Ecologia in famiglia con Elisa Artuso

Incontriamo Elisa Artuso, mamma e blogger di www.mestieredimamma.it esperta di tematiche ecologiche, per saperne di più sul suo libro Eco-famiglie, un testo ricco di riflessioni, esperienze e suggerimenti pratici per praticare l’ecologia in famiglia e adottare uno stile di vita più consapevole e sostenibile.

Elisa, come è nata l’idea di un libro dedicato alle famiglie ecologiche?


È nata dall’esperienza che ho vissuto con un gruppo di famiglie e da un progetto scolastico (Nutrire Significa Educare) con il quale abbiamo cercato di capire la relazione tra cibo, salute e ambiente. Pian piano abbiamo allargato i nostri interessi e ci siamo interessati di tanti aspetti della vita quotidiana a partire dai consumi, passando per la mobilità fino alla gestione del denaro. Ho scoperto tante cose grazie alla condivisione con altre persone, ho cambiato molto il mio stile di vita e quello della mia famiglia e, oltre a comunicarlo con il blog, ho avuto la fortuna di incontrare il Leone Verde, da sempre interessato a questi temi.

Il tuo è un libro davvero molto ricco poiché affronta tutti gli aspetti della vita di famiglia. Possiamo riassumere brevemente gli argomenti trattati in Eco-famiglie?


Ogni capitolo affronta un diverso tema: si parla di consumi, di cibo, di cura della persona e pulizia della casa, di rifiuti, di gioco e creatività, di tempo libero, di mobilità sostenibile, di uso del denaro, di consumo collaborativo, scambio e baratto e di casa ecologica. In ogni ambito della nostra quotidianità possiamo provare a fare scelte che tutelino l’ambiente, sostenendo il territorio in cui abitiamo e valorizzando i produttori o i commercianti che fanno lo stesso, diminuendo gli sprechi e limitando i rifiuti. Possiamo inoltre sperimentare il piacere e la soddisfazione dell’autoproduzione e accorgerci che anche nelle piccole cose possiamo incidere per un grande cambiamento.

Il libro si apre con un capitolo dedicato all’ecologia delle relazioni, ci puoi spiegare di cosa si tratta?


Le relazioni fra le persone sono – secondo me – la molla del cambiamento. Io l’ho vissuto in prima persona. Le relazioni sono il bene più profondo, l’unico che possiamo misurare in profondità e ricchezza, contaminandoci senza remore. L’ho sperimentato in prima persona con il GAS (gruppo d’acquisto solidale) di cui faccio parte, nato dal progetto di cui parlavo prima; ma ci sono tante altre modalità per creare legami positivi che diffondano stili di vita più sostenibili.

Oltre al GAS, ad esempio, c’è il piedibus o il bici bus e tante forme di associazionismo. Siamo in tanti, con alcuni abbiamo stretto rapporti più forti, ma tutti siamo accomunati dall’obiettivo di consumare e mangiare in modo più sostenibile. Essere famiglie in questo ci aiuta; i nostri bambini vivono assieme ad altri quelle che sono diventate abitudini e che faranno parte della loro memoria anche da grandi: consumare molti ortaggi e legumi e cibi integrali fa bene a noi e anche all’ambiente così come mangiare poca carne (anche se alcuni di noi sono vegetariani); al tempo stesso muoversi il più possibile in bicicletta o a piedi, comprare in modo responsabile, diminuire sensibilmente i rifiuti, fare la spesa al GAS anziché al supermercato spostando il valore sui produttori locali, sostenendoli come possiamo.

Sobrietà, vivere semplice, autoproduzione… C’è davvero spazio per questo tipo di scelte nella nostra società che va di corsa ed è molto orientata sul consumo?


Bisogna cambiare mentalità e volerlo, ma c’è spazio e c’è anche il tempo. Io stessa lavoro molto e ho una famiglia impegnativa, ma con un po’ di buona volontà e organizzazione si può senz’altro fare… l’importante è non strafare, specie all’inzio. Il vero cambiamento parte dalle piccole cose: se si vuole fare tutto subito o pensare solo in grande si rischia di non iniziare mai!

Particolarità di Eco-famiglie è che ogni argomento trattato è corredato di una o più testimonianze…


Sì, ogni capitolo è arricchito da testimonianze di persone che con la loro competenza e passione vivono con impegno queste scelte: si tratta per lo più di amici che hanno raccontato come costruiscono i giocattoli, altri che hanno spiegato la passione con cui cucinano per la famiglia adattando le pietanze ai gusti dei bambini, senza scadere in qualità. Altri hanno proposto ricette di autoproduzione o la modalità con cui curano un orto con i bambini. Tutti coloro che mi hanno dato una mano a scrivere questo libro sono persone di riferimento: è gente che lavora, che ha una vita impegnata come ce l’abbiamo tutti… ma si può fare davvero!

Nella conclusione del libro specifichi che l’obiettivo non è quello di diventare integralisti dell’ecologia.


Sì, io sono per scelte graduali e moderate. Solo con una consapevolezza acquisita pian piano possiamo consolidare le buone abitudini, magari da condividere e diffondere. Ognuno poi parte da un diverso “livello”: c’è chi è da sempre attento a questi temi e si migliora progressivamente. C’è chi (come me) pensava di essere tutto sommato una persona attenta all’ecologia solo perché faceva la raccolta differenziata per poi accorgersi che molte delle abitudini alimentari sono, appunto, solo abitudini, ma non hanno nulla a che vedere con la sostenibilità. Per esempio abolire il packaging dei prodotti è quasi impossibile ma ridurlo moltissimo si può e si deve fare.

Concludiamo con uno sguardo al futuro e quindi con una domanda che riguarda i nostri bambini, adulti di domani: crescere in una “eco-famiglia” che effetti avrà su di loro?


Io spero che costruiscano una memoria positiva della vita vissuta nella loro famiglia di origine: i ricordi della nostra infanzia, dei genitori che cucinano in un determinato modo o del tipo di vacanza che facciamo (se abbiamo la fortuna di farle!) o del nostro modo di giocare o muoverci sono fondamentali per tutti. I profumi, così come gli oggetti che ci circondano, hanno un valore nel momento in cui richiamano positivamente il nostro passato. Se riusciamo a vivere con slancio e convinzione queste nuove abitudini avremo fatto moltissimo per i nostri figli, a meno di ribellioni adolescenziali (che tutti si aspettano, prima o poi), speriamo che abbiano consapevolezza del valore di queste scelte e le replichino in futuro e le migliorino. Poi si sa i bambini ci chiedono coerenza e vivere in famiglia queste abitudini ci aiuta anche a mantenere vive le scelte.

Giorgia Cozza


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