Se il genitore separato latita…

Il Tribunale di Milano, Sezione IX civile, (Giudice estensore dott. Buffone), con un’ordinanza del 28 maggio 2013 ha preso dura posizione per disincentivare il malcostume, tutt’altro che infrequente nella prassi, dei genitori che dopo la separazione omettono di occuparsi dei figli, non tenendoli con sé in base ai tempi determinati dal Giudice o dalle stesse parti e facendo venire a mancare quella regolarità di rapporto che il legislatore del 2006, introducendo la legge sul c.d. affido condiviso, aveva inteso garantire come diritto prioritario del figlio.
Tenere con sé i figli, render loro visita, mantenere contatti telefonici frequenti, se non quotidiani, rappresenta per i genitori un obbligo e un dovere, non una mera facoltà da esercitare a discrezione o a piacimento.
Lo ha ben rimarcato il Tribunale di Milano nell’ordinanza sopra citata, trovando anche un correttivo che, se non certamente sostitutivo e ripartivo del danno che il figlio consegue allorchè un genitore gli si nega, quantomeno stigmatizza il comportamento inadempiente del genitore sfuggente, affermando che “è ammesso l’aumento automatico del mantenimento per rendere fruibile e gestibile l’assenza del riferimento genitoriale “altro”, nel senso di consentire al genitore collocatario di profittare, ad esempio, di una baby- sitter”.
Il principio estrapolabile dall’ordinanza citata, secondo cui il “tempo perso va monetizzato” è in linea con la previsione dell’art. 155 codice civile, novellato proprio dalla legge sul c.d. affido condiviso, atteso che detta norma, nel fissare i criteri che debbono orientare il giudice nella determinazione della misura del contributo di mantenimento per la prole, annovera anche i tempi di permanenza presso ciascun genitore nonché la valenza dei compiti domestici e di cura da ciascun genitore assunti.
E’ sconsolante gioire di questi traguardi processuali, perché è fuori di dubbio che i figli dovrebbero vedersi garantiti due genitori presenti anche dopo la loro separazione, collaborativi, amorevoli e attenti ma, quando le cose vanno in altro modo e i genitori si fanno latitanti, ben venga una presa di posizione forte per ricordare, a chi tragicamente lo dimentica, che i figli sono una scelta responsabile e consapevole e non strumenti “usa e getta”, dei quali disfarsi quando altri interessi hanno preso il loro posto.
Avv. Paola Carrera (Avvocato in Torino)


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