Massaggiare il bambino con difficoltà

Si può massaggiare il bambino malato o con problemi? Se un bimbo ha una disabilità oppure ha subìto un’operazione chirurgica, il massaggio è comunque indicato?

A volte capita che i genitori di bimbi che hanno delle difficoltà escludano a priori la possibilità di massaggiare i loro piccoli. Questo mi mette molta tristezza: massaggiare un bambino è, in ogni tempo, un mezzo comunicativo per trasmettere un messaggio d’amore e non dovrebbe mai essere precluso.

La tipologia di massaggio va sicuramente valutata in base alle possibilità o alle difficoltà del bambino: per esempio si può modulare la pressione o si può decidere di non massaggiare alcune parti del corpo. A volte, proprio come dicevamo nell’articolo dedicato al bambino prematuro, è possibile fermarsi al puro tocco di contenimento, con mani ferme che trasmettono comunque presenza e spesso sono efficaci nell’aiutare il bambino a rilassarsi.

Nel caso in cui desideriamo massaggiare un bimbo con disabilità sensoriali (ipovedente o cieco, sordo, muto, sordocieco) il massaggio è veramente utile come mezzo comunicativo, un vero e proprio alfabeto dell’amore,  e può sopperire la mancanza di alcune abilità, o meglio, aiuta a capire che si può avere una vita normale, piena di amore e di possibilità.

Per esempio, per i bambini con difficoltà di udito, il massaggio può essere molto stimolante, si può continuare comunque a parlare al bambino, incoraggiandolo con le differenti sonorità della voce e, se lo si desidera, iniziando a insegnare il linguaggio dei segni. Nel caso di difficoltà visive, invece, il massaggio risulta importantissimo per aiutare il bambino a iniziare a delineare il mondo attraverso il tatto: il piccolo comincia così a creare un’immagine del proprio corpo che gli potrà dare la sicurezza per muoversi nel mondo e sperimentare l’ambiente intorno a lui.

Per i bimbi con disabilità fisiche o paralisi, oppure che hanno subito un’operazione, è sempre utile farsi consigliare da un medico prima di iniziare il massaggio, per capire se ci sono zone che è meglio evitare. In generale, pur modificando alcuni passaggi magari troppo stimolanti della sequenza standard, il massaggio può sempre esser eseguito e anzi aiuta tantissimo questi bimbi. I bambini reattivi al tatto beneficiano di un massaggio vigoroso, con una buona pressione. In generale è bene ricordare che i massaggi lenti e delicati, il cullamento e il calore favoriscono il rilassamento e inibiscono il tono muscolare, mentre i massaggi più intensi, che possono includere pressione, vibrazione, tocchi vigorosi, canzoni e filastrocche, stimolano e aumentano il tono.

Non c’è situazione che io conosca in cui il massaggio sia sconsigliato e anzi le ricerche continuano a dimostrare quanto tutti i bambini, con i problemi più disparati (sieropositività, tumori, abusi, ustioni, autismo, disordini post-operatori) beneficino del contatto e dell’amore che viene loro trasmesso tramite esso, arrivando a incrementare i punteggi nelle valutazioni cliniche.

Ogni genitore ha il diritto di stabilire un contatto con il proprio bambino, di trovare modi di prendersi cura di lui e per comunicargli la sua presenza e il suo amore, anche e soprattutto quando il piccolo si trova in difficoltà.

Ritorneremo a parlare dell’argomento nel prossimo articolo, valutando i risvolti più psicologici dell’affrontare il corso di massaggio con un bimbo in difficoltà.

Nel frattempo, buon massaggio a tutti!
Nicoletta Bressan


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