Allattamento al seno, intervista a Paola Negri

Paola Negri, consulente professionale IBCLC ed educatrice perinatale, presidente di IBFAN Italia, si occupa di allattamento da oltre 15 anni. Il suo libro Tutte le mamme hanno il latte, di cui è uscita tre anni fa la seconda edizione, ha aiutato moltissime mamme a realizzare il desiderio di nutrire al seno i loro piccini. Sapore di mamma offre risposta ai dubbi delle madri che allattano dopo i primi mesi.

Paola, il titolo del tuo libro Tutte le mamme hanno il latte, è allo stesso tempo incoraggiante e coraggioso, dato che risulta decisamente controcorrente in una società dove avere “avere latte” è spesso considerato – a torto – una questione di fortuna
Abbiamo scelto insieme all’editore un titolo un po’ provocatorio per un libro che è prima di tutto un grido di denuncia su quanto poco si fa nella nostra società per tutelare, promuovere e proteggere l’allattamento, e soprattutto per dare modo alle madri di decidere liberamente se allattare e come e quanto farlo. La fortuna, per la maggioranza delle donne, sta ancora oggi nelle informazioni che ricevono, nel tipo di assistenza durante e dopo il parto, nel sostegno pratico e l’aiuto per superare eventuali problemi…

Nel tuo libro poni una domanda, inviti a riflettere sui possibili effetti per la salute psico-fisica del bambino, della drastica riduzione dell’allattamento che ha caratterizzato il ventesimo secolo. Alla luce di studi e ricerche scientifiche qual è la risposta che, ad oggi, possiamo dare a questa domanda?
A mio avviso il fatto che occorra trovare dei “vantaggi” ad una pratica naturale tipica della nostra specie rappresenta una distorsione della realtà. Ognuno capisce bene perché sia meglio mangiare con i propri denti piuttosto che con la dentiera (anche se i denti finti non si cariano e non fanno male!). Tuttavia, oggi come mai si comprende, a livello scientifico, quanto il recupero dell’allattamento possa fare, a livello globale, per l’essere umano e la sua sopravvivenza su questo pianeta. Allattare è ora più che mai una pratica ecologica nel vero senso della parola. Usare il latte artificiale significa spreco di risorse, maggiori danni da inquinamento, maggiori rischi per la salute di mamma e bambini… Solo che molte persone non sanno bene di cosa si tratta, quali sono le differenze fra latte materno e artificiale o gli esiti per lo sviluppo e la salute in termini statistici, per questo ho deciso di scrivere questo libro nel 2005 e credo che anche oggi possa essere uno strumento utile a chi vuole saperne di più.

Tutte le mamme hanno il latte ha inaugurato la collana del Bambino Naturale. Sono trascorsi quasi dieci anni dall’uscita della prima edizione, trovi che siano stati fatti dei passi avanti in questo periodo per quanto riguarda la promozione dell’allattamento e l’offerta di informazioni e sostegno alle madri?
Passi avanti ne sono stati fatti, nel senso che forse è oggi più facile, rispetto ad un tempo, per le donne trovare informazioni giuste. Sono nati diversi gruppi di auto-aiuto che parlano di allattamento, un po’ in tutta l’Italia, e per fortuna, anche se lentamente, si stanno diffondendo gli ospedali “Amici dei bambini” secondo l’iniziativa dell’UNICEF. Tuttavia nella mia esperienza è ancora troppo diffusa la disinformazione, soprattutto nel mondo dei pediatri. Parimenti, la pressione commerciale per la vendita di prodotti per l’alimentazione dei bambini mi sembra sempre più massiccia (compresi i latti artificiali e fra questi anche i latti di crescita). Anche la cultura fa fatica a cambiare: basti pensare a tutte le discussioni sul sonno dei bambini, e i messaggi fuorvianti dei mass media in proposito.

