Bambini e lettura, a che età iniziare?

…Quando il corpo e la testa si muovono, si attiva il sistema vestibolare e i muscoli oculari si rafforzano mentre si muovono in risposta. Più gli occhi si muovono, più i muscoli di entrambi lavorano insieme. Un lavoro di squadra efficiente fra i due occhi permette allo studente di mettere a fuoco, seguire e restare concentrato mentre legge.

Mentre i muscoli oculari si rafforzano e si muovono sempre più di concerto fra di loro, si sviluppano e si rendono disponibili maggiori connessioni con il cervello. Questo accade perché l’ottanta per cento delle terminazioni nervose nei muscoli hanno una connessione diretta, attraverso la propriocezione e il sistema vestibolare, con i nervi motori da e verso il cervello.

La luce attraversa il bulbo oculare verso la retina dove 137 milioni di recettori (terminazioni nervose) raccolgono le informazioni. Il novantacinque per cento dei recettori, i bastoncelli, sono preposti alla visione periferica, mentre solo il cinque per cento, i coni, presiedono alla messa a fuoco foveale (la fovea è una regione centrale della retina di massima acuità visiva), che è quella utilizzata per il lavoro da vicino sul foglio a due dimensioni.

Prima di andare a scuola, la visione periferica e tridimensionale permette la gran parte dell’apprendimento stimolato dall’ambiente. L’integrazione di visione e movimento cinestestico permette di comprendere le forme, il movimento delle forme naturali e di acquisire una coscienza spaziale. Quando i bambini iniziano la scuola, ci si aspetta spesso che sviluppino in fretta la messa a fuoco foveale per poter vedere le lettere, piccoli oggetti statici e bidimensionali sulla pagina. La transizione dalla visione periferica e tridimensionale alla messa a fuoco foveale è molto improvvisa e in molti casi innaturale.

Più o meno prima dei sette anni, i corpi ciliari (muscoli che danno forma alla lente oculare) sono corti, e fanno sì che la lente sia sottile e allungata. Con la lente in questa forma, l’immagine in entrata viene distribuita sulla retina, mettendo in gioco una stimolazione massima di coni e bastoncelli. Questa forma della lente si adatta con facilità alla visione da lontano, periferica e tridimensionale. A circa sette anni, questi muscoli iniziano ad allungarsi, permettendo alla lente di incurvarsi e di mettere meglio a fuoco l’immagine solo sulla fovea centrale della retina, e avere così una naturale messa a fuoco foveale.

I bambini che hanno guardato libri a casa potrebbero aver già acquisito una certa messa a fuoco foveale, sempreché l’iniziativa sia partita da loro senza essere sottoposti a stress e pressioni. La gran parte dei bambini, però, non è fisicamente pronta a leggere a cinque anni, come d’obbligo nelle nostre scuole.

Basta guardare cosa è accaduto nel recente passato a Singapore per capire come sia possibile danneggiare, pur senza volerlo, la vista dei nostri bambini. A Singapore i bambini dovevano restare seduti fermi a leggere e esercitarsi un po’ con la scrittura sin dai tre o quattro anni. Per questo, l’ottantacinque per cento di loro a cinque anni era miope e aveva bisogno di occhiali, mentre a dieci anni quasi il cento per cento doveva portare gli occhiali.

Dobbiamo spogliarci dell’idea che leggere equivalga ad essere intelligenti e permettere al sistema visivo dei nostri figli di svilupparsi in modo normale senza lo stress della lettura precoce.

In Sud Africa, i bambini delle zone rurali, senza la disponibilità di libri, assorbono una ricca tradizione orale e possiedono un’eccellente visione tridimensionale e periferica. Sono abituati a parlare tre diverse lingue, sebbene di solito non conoscano l’inglese a menadito. A cinque anni, quando entrano a scuola per la prima volta, i terapisti occupazionali di KwaZulu menzionano la loro superiorità rispetto ai bambini bianchi in tutte le prove tranne tre.

A questo punto, iniziano a frequentare la British Standard School dove si presume che debbano imparare a leggere in inglese entro il primo anno. Ma poiché i loro occhi non hanno ancora sviluppato la flessibilità della lente che permette la messa a fuoco foveale, quando guardano una pagina scritta vedono solo in modo confuso e sfocato…

Sebbene questi bambini siano molto motivati e ricevano grande sostegno dalle famiglie, vivono a scuola un’esperienza di fallimento e umiliazione, e il 25,4% la abbandona in quel primo anno. A causa di aspettative innaturali, stress e mancanza di un tempo adeguato per sviluppare la messa a fuoco foveale, il Sud Africa ha perso e continuerà a perdere tante validissime risorse.

