Bambini, movimento e intelligenza

Abbiamo un cervello perché abbiamo un sistema motorio che ci permette di sfuggire ai pericoli e andare incontro alle opportunità. I sistemi educativi che riducono gran parte del movimento dello studente a quello di un arto che scrive sequenze di lettere e numeri su un campo da gioco delle dimensioni di un foglio di carta non capiscono il significato di sviluppo motorio.”

_Robert Sylvester

Il movimento è essenziale per l’apprendimento e per la manifestazione della vita stessa…il movimento risveglia e attiva molte delle nostre capacità mentali, integra e lega nuove esperienze e informazioni al nostro sistema neurale. Il movimento è anche vitale per tutte quelle azioni attraverso le quali esprimiamo noi stessi e diamo corpo a ciò che abbiamo imparato e compreso.

Il movimento in utero ci dà per la prima volta il senso del mondo, nonché l’esperienza e una prima conoscenza della legge di gravità. I movimenti ritmici del camminare di nostra madre, prima e dopo la nascita, i ritmi del suo respiro e del battito cardiaco, il suo dondolio, tutto contribuisce a stabilire schemi coerenti che ci aiutano a comprendere gli schemi stessi del linguaggio, della matematica, delle scienze naturali. Ci affidiamo al movimento per dar forma alla nostra capacità visiva, per esplorare i contorni e le forme del mondo che ci circonda, e per interagire con le persone e le forze attorno a noi.

Impresso nella memoria muscolare della nostra struttura corporea non c’è solo il sapersi sedere, alzare in piedi, camminare o correre, ma anche la percezione di dove ci troviamo nello spazio e di come muoverci con grazia e sensatezza, e persino la capacità di creare qualcosa di bello e squisito nel processo.

A ogni numero e lettera si arriva con il movimento. Hanno una forma che viene percepita e si imprime nella muscolatura così da essere ripetuta e rielaborata attraverso il movimento della scrittura. Dopo anni di apprendimento (movimento integrato da input sensoriali) siamo in grado di giocarci, ricombinarli e creare nuovi significati. Attraverso il movimento possiamo trasformare pensieri ed emozioni in parole e azioni, arricchire il mondo con le nostre idee creative. Ogni qualvolta ci muoviamo in modo aggraziato e coordinato avviene un’attivazione e integrazione cerebrale completa, e le porte dell’apprendimento si aprono in modo naturale

Howard Gardner, nel delineare la sua Intelligenza corporeo-cinestetica precisa che, anziché considerare l’attività motoria subordinata al pensiero “puro”, dovremmo seguire il neuroscienziato Roger Sperry, rovesciare la nostra prospettiva e considerare il pensiero uno strumento volto al compimento delle azioni. “Anziché vedere l’attività motoria come forma sussidiaria designata a soddisfare le richieste dei centri superiori, bisognerebbe invece concettualizzare l’attività mentale come uno strumento per offrire ‘al comportamento motorio un raffinamento ulteriore, una migliore direzione verso il raggiungimento di obiettivi distanti e futuri, nonché una capacità di adattamento e un’abilità di sopravvivenza a cui dare completo risalto’.”

Per “fissare” un pensiero deve esserci movimento. Una persona può starsene seduta tranquilla a pensare, ma per ricordare un pensiero deve esserci un’azione che lo àncori. Deve essere materializzato con le parole. Quando scrivo, muovendo la mano creo delle connessioni con il pensiero. Forse non leggerò mai ciò che ho scritto, ma il movimento è stato necessario per conquistare il pensiero – costruire le reti neurali.

Molte persone trovano che parlare sia un modo per fissare il pensiero, è una notevole abilità sensomotoria, richiede la coordinazione motoria fine di milioni di muscoli facciali, linguali, delle corde vocali e degli occhi, così come di tutti i propriocettori della faccia e delle mani. Parlare ci permette di organizzare e elaborare i pensieri

L’acetilcolina, un neurotrasmettitore, viene rilasciata attraverso le sinapsi dei neuroni attivati per stimolare la funzione muscolare durante il parlare. Un rilascio maggiore e costante di acetilcolina lungo queste terminazioni nervose stimola e attira la crescita dendritica in quell’area, incrementando dunque il sistema nervoso. In persone affette da Alzheimer i livelli di acetilcolina sono bassi. Invece, chi balla spesso o suona uno strumento diminuisce in modo drastico il rischio di Alzheimer o demenza senile – altra notevole conferma che il movimento giova alla crescita cerebrale e alla salute per tutto il corso della vita.

Molti di noi hanno una tendenza particolare a pensare meglio e più liberamente se sono impegnati in una attività fisica ripetitiva e che richieda poca concentrazione. Ho sentito persone che sostenevano di riuscire a pensare meglio mentre facevano delle vasche in piscina, camminavano o si radevano la barba.

Se consideriamo che la consapevolezza in fondo è fare esperienza del momento presente, allora muoversi ed essere consapevoli sono sinonimi dal punto di vista dell’apprendimento.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da Smarti Moves, di Carla Hannaford


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