Educare i bambini nell’era digitale

Gli strumenti digitali offrono ai ragazzi una possibilità di contatto reciproco mai vista prima. Non più confinati dalla geografia, dalle quattro mura di una classe o di casa, hanno un accesso senza precedenti a un fiume di amici, informazioni e intrattenimento.

E mentre i nostri figli diventano abitanti sempre più scaltri di questo mondo digitale, a noi genitori resta il compito di monitorare, negoziare e controllare le loro interazioni e attività in rete.

Se da un lato è evidente che l’era digitale ponga nuove sfide ai genitori in termini di presa sui figli, dall’altro spesso manca la comprensione di quanto questo entri in rotta di collisione con il fenomeno dell’orientamento ai coetanei. Nelle società tradizionali i bambini si sono sempre orientati verso gli adulti a loro vicini, ma negli ultimi 50 anni molti di loro seguono le indicazioni, i valori e i punti di riferimento dettati dai coetanei, a spese dell’influenza esercitata dagli adulti.

Sono molte le ragioni che contribuiscono alla crescita dell’orientamento ai coetanei e che scaturiscono dai mutamenti nella struttura familiare e nell’economia, nonché dalla crescente mobilità geografica. I bambini sono stati separati sempre più dagli adulti che ne sono responsabili; lasciati con vuoti relazionali spesso riempiti dai coetanei. Come in una tempesta perfetta, in cui una rara combinazione di circostanze aggrava la situazione in modo drammatico, le aumentate capacità dei nostri figli di utilizzare i congegni digitali giungono in un momento in cui la spinta alla compagnia reciproca è più forte che mai. Quando i nostri bambini e ragazzi preferiscono stare con i coetanei è possibile che si sentano distanti miglia e miglia dagli adulti che li hanno in cura; sono impegnati a restare in contatto con persone e luoghi di un modo digitale dal quale molti genitori si sentono tagliati fuori.

La risposta al bisogno di tenere i propri figli accanto a sé è nel coltivare con loro una relazione profonda, forte e amorevole. È impossibile prendersi cura di un bambino se prima non si conquista il suo cuore. Il ruolo dei genitori è quello di far propria la responsabilità di dar vita a una relazione con i figli; ecco alcuni dei modi per riuscire appieno nell’impresa.

1) Richiamare a sé i propri figli – il richiamo è un rituale di attaccamento capace di attivare l’istinto a dipendere, a seguire, a prendere ispirazione e ad avere fiducia. Richiamare a noi un bambino significa entrare nel suo campo visivo in modo amichevole e cercare di suscitare un sorriso, un cenno di assenso e un generale senso di calore e unione. Nell’esercitare un richiamo di questo tipo li attiriamo verso di noi e li invitiamo a entrare nella relazione. Il calore, la gioia e il divertimento che esprimiamo comunicano che saremo noi a prenderci cura di loro e a soddisfare i loro bisogni di relazione. È questa danza del richiamo che costruisce quelle relazioni profonde e amorevoli di cui i genitori hanno bisogno per riuscire a tenersi stretti i propri figli.

2) Placare la fame di attaccamento con una buona dose di nutrimento affettivo – il modo migliore per dare il giusto nutrimento è condurre la danza dell’attaccamento. Leggere il bisogno di contatto e intimità dei propri figli e soddisfarlo con generosità comunica quanto il genitore tenga al figlio e rappresenti per lui la scelta migliore. La quantità di cure e attenzioni offerte deve essere maggiore di quella che il bambino cerca per stabilire un legame; detto in breve: se vogliono un abbraccio dategliene tre! Quando un bambino percepisce un generoso invito a esistere in presenza del genitore, si lega a lui e lo identifica come chi avrà cura di lui e soddisferà i suoi bisogni.

3) Difendere la relazione ad ogni costo – sono molte le cose che possono frapporsi fra un genitore e un figlio, incluso il comportamento, le attese deluse e le emozioni forti. Mentre i genitori devono trasmettere regole e ricordare quale sia la condotta appropriata in caso di infrazione, al contempo è necessario che comunichino attraverso gesti e parole che la relazione è intatta. Se il comportamento o la condotta ci dividono, dobbiamo trovare un modo per restare aggrappati ai nostri figli e imprimere sulla loro coscienza che il nostro desiderio di prenderci cura di loro è immutato. Mandarli nel mondo affamati di relazioni a causa delle incrinature nel legame con noi li spinge a creare dei legami gli uni con gli altri dalla cui orbita saremo esclusi. I genitori devono assumersi il ruolo che gli compete nell’essere responsabili per la relazione con i figli, a maggior ragione quando è il caso di far fronte a una condotta che non sia certo ideale.

4) Proteggersi dalla concorrenza – tenersi stretti i figli nell’era del digitale richiede la creazione consapevole di regole e strutture per l’uso degli strumenti di comunicazione e per l’interazione con i coetanei. Perché permettere ai nostri figli di usare a tavola i vari dispositivi se quella è l’occasione per richiamarli a noi guardandoli negli occhi e ascoltando le loro storie? Perché consentirgli di ritirarsi nella propria stanza in cerca di contatti con altri, erodendo il loro appetito per l’interazione con noi? È bene creare regole consapevoli e strutturare l’uso dei dispositivi digitali e dell’impegno con i coetanei, al fine di preservare e proteggere la nostra relazione. Mentre definiamo regole e rituali siamo i primi a dover dare il buon esempio. Non possiamo permettere che il nostro amore per questi nuovi strumenti ci renda ciechi di fronte alle nostre responsabilità nel creare un contesto in cui vengano utilizzati in modo sano, sia a casa sia fuori.

5) Combinate incontri per costruire un Villaggio – non possiamo lasciare nelle mani dei nostri figli la costruzione del villaggio nel quale cresceranno. I genitori devono avere un ruolo attivo nel presentare e far incontrare ai propri figli gli adulti che se ne prenderanno cura. Allenatori, insegnanti o membri della famiglia allargata sono tutte potenziali figure di attaccamento e possono soddisfare i bisogni dei bambini e ragazzi anziché lasciarli in balia dei propri apparecchi digitali e spesso nelle mani dei coetanei. Combinando e favorendo incontri con altri adulti, sottolineando gli aspetti in comune e facendone intravvedere tutto il calore, poniamo le basi per nuovi attaccamenti.

I social media e l’accresciuta capacità di restare in contatto con i coetanei sono nati da una fame di relazioni che a tutt’oggi ne è il motore. Il miglior vaccino contro la perdita dei nostri figli nel mondo della rete e dei coetanei è una profonda relazione appagante con noi genitori, presentandoci come la risposta migliore ai loro bisogni. Se ci teniamo stretti ai nostri figli è più probabile che loro si tengano stretti a noi e ci vedano come la scelta migliore. L’augurio è di poter essere abbastanza consapevoli delle sfide che ci attendono, così da saper guidare i nostri figli nell’era del digitale e allo stesso tempo non perdere mai di vista la nostra relazione con loro.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da www.neufeldinstitute.com


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