Cosmesi naturale, stop ai parabeni e non solo

Si sente parlare moltissimo dei parabeni, degli ingredienti contenuti nei cosmetici tradizionali – non nella cosmesi naturale! – che anche le grandi aziende stanno via via eliminando dalle formulazioni dei propri prodotti. Ormai è molto facile leggere le scritte “senza parabeni” o “paraben free” sulle confezioni, ma spesso il consumatore non sa cosa siano queste sostanze e perché siano pericolose.

I parabeni sono conservanti tradizionalmente usati nell’industria cosmetica (hanno il merito di preservare bene e a lungo i prodotti dalle contaminazioni). Secondo una recente ricerca condotta dalla professoressa Philippa Darbre dell’Università di Reading (Inghilterra) e pubblicata sulla rivista “Journal of Applied Toxicology”, i parabeni provocherebbero il cancro al seno.

Lo studio si è basato su quaranta casi esaminati tra il 2005 e il 2008. Secondo la ricercatrice, i parabeni sono in grado di simulare l’azione dell’ormone estrogeno femminile favorendo lo sviluppo di tumori al seno. Tuttavia il loro uso è ancora ammesso, e nell’INCI dei cosmetici si trovano come Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben, Butylparaben, Isobutylparaben, Benzylparaben.

Molti esperti del settore (cosmetologi, dermatologi, farmacisti) sostengono che una sola ricerca non sia sufficiente a dimostrare la pericolosità di questi conservanti, e molte persone che autoproducono cosmetici in casa con ingredienti naturali li utilizzano ancora.

Ma è davvero necessario farne uso? Le alternative eco-dermo-compatibili esistono (il Benzyl Alcohol, per esempio), e sono in genere ammesse e consigliate da pressoché tutte le certificazioni di cosmesi eco-biologica (Ecocert, ICEA, Natrue).

Eppure, la maggior parte dei cosmetici pubblicizzati come “senza parabeni” o “paraben free”, non utilizza di certo queste alternative! Innanzitutto, le formule della stragrande maggioranza di questi prodotti sono identiche a quelle tradizionali (sono presenti siliconi, petrolati, PEG…), semplicemente i parabeni sono stati sostituiti da altri conservanti. Quali?

In genere la scelta dei laboratori cosmetici ricade sui composti alogeno-organici (MDBGN), che in INCI sono riconoscibili dalle parole bromo, iodo e chloro e dal suffisso –inone (per esempio methylchloroisotiazolinone). Si tratta di composti chimici non biodegradabili, e in campo industriale si trovano nei liquidi tecnici da lavorazione.

Sono classificati tra gli irritanti primari (possono scatenare allergie, dermatiti, fotosensibilizzazione), possono provocare gravi danni a livello delle cellule nervose e rappresentare un fattore di rischio per il corretto sviluppo fetale se usati da donne in gravidanza. Per questa ragione, la Commissione Europea ha proposto di limitarne precauzionalmente l’uso ai prodotti con risciacquo, e di vietarlo in campo farmaceutico.

Insieme a questi composti, quasi sempre si trovano degli ingredienti che contengono formaldeide (imidazolidinyl urea, DMDM hydantoin, 5-bromo-5-nitro-1,3-dioxane, 2-bromo-2-nitropropane-1,3-diol, bronopol, bronidox, diazolidinyl-urea), una sostanza che irrita la pelle e può scatenare allergie. Alcune delle sostanze che la contengono sono ammesse in cosmetica, ma non in farmaceutica.

Molti prodotti “paraben free”, quindi, non contengono di certo conservanti innocui, tutt’altro!

Maura Gancitano


Potrebbero interessarti anche

Una replica a “Cosmesi naturale, stop ai parabeni e non solo”

  1. Cosa c’è dietro l’igiene… e i parabeni? | Vivabio.it scrive:

    […] secondo, invece, lo trovate sul sito de Il Bambino Naturale, il link qui. Ho deciso di scriverlo perché è evidente che i claim “senza parabeni” e […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.