Educazione dei bambini e scuola, spazio ai cantastorie

E’ ormai luglio, le scuole sono chiuse e vorrei che anche queste finestre di riflessione fossero in sintonia con la pausa che stiamo vivendo insieme ai nostri bimbi.

Allora vorrei farvi ancora un po’ di compagnia usando parole e suggestioni lievi ma capaci di suscitare emozione e sprazzi di suggestione verso orizzonti alti per i nostri figli e per noi adulti che li accompagniamo.

Ci sono e ci sono stati uomini speciali nel loro sguardo verso i più piccoli: non voglio parlare qui di grandi pedagogisti, che pure hanno cambiato in modo provvidenziale le sorti dell’educazione e della scuola, ma dei poeti, dei cantastorie che hanno scelto (o sono stati scelti, chi lo sa) la strada della narrazione, in rima o meno, per raccontare il mondo nel linguaggio dell’infanzia.

Sono un dono grande, soprattutto per noi adulti.

E quando ci parlano della scuola lo fanno con la libertà, la trasparenza e la verità dei bambini. Per questo non occorre commentare i loro versi.

Uno di loro è Bruno Tognolini alle cui parole affiderei questa prima fermata, ringraziandolo da questa pagina per la generosità con cui mette a disposizione il suo animo oltre che la sua tecnica, entrambi preziosi; e per la sua amicizia che, pur nella distanza, porta sempre una luce speciale.

La sua rima più nota dedicata alla scuola merita ancora e sempre di essere riproposta; difficile dire meglio di così il senso profondo del lavoro di insegnante, ma anche di genitore, forse.
Eccola:

FILASTROCCA DELLE MAESTRE
di Bruno Tognolini

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, più su che si può
Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? – Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te.
(Da FILASTROCCHE DELLA MELEVISIONE”, Gallucci 2010)

Questa seconda, invece, mi viene in mente ogni volta che provo a spiegare ad un serioso pubblico adulto quanto l’apprendimento sia più efficace diminuendo progressivamente teoria e parole astratte ed aumentando lo spazio lasciato all’esperienza e alla relazione. Bastano poche righe per dirlo, no?

DIRITTO ALL’EDUCAZIONE
Di Bruno Tognolini

Se mi insegni, io lo imparo
Se mi parli, mi e’ piu’ chiaro
Se lo fai, mi entra in testa
Se con me tu impari, resta

(Da “RIME RAMINGHE”, Salani 2013)

E poiché rimango convinta, fino alla noia, che siano le domande ad aprire le strade di una vera comprensione che ci renda capaci di compiere scelte sempre più consapevoli ecco in rima una fotografia delle possibilità che abbiamo davanti.

Se leggiamo con attenzione cogliamo tanti spunti e rimandi a molte ombre della scuola tradizionale e una visione luminosa della scuola che molti noi desiderano, proviamo allora a rispondere alla domanda, diretta ed autentica, del nostro cantastorie?

PER UNA SCUOLA CHE ASSOMIGLI AL MONDO
(Bruno Tognolini)

Nel mondo ci sono le terre ed i cieli
Non sono divisi in scaffali
Nel mondo ci sono le fiabe e le arti
Non sono divise in reparti
Nel mondo c’e’ un nido, che e’ la tua classe
Uscendo non trovi le casse
Nel mondo ci sono maestri un po’ maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com’e’ che la vuoi la tua scuola?

Sonia Coluccelli


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