Abuso sui bambini spacciato per cultura

La cultura dell’abuso sui bambini è subdola, strisciante, si insidia nelle menti attraverso canali ramificati ed efficaci.

Lo abbiamo visto nel mio articolo precedente, e oggi continuiamo analizzando come l’orco cattivo si celi dietro altri strumenti di diffusione delle idee.

Primo fra tutti i media:
1) Alcuni anni fa un noto personaggio pubblico, in una notissima trasmissione televisiva ha pronunciato queste parole: “E allora, che sarà mai se un ragazzino di cinque o dieci o dodici anni fa una s**a a uno più in là negli anni o se se la fa fare? E lo stesso atto di sodomia (mio dio, che ridicolo parolone biblico!) ha tremila modi per avvenire e tremilaeuno per essere mimato, sia fra adulti, sia fra adolescenti e adulti, sia fra bambini e adulti, sia fra bambini e bambini; esso di per sé, bigotteria a parte, nell’un caso o nell’altro, non comporta alcun marchio indelebile nella carne (e nella psiche) del maschio non soggetto a violenza smaccatamente, tanto per cominciare, fisica”.
Ora voi penserete che, dopo affermazioni del genere, il presentatore abbia ammonito il suo ospite e lo abbia cacciato dalla trasmissione; vi aspettereste anche che il pubblico presente in sala inorridisse di fronte a quelle parole e iniziasse a lanciare insulti verso il suddetto personaggio. E invece no…
Il presentatore ha continuato come se nulla fosse, è andato avanti con la sua intervista e la maggior parte del pubblico ha addirittura riso e applaudito alla performance di questo individuo. Mi piacerebbe avere davanti queste persone, guardarle negli occhi e chiedere loro “se un adulto fa sesso con i tuoi bambini, cosa normale secondo la persona che avete applaudito, che fate? Per coerenza applaudite anche lui?”.
Il sottoscritto, che forse è ancora troppo ingenuo, si sarebbe aspettato denunce all’ospite, al conduttore, con relativa chiusura immediata della trasmissione e rivolte popolari in piazza e petizioni. Ma il sottoscritto, appunto, è ingenuo. Recentemente, infatti, lo stesso personaggio è stato nuovamente ospite di un’altra trasmissione e, come se nulla fosse, ha ribadito gli stessi concetti della volta precedente, arrivando a dire apertamente che “lui è contento se bambini di 4 o più anni si leccano e si mettono il dito nel c..o” (sue testuali parole).

Anche qui, il tutto è passato nel silenzio generale e nell’apprezzamento di molti. Il noto personaggio televisivo inoltre, ci rassicura dicendoci che queste perversità non le dice lui, ma niente di meno che il grande pensatore del Novecento…..Sigmund Freud! Ah sì, quello che ha detto che i bambini sono “perversi”, che si “masturbano” e che vogliono fare sesso con i genitori…. Beh, una citazione indubbiamente importante.

Sul discorso Freud rimando al mio libro Meravigliosa infanzia, molto c’è da dire infatti sulla perversione pro-pedofila delle sue teorie sui bambini, che come un virus ancora impestano la pedagogia, la genitorialità, la psicologia e le aule dei tribunali.
2) Ormai da anni sono molto in voga i cosiddetti “baby-concorsi di bellezza” e pubblicità che utilizzano bambini piccoli come oggetti di desiderio sessuale: bambine truccatissime, con tacchi alti e minigonne, che ammiccano con pose da vamp navigate, alcune anche con la sigaretta tra le labbra.
Immagino cosa possa provare un pedofilo nel vedere simili immagini: che spettacolo per i miei occhi, sono bellissime, ora vedete tutti che anche i bambini hanno una loro sessualità e sensualità e che sono ben consapevoli del proprio fascino e del loro desiderio sessuale. Abbiamo letteralmente dato in pasto ai leoni i nostri cuccioli indifesi. Ed è tutto legale, molti sono infatti gli estimatori di queste iniziative, genitori compresi.
E’stata definitivamente tolta l’innocenza all’infanzia. L’hanno adultizzata precocemente, violentata, annientata. L’hanno resa un mero oggetto per le nostre più perverse pulsioni. Questi bambini un giorno diverranno adulti, che tipo di adulti saranno, come tratteranno i loro bambini e che tipo di cultura e società potranno mai creare?
3) Proprio in questi giorni un’importante indagine Ipsos per Save the Children ha rilevato che oltre un terzo degli italiani è favorevole ai rapporti tra un adulto e un minorenne. Anche qui, davo per scontato che solo una piccolissima percentuale malata di noi accettasse un discorso del genere.

