Bambino e apprendimento, imparare con il cuore

Nel 1995, quando Smart Moves venne pubblicato per la prima volta, la mia comprensione delle modalità di apprendimento si fondava sull’importanza del cervello e del movimento. Da allora, un vero diluvio di ricerche e studi ha dimostrato che, di fatto, il cervello è regolato dal cuore.

Si è visto che il cuore, attraverso nervi, ormoni e altre informazioni di natura chimica (i neurotrasmettitori) che raggiungono il cervello, determina la salute e se l’apprendimento sarà facile e naturale o difficile e non memorizzabile.

Esistono più fibre nervose che vanno dal cuore al cervello di quante non ne esistano dal cervello al cuore, mentre il cuore batte da solo, senza innervazioni dal cervello. Le fibre nervose fra cuore e cervello raggiungono l’amigdala, il talamo e persino la corteccia prefrontale, legando così le emozioni ai sensi e mettendo insieme le informazioni per l’apprendimento.

Inoltre, come rilevato da uno strumento SQUID (Dispositivo superconduttore a interferenza quantistica), il cuore genera un campo elettromagnetico che è almeno mille volte più esteso del campo prodotto dal cervello, fino a raggiungere una distanza misurabile dal corpo che può andare dai 2,5 ai 5 metri circa. Poiché i nostri campi elettromagnetici generati dal cuore si sovrappongono nello spazio dai 2,5 ai 5 metri circa, credo che l’affermazione “farlo col cuore” sia davvero rilevante quando si tratta di accudire, insegnare, stare insieme alle persone della nostra vita.

Tutte le informazioni di natura chimica che si trovano nel cervello si trovano anche nel cuore. Due ormoni potentissimi secreti dal cuore, l’ANF (fattore atriale natriuretico) e l’ICA (adrenergico intrinseco cardiaco) influenzano direttamente il funzionamento del cervello. L’ANF agisce sulle regioni cerebrali che regolano il nostro stato emotivo, influenzano l’apprendimento e la memoria e determinano l’equilibrio ormonale di tutto l’organismo attraverso la ghiandola pituitaria. L’ICA regola la sintesi e il rilascio di dopamina e adrenalina, che assistono o ostacolano l’apprendimento e la memoria.

Quando siamo in pace, desiderosi di imparare, rilassati, entusiasti e pieni di apprezzamento, il cuore mostra uno schema di variabilità del ritmo cardiaco molto coerente (se ci si riferisce al tracciato dell’onda R in un ecg, lo schema dell’onda è quasi uniforme). In queste condizioni, il cuore manda un messaggio neurale all’amigdala e fa sì che essa funzioni in uno stato parasimpatico (rilassato, ricettivo, tranquillo e sicuro).

Un messaggio viene inviato anche dal cuore al talamo e lo stimola a raccogliere con facilità le informazioni sensoriali che provengono dall’ambiente. In questo stato coerente, nuove cellule nervose vengono prodotte dal cervello nell’ippocampo. Anche la corteccia prefrontale viene raggiunta da un messaggio per funzionare secondo uno schema coerente che ci permetta di comprendere appieno le informazioni sensoriali in entrata e poterle così imparare e ricordare. In questo stato coerente, l’ANF e l’ICA assistono in modo ottimale la funzione ormonale in tutto il corpo e ci consentono di star bene.

Secondo i ricercatori, perché si possa percepire in modo corretto, imparare e ricordare le proprie esperienze, deve esserci un’attività coerente di gruppi di neuroni, soprattutto nella corteccia prefrontale, affinché vengano unificate le immagini e i significati provenienti da tutte le diverse sensazioni prodotte dall’ambiente.

Quando siamo stressati, impauriti o frustrati, il cuore mostra uno schema incoerente della variabilità del ritmo cardiaco (il tracciato dell’onda R è irregolare). In queste condizioni il cuore invia un messaggio neurale all’amigdala che la farà funzionare secondo uno stato simpatico (quello del combatti o fuggi). Il cuore invierà un messaggio al talamo e lo chiuderà ad ogni informazione sensoriale in arrivo che non sia direttamente collegata alla sopravvivenza. Il messaggio che arriverà alla corteccia prefrontale sarà incoerente, perciò non potremo imparare né memorizzare alcunché.

In questa condizione di incoerenza, le cellule dell’ippocampo perdono le proprie connessioni dendritiche e muoiono, col risultato di una scarsa memoria, pensiero confuso e mancanza di creatività. Inoltre, l’ANF e l’ICA sono inibiti e questo sconvolge il nostro equilibrio ormonale e mina la nostra salute.

Il ritmo è in grado di fornire un modello importante che permette al cervello di assimilare gli schemi sensomotori del nostro mondo. Il ritmo ha inizio in utero con i suoni del battito cardiaco, con il respiro e il movimento materno. Se sono coerenti, allora formeranno gli importanti schemi coerenti nella corteccia prefrontale necessari all’assimilazione degli schemi linguistici, di quelli visivi della luce e di quelli ritmici indispensabili per nutrirsi, gattonare, camminare, correre e saltare.

Quando il bambino cresce, il ritmo diventa ancor più importante per iniziare a mettere insieme le parole e dar forma al linguaggio, ragionare, acquisire un senso logico e del tempo, nonché per le funzioni matematiche. Il nostro apprendimento più importante è collegato in modo diretto a schemi di variabilità del ritmo cardiaco di tipo coerente, prodotti da relazioni sane e sicure con il mondo che ci circonda.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

Tratto dal quinto capitolo di Smart Moves di Carla Hannaford.


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