Il parto in casa, secondo natura

Il parto in casa, questo sconosciuto. O peggio, che pazzia! Roba d’altri tempi, quando in casa si nasceva e…si moriva! Scelta sconsiderata e irresponsabile, se si considera che in ospedale si può contare sull’assistenza specializzata e qualificata di medici ginecologi, e sulla tecnologia che tanto ha aiutato – e aiuta – le donne a far nascere in sicurezza i loro bambini…

La medicalizzazione progressiva e sistematica di gravidanza e parto ci hanno indotto a pensare questo: che non c’è sicurezza senza controlli, screening, ginecologi, ospedali. Che nascere in ospedale sia l’unica scelta possibile per non mettere a rischio la propria salute e quella del bambino.

Ma non è così, o meglio, si può optare per un travaglio e parto secondo natura nella sicurezza della propria casa e dell’assistenza qualificata dell’ostetrica.

Non si tratta né di moda, né di irresponsabilità, né di fanatismo rétro. Piuttosto di consapevolezza, informazione e desiderio di vivere il parto da protagoniste.

E di dire alle donne e future mamme che partorire in casa si può, ed è una scelta sicura! Elisabetta Malvagna, gionarlista, scrittrice e mamma che ha fatto nascere i propri figli tra le mura domestiche lo afferma con la forza della propria esperienza e di una robusta documentazione scientifica, nella novità editoriale del Bambino Naturale.

Il parto in casa non vuol essere semplicemente un testo sulla nascita a domicilio, ma anche una riflessione più ampia sulla condizione della donna e del parto oggi, sulla figura dell’ostetrica e delle Case Maternità, oltre a un vademecum per la neomamma su allattamento e post-parto.

Un testo davvero importante per guardare alla nascita con occhio diverso e più rispettoso della mamma e del bambino, con il prezioso contributo di due figure femminili di spicco, ognuna a modo suo: la cantante Giorgia, che ha partorito il proprio bambino a casa e che ha firmato l’introduzione a Il parto in casa. E Verena Schmid, ostetrica di fama internazionale e direttrice della Scuola Elementare di Arte Ostetrica di Firenze, autrice della prefazione al libro.

Da oggi Il parto in casa è disponibile online!


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6 risposte a “Il parto in casa, secondo natura”

  1. Tweety scrive:

    All’inizio della mia gravidanza avevo comperato praticamente tutti i libri della collana: alcuni titoli li ho trovati validi, altri meno. Sono una mamma ‘alternativa’, ho usato i pannolini lavabili, preparato le pappe in casa, ho iniziato i vaccini dopo i due anni (e solo alcuni), ho scelto una scuola steineriana…Ma questo libro lo boccio a priori. Parto in casa? Certo, per chi si può permettere un’entourage medico e le relative attrezzature comunque a disposizione (vedi appunto la cantante Giorgia)…O per chi accetta volentieri il rischio di veder morire suo figlio, perché tanto è un rischio remoto. Ricordiamoci sempre, prima di scrivere (e leggere) eresie, che la morte di parto, prima della cosiddetta ‘medicalizzazione’, era la prima causa di decesso per donne e bambini!! Certo, la stragrande maggioranza delle volte va tutto bene…Ma se voi rientrate nel 3% sfortunato, e durante il parto perdete il bambino perché avete scelto un parto in casa, ve lo perdonereste mai??
    Parlo – purtroppo – con cognizione di causa, perché ho avuto un distacco massivo intempestivo di placenta (0,1% di possibilità che accada): io e la mia bambina siamo ancora qui solo perché ero in ospedale, e i medici mi hanno letteralmente catapultata sulla piastra operatoria per un cesareo di emergenza. Mia figlia è stata tirata fuori dopo soli quindici minuti dal distacco, ed era già apnoica e bradicardica: la rianimazione effettuata immediatamente dai medici e l’ossigeno l’hanno salvata. Fossi stata anche solo a dieci minuti dall’ospedale, lei non sarebbe qui, e io probabilmente nemmeno. Ringrazio ogni giorno di aver ‘medicalizzato’ la mia gravidanza e di essermi affidata ad una struttura con una patologia neonatale di terzo livello; e per un’altra gravidanza, rifarei esattamente la stessa cosa. Certo, in quell’ospedale non c’era calore umano, attenzione alla mamma, promozione dell’allattamento al seno, ambiente familiare…Ma una grande esperienza nella gestione di situazioni di emergenza, sì. Ed è questo l’importante !!