Nella pedagogia e nella sanità:
1) Recentemente si è accesso un forte dibattito anche sul DSM-V, il manuale internazionale di riferimento per le diagnosi psichiatriche. Sembrava inizialmente che gli autori avessero eliminato la pedofilia dalle malattie mentali e la riconoscessero come uno dei normali possibili orientamenti sessuali. In realtà l’APA, l’associazione americana di esperti che ha curato il testo, risponde dicendo che la loro terminologia è stata mal interpretata e che considerano ancora assolutamente la pedofilia come una grave malattia…. Io dico di aspettare l’ormai imminente uscita dell’edizione italiana e di riparlarne. Troppe “nostre errate interpretazioni”…
2) Per concludere, non si può non parlare delle recenti linee-guida sull’educazione sessuale dei bambini che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha divulgato. Sono dei moduli di riferimento, non obbligatori ma caldamente consigliati, da seguire per educare alla sessualità bambini e adolescenti. Rispetto agli adolescenti, nulla da eccepire: il corpo cambia, la mente anche, gli ormoni iniziano a premere ed è evidente che anche la sessualità inizi a sbocciare.

Ed è dunque naturale parlare di educazione sessuale: desiderio, sentimenti, identità di genere, procreazione, contraccezione, malattie sessualmente trasmissibili, dubbi e quant’altro. Quello che però mi spaventa è che tali programmi si rivolgono anche a bambini nella fascia di età 0- 4 anni.
Ora, io non vedo la necessità di illuminare bambini così piccoli sulla sessualità, semplicemente perchè la sessualità non gli appartiene, non li riguarda, non se ne interessano. Se invece per sessualità vogliamo intendere anche semplicemente il discorso dell’ape sul fiore o della cicogna, allora non c’è problema, se ne può parlare; ma qui dobbiamo anche avere l’onestà, la sensibilità e la responsabilità di fermarci.

Andare oltre, infatti, rappresenta a mio avviso uno “scandalizzare l’infanzia”. Nei miei ricordi di bambino non c’è il sesso; ricordo solamente di essere stato anche io curioso rispetto alla nascita dei bambini e al fatto che io avessi un pisellino mentre le amichette e le cuginette erano diverse da me perchè avevano una patatina. Tutto qui. Ora vi domanderete “anche l’Oms parla solo di questo?”
Beh, non direi proprio. Si spingono gli educatori ad insegnare ai bambini a “masturbarsi”, a ricercare il “piacere sessuale”, a dilettarsi nel “gioco del dottore”. Si danno per scontati “giochi sessuali” tra bambini e lo sviluppo del bambino è ancora relegato, come sosteneva Freud, ad un mero sviluppo sessuale. Pensate che a soli 6 anni si sottolinea l’esigenza di illuminarli sull’ “eiaculazione” maschile.

Non so voi, ma a me personalmente fa rabbrividire ed imbestialire una cosa del genere. Le grandi menti che hanno pensato questo programma, però, ci rassicurano: il tutto deve essere fatto rispettando i tempi e l’età del bambino. Certo, e parlare di masturbazione tra 0 e 4 anni e di eiaculazione a 6 vi sembra rispettoso del bambino?
Inoltre, in questi programmi non è prevista la presenza dei genitori. Non che siano dichiaratamente esclusi, però non se ne parla e ci si rivolge ufficialmente agli operatori scolastici. Credo invece che un tema delicato come quello della sessualità debba, innanzitutto essere affrontato solo dalla pubertà in poi, e comunque sempre con gli stessi genitori che quei bambini li hanno messi al mondo, allevati e protetti.

Il tutto dovrebbe rientrare all’interno di una normale, sana e naturale relazione genitori-figli, senza intermediari, manuali o “esperti”. Al limite potrebbero essere formati i genitori e poi questi ultimi interagire con i propri figli. E’ notizia recente di una “sex box” prevista per i bambini delle scuole in Svizzera: all’interno ci sono modellini di peni, vagine ed immagini esplicite di bambini che si masturbano a vicenda.

Addirittura in un’immagine c’è una bambina con le parti intime scoperte che si strofina sul tronco di un albero…
Nelle linee-guida non si dà a mio avviso molto spazio al problema degli abusi sessuali da parte di adulti, unico tema invece che dovrebbe essere affrontato in un’ottica di prevenzione. In una tabella leggiamo “l’abuso: alcune persone non sono buone, si fingono gentili ma possono essere violente”.