Quanto le nostre scuole assecondano l’evoluzione naturale delle abilità e dei bisogni di movimento dei bambini? Quanto le nostre aspettative e la comprensione dello sviluppo infantile sono in sintonia con i compiti e le aspettative che imponiamo ai nostri bambini?

Sin dai primi anni di scuola elementare, si insegna loro a non muovere il corpo durante le lezioni, non possono neppure muovere gli occhi al di là della lavagna e del proprio banco. Ma queste restrizioni ignorano il fatto che la vista e la “resilienza della lente oculare” sono legate intimamente al movimento.

Il bulbo oculare non è del tutto formato e sagomato dalle fibre di collagene fin verso i nove anni. Di conseguenza, lunghi periodi di lettura senza rilassare il fuoco guardando lontano possono causare un’infiammazione e l’allungamento del bulbo che porta alla miopia e all’accorciamento della vista. Almeno il 25% della popolazione degli USA è affetto da miopia e i bambini tendono a diventare miopi nel momento in cui iniziano ad andare a scuola. La miopia è anche chiamata in causa in circa il 5,6% della cecità fra i bambini americani in età scolare, nonché nella predisposizione al distacco della retina, alla degenerazione retinica e al glaucoma più avanti negli anni.

Gran parte dell’affaticamento oculare deriva da una eccessiva dipendenza dalla messa a fuoco foveale, dal fissare lo sguardo e non sbattere a sufficienza le palpebre. Sbattere le palpebre è importante perché contribuisce all’idratazione e alla salute dell’occhio, oltre a favorire il rilassamento del fuoco. Perciò dovrebbe essere incoraggiato, e gli studenti dovrebbero fare delle pause ogni sette o dieci minuti così che gli occhi possano ristabilire la visione tridimensionale e periferica in modo rilassato e naturale.

I risultati degli studi suggeriscono che le connessioni nervose del cervello che interessano la visione possono essere molto influenzate dalla natura delle nostre esperienze visive e dall’ambiente. I due fattori principali che contribuiscono alla miopia sono l’ereditarietà e lavorare molto da vicino.

F.A. Young ha mostrato un significativo sviluppo della miopia nelle scimmie che erano costrette a guardare oggetti a una distanza di soli 50 centimetri o meno. Altri studi hanno dimostrato che la maggior parte degli uomini che lavoravano nei piccoli alloggi dei silos sotterranei per lo stoccaggio e il lancio dei missili sviluppavano la miopia. La miopia è anche stata messa in relazione con forti livelli di stress nel contesto di apprendimento.

Gli occhi hanno bisogno di tempo per riposare, senza stimolazione luminosa, per poter funzionare al meglio. Di recente c’è stata grande preoccupazione a proposito di come la luce artificiale possa influire sullo sviluppo visivo nei neonati esposti alle lucine notturne. In uno studio su 479 bambini dai due ai sedici anni, il 10% di coloro che dormivano al buio aveva sviluppato la miopia, mentre il 55% di quelli esposti a una luce notturna aveva sviluppato la miopia all’età di due anni.

In merito alla miopia i ricercatori concordano su tre punti: 1) forti miopie si sviluppano oggi con maggior precocità rispetto al passato, 2) la miopia mostra un aumento nell’entità e nell’incidenza man mano che il bambino passa dalla seconda elementare alla scuola superiore, 3) l’incidenza odierna della miopia è maggiore rispetto a 20 anni fa.

Fra i sette e gli otto anni, quando i lobi frontali del cervello giungono a maturazione, la coordinazione motoria fine della muscolatura in tutto il corpo, inclusi i muscoli oculari, si sviluppa in modo naturale. Prima di allora, si ha una buona visione periferica e di profondità, ma è solo quando matura il campo visivo frontale dei lobi frontali che è possibile una coordinazione abbastanza accurata degli occhi per una messa a fuoco bidimensionale.

La coordinazione oculare avviene quando l’occhio dominante fa da guida percorrendo la pagina scritta e l’occhio non-dominante segue i movimenti in modo esatto e armonizza le informazioni, realizzando così una perfetta visione binoculare. Poiché abbiamo un naso fra i due occhi, non potremo mai aspirare ad una vera visione binoculare. Per questo, uno dei due occhi prende il comando, quello dominante, e guida i movimenti di entrambi.

…i movimenti di motricità fine degli occhi e il coordinamento assicurano una facilità di acquisizione delle informazioni e mettono in evidenza un altro motivo fisiologico per non iniziare il processo di lettura fino a sette, o, ancora meglio, otto anni.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da Smart Moves di Carla Hannaford


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