Salute dei bambini e delle mamme in Africa

Le mamme di Lisiba sono tante, sono belle, sono povere, sono forti e combattono ogni giorno per la vita.
Nel mese di gennaio ho fatto ritorno a Lisiba, un villaggio alla periferia di Bokoro, nella provincia di Bandundu, in Congo. La popolazione locale con la guida del suo capo spirituale, Abbé Bienvenu, è riuscita a costruire un piccolo ospedale di cui attualmente esistono le mura, i letti e poche attrezzature fra cui una sala operatoria e una sala parto rudimentali.

Nell’ospedale lavorano 3 medici e circa 20 infermieri che non hanno uno stipendio fisso ma variabile a seconda degli aiuti ricevuti. Durante la permanenza al villaggio ho collaborato con il personale dell’ospedale facendo visite ginecologiche in una piccola stanza con un lettino da visita in legno perché il lettino ginecologico che avevo portato lì nel 2011 serviva in sala operatoria e con la luce di una lampada. se la coda di donne in attesa non si esauriva prima del repentino calare della notte equatoriale.

Sono arrivate circa 200 donne, alcune da Lisiba, altre da Bokoro ed altre ancora da villaggi vicini, con qualche ora di viaggio in piroga.
La salute delle donne di Lisiba è fortemente legata alla maternità. Molte donne hanno un gran numero di figli, e spesso ne vedono morire una parte in tenera età, molte donne ricorrono all’aborto clandestino rischiando una detenzione di 5 anni. Il problema che però ha portato più frequentemente a richiedere la mia consulenza è stato quello della sterilità, primaria e secondaria.

Essa rappresenta una vera tragedia per una società fondata sulla famiglia, in cui vige ancora con una certa frequenza la poligamia e per cui il valore della donna è fortemente legato alla sua capacità riproduttiva. Questo può sembrare un po’ stonato per le nostre menti europee; sembra stridere per noi un desiderio così forte di figli con condizioni di vita che rendono precaria la vita delle persone, in particolare dei bambini, più vulnerabili alle malattie e alla malnutrizione.

Il nucleo della questione sta proprio lì, nella mancanza d’acqua, di case con un minimo di igiene e di sicurezza, di allevamenti e colture che facilitino l’accesso al cibo, di cure mediche e di programmi sanitari, di un’economia in grado di permettere alle persone di vivere con dignità.
La gente di Lisiba, come ogni popolazione povera del mondo, chiede di crescere, e poiché il cammino verso l’autonomia passa prevalentemente attraverso l’educazione, in quel posto sperduto in mezzo alla savana con grande fatica sono state costruite delle scuole, dalla materna all’Università, del cui corpo docente faccio parte, e frequentata da un buon numero di donne.
Allora…. da medico delle donne chiedo a tutte voi, donne e mamme, di aiutare le donne di Lisiba. Occorre poter fare un progetto di assistenza in gravidanza per diminuire il numero di morti in utero e le complicanze a breve e lungo termine legate al parto, occorre avere più mezzi diagnostici per l’infertilità e i tumori. Certo il percorso non è breve ma ogni passo è comunque un avanzamento.
Le possibilità di contribuire sono tante, anche con adozione a distanza di un bambino, di uno studente, di un membro dell’equipe ospedaliera……. ma non occorre solo denaro. Ancora più importanti sono idee e sostegno. Con la vostra vicinanza le mamme di Lisiba potranno essere ancora tante e belle e forti ma finalmente meno povere e più felici.

Ho un sogno


Nel mio sogno vedo che i bambini africani
non moriranno più di fame, sete e malattie banali
Nel mio sogno vedo che questi bambini andranno a scuola la mattina
anziché andare nei vari cantieri
Nel mio sogno vedo che questi bambini lasceranno le grotte,
i tombini e le strade per andare a dormire nelle case.

Blessing Sunday Osuchukwu

Mariangela Porta


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