Che cosa si intende con “alcune persone”? Immagino anche adulti. E per “violente” cosa si intende?
Che se non usano violenza il sesso tra adulto e bambino è ammissibile? Sappiamo che in moltissimi casi il pedofilo agisce senza violenza esplicita e sappiamo bene anche che nella cultura pedofilica si sottolinea proprio questo: gli adulti possono fare sesso con i bambini, ma chiaramente senza coercizione e violenza. Capito? Il problema è la violenza, ma se questa non c’è è legittimo il sesso tra adulti e bambini. A me sembra che queste linee-guida, seppur in modo meno esplicito, tendano a mandare lo stesso messaggio.
In un passaggio si parla anche di un “fantasticare” dei bambini sull’amore e le relazioni, del loro frequente confondere realtà e fantasia. Messo così lo trovo ambiguo e per questo pericoloso. Se aggiungiamo queste “fantasie” ai “giochi sessuali” di cui sopra, rischiamo di confondere le acque a vantaggio di chi vuole solo approfittarsi dell’infanzia.

Sappiamo per esempio che il mimare atti sessuali da parte di un bambino spesso rientra tra gli indicatori di un abuso sessuale subìto. Parlare di “fantasie” rende evidentemente poco credibile una eventuale testimonianza di un abuso subìto dal bambino: l’abuso non c’è, il bambino sta fantasticando e il fatto che mimi atti sessuali rientra tra le sue normali attività infantili.
In conclusione, ciò che mi preme sottolineare è che è arrivato il momento per tutti noi di aprire gli occhi. Non vorrei passare per un paranoico complottista, ma mi sembra ormai evidente che ci sia un movimento di persone, una lobby potente e molto ben inserita a vari livelli nella società, che sta cercando gradualmente di legittimare ogni forma di violazione dell’infanzia.

Sono molto abili nel loro modo di comunicare. Nessuno dice esplicitamente che “la pedofilia e il sesso tra adulti e bambini sono normali”, perchè probabilmente un messaggio così esplicito susciterebbe (almeno spero!) reazioni negative, ma fanno passare sostanzialmente lo stesso messaggio in modo graduale, meno esplicito, parlando per esempio dei “diritti dei bambini alla sessualità” o della “pedofilia come orientamento sessuale” o ancora mostrando immagini sessualizzate dei bambini spacciandole per moda, pubblicità e addirittura educazione.

La sessualità infantile non è, come ci vogliono far credere, un “diritto del bambino”, ma un diritto esclusivo dell’adulto che vuole vedere nel bambino un oggetto sessuale, approfittarne, senza sentirsi troppo in colpa. Questi messaggi così, come una goccia cinese, si infiltrano pian piano nelle menti delle persone e si diffondono come un virus in tutta la società.

Il rischio per noi è l’”assuefazione”: senza più testa né cuore, senza un filtro etico personale ci prendiamo tutto quello che pochi perversi criminali ci propongono e ci vogliono far digerire. Come possiamo difenderci allora da tutto ciò? Ricordandoci che “il sonno della ragione genera mostri”. E dunque: pensando con la nostra testa, ascoltando ciò che queste nefandezze suscitano nella parte più profonda di ognuno di noi, pensando a quando eravamo noi i bambini, indignandoci, opponendoci, sensibilizzando al problema, ribellandoci.

In altre parole, decidere noi cosa è meglio per i nostri bambini.

Alessandro Costantini


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10 risposte a “Abuso sui bambini spacciato per cultura”

  1. Ester Mascarello scrive:

    Per mia fortuna guardiamo pochissima televisione e praticamente nessuna trasmissione tipo reality o condotta da ex “giornalisti” che si improvvisano presentatori, ma se si decide di scrivere un articolo come questo credo che si debba avere il coraggio di scrivere anche il nome del responsabile di certe oscenità. Non per essere oggetto di “gogna” ma solo perchè se lì nessuno ha avuto il coraggio di “cantaglierne quattro” magari sulla rete vivaddio qualcuno il coraggio lo trova. Io sono madre di due bambini e la sola idea che qualcuno possa pensare queste cose, mi dà il voltastomaco. Ho appena letto un articolo sulle spose bambine dello Yemen, direi che lì il tutto diventa orrenda realtà. Dobbiamo gridare BASTA a questa permessività.