Sapore di mamma è un testo particolare perchè affronta un argomento di cui ad oggi si parla ancora decisamente poco, ovvero l’allattamento dopo i primi mesi di vita del bebè. Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea è nata dal fatto che gran parte delle consulenze che facevo riguardavano proprio le difficoltà, per le donne che allattano bambini di oltre sei mesi, nel trovare informazioni e sostegno. La nostra società può essere spietata con le donne che allattano un figlio oltre gli 8-9 mesi, nonostante le evidenze scientifiche, le raccomandazioni ufficiali, e anche le conoscenze biologiche e antropologiche confermino che la “norma biologica” per l’essere umano è l’allattamento nei primi anni (e non mesi) di vita. Inoltre c’è effettivamente difficoltà, per chi allatta un bimbetto di un anno o più, a trovare risposte alle domande e ai dubbi, in quanto non esistono testi di riferimento e, se quando sorge qualsiasi problema chiedono ai pediatri, il più delle volte viene loro offerta come unica soluzione lo svezzamento dal seno.

Possiamo presentare brevemente gli argomenti affrontati nei vari capitoli?
Il libro inizia con un excursus nel tempo e nelle varie culture del mondo alla scoperta di quale sia la durata normale dell’allattamento. Passa poi a offrire informazioni su cosa può voler dire allattare oltre i primi mesi, affrontando i vari aspetti emotivi, relazionali e sociali (le credenze, i dubbi, le aspettative, le difficoltà). La parte centrale del libro è dedicata alle questioni pratiche: bisogni della mamma e del bambino, allattamento e alimentazione complementare, allattamento e sonno, i papà e l’allattamento oltre i primi mesi, la vita sessuale della mamma che allatta ecc… Si parla anche di come diradare le poppate o interrompere l’allattamento quando la mamma sente che è giunto il momento. C’è poi un intero capitolo dedicato all’allattamento in gravidanza e in tandem, a cura di Tiziana Catanzani, ed infine il libro si conclude con le evidenze scientifiche e le raccomandazioni ufficiali. In appendice, abbiamo inserito il parere della psicologa (a cura di Alessandra Bortolotti) e alcune esperienze vissute, che completano il libro.

Questo libro è utile per le mamme, ma forse dovrebbe essere letto anche da quanti circondano la coppia madre-bambino (parenti e amici che magari sono tentati di criticare le scelte materne) e dagli operatori della salute…
Sicuramente, chi legge questo libro avrà l’opportunità di entrare nel mondo di una mamma e del suo bambino, non più bebè, allattato al seno. Potrà comprendere il perché e il come, e quindi acquisire strumenti sia per comunicare con le mamme che allattano e i loro bambini, sia per aiutarle a vivere al meglio questo rapporto di allattamento.

Un’ultima domanda che riguarda entrambi i tuoi libri: perché è così difficile vincere i pregiudizi e i luoghi comuni che circondano l’allattamento, di un bimbo piccino, così come di un bimbo grandicello?
Mi piace rispondere con una frase che cito anche in Tutte le mamme hanno il latte: “C’è una tendenza umana nell’accettare ciecamente come normali o ideali le pratiche che fanno parte della nostra cultura nazionale, regionale o etnica, o della cultura medica in cui ci siamo formati o lavoriamo. Convincere la gente ad abbandonare queste pratiche, anche se si offre loro la prova degli effetti negativi ad esse connessi, può rappresentare una dura sfida”. ( KKennell J, McGrath S. Beneficial effects of postnatal skin-to-skin contact. Acta Paediatr 2003; 92(3):272-273).
Io credo che sia un problema molto complesso, a cui concorrono ignoranza, interessi economici enormi, vissuti emotive delle persone, e anche, di fondo, una grande mancanza di comprensione dell’importanza che la pratica dell’allattamento riveste sia a livello individuale che collettivo.
Ogni mamma dovrebbe essere libera di scegliere, ma credo che oggi non sia ancora così: c’è ancora tanto lavoro da fare e spero nel mio piccolo di contribuire con i miei libri e la mia attività.

Giorgia Cozza


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