    • redazione scrive:

      Capisco la tua esperienza e sono felice per come siano andate le cose. Ciò non toglie, tuttavia, che dalle tue parole emerge l’assoluta ignoranza (nel senso di non conoscenza) del parto a domicilio, di come funziona oggi, di cosa comporta, dell’assistenza ad essa prestata…Il testo quindi te lo consiglio, invece, a prescidere dalle scelte operate o che si opererebbero. Per esperienza personale, dopo due parti in ospedale (di cui il primo veramente disastroso, per via della medicalizzazione inutile subita) ho scelto di partorire il mio terzo figlio in casa. Dopo essermi debitamente documentata, assistita da professioniste specializzati nella nascita a domicilio…Perché il parto in casa oggi non è – te l’assicuro – quello di un secolo fa. Non si improvvisa, NON TUTTI possono sceglierlo (e non per una mera questione economica) ed è SICURO. Per dirlo però bisogna CONOSCERE…E magari averlo vissuto 🙂

  2. Tweety scrive:

    Non metto in dubbio che l’assistenza sia prestata da personale specializzato; comunque, poiché avevo letto il tuo articolo…Parliamo di due ostetriche, NON di medici. E non mi risulta che un’ostetrica sia in grado di intervenire con un cesareo o abbia a disposizione il C-PAP con l’ossigeno.
    Sicuramente, se va tutto bene, il parto in casa è una splendida esperienza…SE VA TUTTO BENE. Cosa che non si può MAI sapere, nonostante anamnesi, controlli e valutazioni di personale espertissimo. Ti dico solo che io avevo fatto ecografia completa, con espresso controllo dei flussi e della placenta, dieci minuti prima del distacco massivo, ed era tutto a posto.
    Purtroppo ci sono eventi imprevedibili, e bisogna prenderne atto; certo, possono accadere in percentuale minima, ma se TUO FIGLIO è quello 0,001%, e muore o rimane disabile, saresti felice di aver rischiato, in nome di uno splendido ‘parto secondo natura’? Io no, e come me il 99% delle donne. Siamo nel 2014 e nel mondo occidentale, vediamo di beneficiarne per quello che davvero serve…

    • redazione scrive:

      Quando la gravidanza è fisiologica l’ostetrica è la professionista giusta per seguire l’attesa e il parto. E in assenza di gravidanza fisiologica non esiste parto a domicilio. Che avviene in tutta sicurezza e solo se si è in prossimità di un ospedale operativo in casi di emergenza. Ribadisco, nulla è affidato al caso, e il rischio di perdere il bambino esiste anche in ospedale, nonostante la presenza di medici, macchinari ecc. Io ho rischiato la vita – mia e di mio figlio – proprio in ospedale. Cosa che non è avvenuta in casa…Dopo di che informarsi, e scegliere informati 🙂

  3. Tweety scrive:

    MI spiace, ma il mondo è strapieno di gravidanze e parti fisiologici che finiscono improvvisamente e inaspettatamente in tragedia, anche in ospedale; e i dieci minuti necessari a raggiungere l’ospedale operativo in caso di emergenza possono anche essere fatali.
    Nel mio caso, lo sarebbero stati, ma io ero già in ospedale e ci siamo salvate. Nel caso di una ragazza che poche settimane prima di me ha avuto il mio stesso problema e si è precipitata nel mio stesso ospedale, lo SONO stati – il bambino è morto e lei ha subito un’isterectomia. E basta farsi un giretto su internet per vedere quanti altri casi analoghi ci sono stati…Purtroppo.

    • redazione scrive:

      Capisco e rispetto il tuo punto di vista e la tua decisione. Il testo di cui stiamo parlando non vuol essere l’inno al parto in casa come UNICA E MIGLIOR soluzione e decisione in merito alla nascita. Ma un testo che informi seriamente e senza pregiudizi su una pratica dove sicurezza, umanizzazione della nascita e rispetto della coppia madre/bambino, allattamento ecc si coniugano felicemente. Dopo di che è la futura madre a scegliere come e dove partorire e le proprie priorità. Consapevolmente 🙂

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