  2. Enzo Sanfilippo scrive:

    Maurizio Costanzo Show, parecchi anni fa.
    Ero giovane, ma ricordo ancora Aldo Busi dire quelle cose che, a distanza di anni, ricordo ancora…
    Ebbene, senza alimentare, né accendere nessun “flame”… perché nascondere i nomi nell’articolo ? Sono fatti accaduti, di dominio pubblico e i cui video sono disponibili su youtube…
    Sono stufo di questa “gentilezza” nei confronti di chi a nostro parere, ovvio, non se la merita.
    Per cui confermatemi per cortesia il nome dei personaggi pubblici, in caso contrario fate i nomi.
    Grazie
    Enzo Sanfilippo

  3. valentina scrive:

    Chiedo scusa, ma perchè non si può sapere il nome dell’uomo che ha fatto le squallide affermazioni riportate nell’articolo?

  4. Arianna scrive:

    Grazie per aver affrontato questo difficile argomento. Vorrei che si potesse fare di più per evitare che certe affermazioni passino impunite in tivù. Non si potrebbe organizzare una raccolta firme per stabilire delle linee di condotta contro la pedofilia, alle quali tutti i media si dovrebbero attenere?

  5. Alessandro Costantini scrive:

    Avete ragione, davo per scontato che si sapesse. Il personaggio in questione è ALDO BUSI, non è un segreto, in internet si trova tutto.
    Grazie per la vostra indignazione, ce n’è davvero bisogno…

  6. Chiara scrive:

    Vorrei sapere se esistono al mondo delle donne che possono affermare di non aver subito da bambine anche solo un approccio, un incontro per starda poco gradito… è incredibile che poi queste cose non siano casi sporadici ma, purtroppo, la quotidianità, ancora di più leggere di aperte dichiarazioni pubbliche di questo genere.
    L’unica cosa che possiamo fare e dare ai nostri bambini gli strumenti per sapeer cosa fare se si dovessero mai trovare in situazione difficile. E poi pregare che non li debbano mai usare.

  7. stephania scrive:

    Grazie per questo articolo, per quanto sia orribile l’argomento penso che più se ne parli più si può dar voce anche a quella parte di opinione pubblica sana (che mi auguro sia la maggioranza) e non permettere a parole aberranti come quelle di Busi di rimanere le uniche ad essere ricordate e notate.
    Credo sia comunque molto importante come genitori fare molta attenzione alle immagini e ai messaggi che i nostri figli ricevono attraverso la televisione e internet. Anche secondo me più che l’educazione da parte degli esperti conta la famiglia.

  8. Elena scrive:

    Caro Alessandro, come madre la ringrazio di questo bell’ articolo che incita tutti noi, genitori e non, a ” svegliare” le nostre menti, a reagire di fronte ad uno dei tanti tentativi di movimenti di persone, di lobby appunto, che in maniera subdola e strisciante cercano di manovrare la naturale capacità di ognuno di noi di sentire ciò che è giusto o sbagliato, di distinguere in maniera naturale ciò che è etico da ciò che non lo è. Ribelliamoci a questo schifo!Opponiamoci! Difendiamo i nostri bambini e l’infanzia in genere. Abbiamo il dovere di proteggere la loro innocenza e fragilità, il loro diritto ad essere bambini.E abbiamo il dovere di farlo anche perchè loro sono la società del futuro.

  9. Angela scrive:

    E’ un discorso che sta prendendo piede… non so dove e come si potrebbero inserire queste ideologie aberranti.

    Guai a chi prova a dire ai miei figli qualcosa del genere ed a scuola che gli insegnassero il riciclo, la gentilezza, il rispetto, lavoretti manuali con materiali naturali.

    Quando e se noi genitori necessiteremo di un supporto sull’educazione sessuale spero si siano create figure apposite e formate secondo il rispetto assoluto della figura del bambino.

    Un bambino è un esserino da tutelare ed accudire, da osservare e non contaminare con le devianze ed i pensieri impuri degli adulti.

  10. Isabella scrive:

    Non concordo affatto invece, è una bella distorsione della realtà e davvero ultimamente questo sito che pure apprezzavo molto mi lascia perplessa.
    Il documento oms non invita a affatto a insegnare la masturbazione ai bambini. Invita i docenti a conoscere il normale sviluppo sessuale (che non vuol dire sesso!) nell’infanzia ed a saperlo affrontare correttamente, per evitare colpevolizzazioni e bullismo.
    Mi delude parecchio e mi rattrista, pensare che uno psicologo non sappia che i bambini scoprono da soli, in perfetta autonomia, la masturbazione e da molto piccoli.
    E non parlo ovviamente di adulti che abusano di bambini! mettere le due cose sullo stesso piano o lasciare intendere che insegnare il rispetto sia un modo per legittimare la pedofilia secondo me non solo è grave e triste, ma fraudolento.
    Profondamente delusa.

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