Il concepimento consapevole

Ogni essere umano inizia la propria esistenza al momento del concepimento.

Si è a lungo dibattuto e tuttora si prosegue lo scontro (purtroppo prevalentemente ideologico) in merito al decidere quale sia il momento in cui la persona umana è ritenibile tale.

Un embrione è persona? Un feto è persona? Un bambino è persona?

La risposta che io offro è “sì” a tutte e tre le domande. E non per motivi ideologici, bensì per acquisita consapevolezza professionale in merito.

Numerosi sono gli studi e le pubblicazioni che argomentano circa lo sviluppo e le competenze sensoriali, percettive, psichice del bambino in utero; oggi si sanno cose che fino a dieci-venti-trenta anni fa erano impensabili. Tra dieci-venti-trenta anni accadrà la stessa cosa riguardo il momento di inizio della vita umana, cioè il concepimento. Ne sono più che certa.

Concepire un figlio non è soltanto un fatto biologico. È primariamente un fatto relazionale, psicologico, emotivo. Moltissimi e sempre più in aumento sono i casi di coppie che faticano a concepire una nuova creatura, eppure non sembrano esservi anomalie organiche o patologie diagnosticabili.

Si può concepire senza volerlo, senza saperlo, senza desiderarlo. Avendo paura, avendo un desiderio smodato e affannato di riuscirci, avendo il terrore di perdere la propria creatura durante l’attesa (magari di nuovo).

Il concepimento ha a che fare con i concetti psicobiologici di “Attaccamento” e di “Imprinting“, parole non molto conosciute da chi non si occupa professionalmente di gravidanza e di salute del periodo primale (“Primal Health”) ma che indicano come l’esordio di vita di ogni individuo sia sede di grandi accadimenti di salute, che potranno orientare e finanche condizionare lo sviluppo successivo.

Il concepimento, dicevo, implica un’interazione “di attaccamento” quando lo spermatozoo si unisce all’ovulo. L’impianto dell’embrione implica un “attaccamento” dell’ovulo fecondato alla parete uterina. Il cordone ombelicale è il tramite che permette la vita del feto, mantenendolo “attaccato” alla madre, ed è il mezzo attraverso il quale il nascituro riceve nutrimento e tossine.

Se l’atto sessuale con il quale si concepisce un bambino è “ostile”, carico di paure, ambivalente, o semplicemente ha luogo tra due persone che non si amano e non sono legate l’una all’altra da un reciproco impegno, sia l’ovulo che lo spermatozoo recano in sé questo “imprinting” cellulare.

Se un ovulo fecondato vive un difficile impianto – cioè l’“attaccamento” alla parete interna dell’utero – anche qui si verifica un correlato “imprinting” cellulare. Qualsiasi sia l’imprinting, il bambino lo agirà simbolicamente nel proprio comportamento.

Cosa fare, allora, per orientarsi verso unconcepimento consapevole e, possibilmente, buono?

curare il proprio stato psicofisico, con particolare attenzione alla sfera delle relazioni primarie (quelle con i propri genitori e il proprio compagno/compagna, oltre che con i propri figli se già se ne hanno),

curare l’alimentazione, avendo particolare cura di eliminare fumo, alcool, droghe e sostanze voluttuarie in genere,

– interessarsi alla salute psichica non meno che a quella fisica, per cui sottoporsi agli esami preconcezionali così come valutare di incontrare un professionista che si occupi di salute prenatale per dare voce al percorso psichico che conduce verso una nuova gravidanza,

– informarsi e cercare confronto con altre donne e uomini che desiderano preparare un “nido” accogliente al proprio figlio, dentro la mente e dentro il cuore, prima che altrove.

Tutto questo è oggetto di studio e lavoro per i professionisti dell’Educazione Prenatale.

L’obiettivo dell’Educazione Prenatale è quello di promuovere il benessere del nascituro e di sostenere i genitori nel percorso di gestazione, fornendo anche strumenti utili alla comprensione e alla gestione delle dinamiche personali e familiari in gravidanza. È posta, cioè, una particolare cura agli aspetti relazionali e psicoaffettivi legati al concepimento e alla gravidanza.

Vi invito ad approfondire l’argomento visitando il Blog di Educazione Consapevole e le risorse ivi contenute, a disposizione di mamme e papà sulle vie della consapevolezza.

Vi aspetto tra due settimane, proseguiremo con la Gravidanza Consapevole.

Un saluto e a presto!

Maria Beatrice Nava


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