Parto naturale e contatto pelle a pelle

Dopo lo sconvolgimento del parto naturale, i primi momenti in cui la madre e il neonato possono stare a contatto sono preziosissimi per il ritorno della pace, per la pronta ripresa corporea dopo l’intenso sforzo e per la conoscenza e la relazione tra i due.

L’osservazione degli altri mammiferi suggerisce il bisogno del piccolo di rimanere con la madre per tutto il tempo necessario ad abituarsi all’ambiente esterno all’utero; questo è anche il periodo in cui le madri leccano i cuccioli, li allattano, li annusano e li riconoscono come propri. L’osservazione di madre e figlio che restano uniti subito dopo il parto, delle loro prime lente interazioni e delle competenze di entrambi, svela qualcosa di magico, fuori dal tempo, che chiede totale rispetto e l’assenza di qualsiasi intromissione. È un momento che si avvicina molto a essere qualcosa di sacro.

Quando i bambini vengono posti a contatto pelle a pelle con la madre subito dopo la nascita hanno già le competenze per strisciare verso il seno e attaccarsi (principalmente questo accade se non ci sono stati interventi durante il parto). Nel fare questo, afferrando il capezzolo e dando dei calcetti alla pancia della mamma, stimolano le contrazioni uterine tramite il rilascio di ossitocina nel corpo materno. Il contatto fisico e la stimolazione dei capezzoli della madre, effettuata proprio dal neonato tramite le manine e la bocca, promuovono la produzione della prolattina (la quale aumenta la produzione di latte) e di ossitocina, la quale fa contrarre le cellule che permettono l’emissione del colostro o del latte stesso e governa il corretto immagazzinamento e uso dei nutrienti nel corpo materno per far fronte alle necessità dell’allattamento.

Il rilascio dell’ossitocina produce anche la vasodilatazione che alza la temperatura nella zona toracica del corpo della madre, in modo che il piccolo posto sul torace materno eviti il raffreddamento e la dispersione termica: questo è un meccanismo geniale del corpo umano che permette di creare un ambiente perfetto, caldo, accogliente e protettivo per i bambini. L’ossitocina promuove anche un accresciuto interesse della madre nei confronti dei figli e comportamenti teneri come baci, carezze, sorrisi.

Per la madre, l’azione di questo ormone sull’amigdala (una piccola parte del cervello responsabile delle emozioni e della memoria emozionale) aumenta la socializzazione, la curiosità e potenzia la memoria, imprimendo nel cervello i dettagli del proprio cucciolo e dando così il via all’attaccamento. La madre impara così a riconoscere e preferire il proprio piccolo rispetto agli altri; madre e figlio si legano più velocemente proprio perché il livello di ossitocina è così alto in connessione con il parto. È stato infatti studiato che, quando conosciamo una persona mentre siamo sotto l’effetto dell’ossitocina, in un momento in cui ci sentiamo bene e siamo aperti verso l’esterno, abbiamo di essa un impressione più positiva.

Per i neonati poi, il contatto pelle a pelle immediato dopo la nascita promuove la stabilizzazione fisica e abbassa di molto i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, regalando pace e benessere dopo la fatica della nascita.
Tutti questi effetti del contatto sono quelli che ritroveremo, più avanti, anche tra i benefici del massaggio infantile, ma perché non iniziare a goderne sin dalla nascita?

Le disposizioni dell’OMS e dell’UNICEF evidenziano i notevoli benefici del contatto tra madre e figlio subito dopo la nascita e prevedono la non separazione come norma per quasi tutti i parti. In particolare si raccomanda che le madri siano aiutate ad iniziare l’allattamento entro mezz’ora dal parto e che i neonati siano posti in contatto pelle a pelle con la madre immediatamente dopo la nascita.
Non si conoscono conseguenze negative a breve o a lungo termine associate con il contatto pelle a pelle e per questo motivo ci auguriamo che sempre più mamme e bambini possano beneficiarne a partire dalla nascita, giorno dopo giorno.

Nicoletta Bressan


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