione mensa del mio Comune e avrò piacere e modo di conoscere più da vicino i meccanismi che sottendono le scelte di alcuni ingredienti respetto ad altri; per esempio sono curiosa di sapere perchè non si possono utilizzare i vegetali della famiglia delle crucifere e gli spinaci, e ancora vorrei parlare con la cuoca per proporle piccole modifiche al menù, far conoscere semplici ricette per arricchire e insaporire alcune pietanze.
Tutto questo nel pieno riconoscimento dei passi da gigante fatti dall’inizio di questa storia, che avevo paura non finisse tanto bene, e senza la mia consueta “aggressività” nell’affrontare questi argomenti. Quando ci si scotta si fa fatica a non essere prevenuti.

Allora tutto è bene quel che finisce bene? Sembrerebbe di si.

Ma per una vittoria ottenuta ci sono tante piccole sconfitte che lasciano l’amaro in bocca.

E’ il caso di una ragazza con la quale mi sono confrontata su facebook : lei è di Torino città e trova davvero difficile far accettare le sue scelte.

Addirittura le dicono chiaramente, le dietiste, che questa dieta non va assolutamente bene per la crescita dei bambini.
Forse queste dietiste non conoscono le linee guida dell’American Dietetic Association che insieme alla Canadian Dietetic Association riconoscono in toto la bontà della dieta vegetariana e vegetariana stretta (vegana) dalla nascita alla vecchiaia.

E ancora non sanno che nella nostra costituzione diversi articoli sanciscono diritti inviolabili. Vi cito quelli che ho utilizzato nella lettera:

⁃ l’ art. 2 sancisce i diritti inviolabili, cioè quell’insieme di legittime aspettative ed esigenze che ciascuno ha diritto di coltivare, nel rispetto dei diritti altrui;
⁃ l’ art. 3 impone la rimozione degli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini;
⁃ l’ art. 19 determina la libertà di professione ed esercizio di culti religiosi;
⁃ l’ art. 21 riconosce il diritto di manifestazione del pensiero attraverso qualsiasi mezzo;
⁃ l’ art. 30 impone il dovere dei genitori di educare i propri figli, riconoscendo loro il diritto di trasmettere i propri valori morali;
⁃ l’ art. 32 incorpora il diritto alla salute tra quelli fondamentali di ciascun individuo.

Facciamo in modo che questi diritti ci vengano riconosciuti.
Io spero di aver ottenuto un risultato duraturo perchè mia figlia ha innanzi a sé altri 8 anni di scuola in questo paesino pedemontano.

Auguro a chi si imbarca in questa avventura di trovare la voglia di andare avanti. Se fossimo in America le vittorie ottenute costituirebbero un “precedente”, e per ognuno di quelli che seguono, la strada sarebbe meno faticosa.

Ora però, con i mezzi a nostra disposizione, conosciamo le imprese di altri genitori: facciamo in modo che possano esserci d’esempio, ci facciano fare il pieno di ottimismo e, idealmente, ci leghino con il filo dei valori condivisi.

Clara D’Attorre


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