Salute dei bambini che respirano con la bocca e riflessi primitivi

I riflessi primitivi, anche detti neonatali, sono noti da molto tempo in neurologia ed è nota la loro importanza nello sviluppo dell’essere umano.

Volendoli definire in maniera discorsiva ed utilizzando un’analogia informatica, i riflessi primitivi costituiscono la manifestazione funzionale dell’hardware neurologico di base, ossia dell’insieme di “circuiti” nervosi che devono essere presenti e funzionanti alla nascita, e il cui funzionamento regolare deve produrre effetti testabili e riproducibili che sono, appunto, i riflessi primitivi.

Questi riflessi, dunque, sono un insieme di capacità motorie che il neonato fisiologicamente possiede al momento della nascita. Queste capacita’ sono necessarie per svolgere le funzioni vitali di base (alimentarsi e relazionarsi con l’ambiente circostante), e devono permanere e funzionare finché non sia passato il tempo necessario perché l’insieme delle esperienze neuro-motorio-sensoriali acquisite nel periodo peri- e post-natale abbiano iniziato a strutturare i riflessi posturali dell’adulto.

La valutazione dei riflessi primitivi viene effettuata subito dopo la nascita da parte del neonatologo, ed è considerata uno screening di base delle funzioni neurologiche essenziali del neonato.

E’ noto che questi riflessi vengono soppressi, o meglio sormontati funzionalmente dai riflessi posturali dell’adulto. Nell’individuo con caratteristiche apparentemente normali lo screening dei riflessi primitivi non viene mai più effettuato, tranne che in seguito a traumi o condizioni in cui si impone un controllo delle funzioni neurologiche. Infatti in seguito ad eventi che abbiano danneggiato il normale stato e funzionamento di determinate strutture neurologiche, il corpo si riorganizza facendo “riemergere” i riflessi primitivi fisiologicamente sopiti: ad esempio la verifica della “ricomparsa’ del riflesso di Babinski nell’adulto in seguito a un trauma viene considerata segno di lesione del tratto nervoso corticospinale.

Lo screening dei riflessi primitivi viene impiegato, insieme ad altri test, per la misura del grado di disorganizzazione neurologica nel bambino neuroatipico dalla scuola INPP. Ma è altresì possibile e auspicabile misurare la competenza neurologica anche nei bambini apparentemente “normali”. Perche’ valutare i riflessi primitivi anche in bambini apparentemente normali?

Perché ad un’analisi meno superficiale e tutt’altro che recente è emerso che:

– non sempre tutti i riflessi primitivi si estinguono entro il primo anno di vita, ma possono permanere addirittura nell’adulto

– La disorganizzazione neurologica che si riscontra in bambini affetti da deficit di attenzione, concentrazione, memoria, dislessia, autismo, ma anche adenoidismo, otiti croniche, allergie (un po’ tutte le malattie ricorrenti o croniche del bambino, per essere brevi), è proporzionale al numero di riflessi primitivi conservati e/o non sostituiti dai riflessi posturali adulti, o alla “quantità di conservazione” di un certo tipo di riflesso. Se ad esempio la conservazione al 75% di un riflesso palmare può non essere particolarmente rilevante, la conservazione al 75% del riflesso di Moro può rivelarsi paralizzante sulla qualità della vita per la durata di tutta la vita…

– Il numero di bambini neuroatipici (deficit di attenzione, concentrazione, memoria, dislessia, autismo) e/o affetti da malattie croniche (adenoidismo/respirazione orale, asma, otiti ricorrenti, diabete, obesita’) sono in prepotente e incontenibile ascesa nei Paesi occidentali tecnologizzati e inurbati. Per cui, similmente, sono in aumento gli individui con disorganizzazione neurologica, che clinicamente mostrano una significativa conservazione dei riflessi primitivi.

– Normalmente i bambini adenoidei/respiratori orali, affetti da allergie e otiti ricorrenti in Italia vengono considerati apparentemente “normali’ da un punto di vista neurologico. In realtà, considerata l’interdipendenza per non dire l’identità dei sistemi neurologico, immunitario, ormonale, ed essendo i bambini adenoidei certamente “immunoatipici” e anche “endocrinoatipici” (tra loro aumenta rispetto alla popolazione generale la frequenza degli ipotiroidei e degli iposurrenalici subclinici), è altamente verosimile che sempre tra loro si trovi una percentuale importante di neuroatipici, che però non valuta nessuno.

Per quanto sopra esposto la valutazione dei riflessi primitivi al di là del primo anno di vita permetterebbe il controllo dell’”efficienza psiconeuroendocrinoimmunitaria” della popolazione pediatrica, con enormi risparmi sulle spese sociali successive volte al recupero di bambini e adolescenti in difficoltà, che poi finiscono per diventare adulti non completamente padroni della propria vita, quando non addirittura asociali e delinquenti.

Quest’ultima affermazione risulta certamente stupefacente e anche assurda alla luce della considerazione dell’individuo delinquente che la nostra società ci ha impresso sin dall’infanzia. Il delinquente nell’accezione comune è il cattivo in quanto opposto al normale individuo integrato e produttivo, che si identifica con il buono. O, ancora, il bambino “somaro” che non vuole studiare viene comunemente considerato come il fannullone che non vuole applicarsi per far dispetto ai genitori, e mai quello che “vorrebbe ma non può”.

In quest’ottica neurofunzionale emergente, invece, l’individuo delinquente, asociale, “somaro” o comunque “strano” è invece quello le cui precoci esperienze somatosensoriali insufficienti o inappropriate gli hanno impedito un’ottimale ed efficacie maturazione del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario. Quest’ottica è suffragata dall’esperienza clinica che dimostra come anche il cosiddetto “bullo” che disturba tutti possa raggiungere uno stato di integrazione sociale accettabile o normale, se gli viene data l’occasione di recuperare il ritardo di maturazione del suo sistema nervoso… che si manifesta ad esempio con la permanenza di certi riflessi primitivi e/o la non completa ed efficace sostituzione di questi da parte dei riflessi posturali adulti.

Ancora, volendoci riallacciare al discorso delle adenoidi e dell’ideintità funzionale almeno dei sistemi neurologico e immunologico, si potrebbero considerare tutte quelle persone la cui qualità di vita è inficiata da insicurezze, disistime e paure che impediscono loro di relazionarsi serenamente con se stessi e con gli altri. Pensiamo a quanti sono affetti da attacchi di panico e non possono salire su un ascensore, per esempio.

Ebbene stupirà apprendere che il 90% di tutti gli individui affetti da attacchi di panico ha un deficit funzionale della parte di sistema nervoso che ci mantiene in equilibrio (sistema vestibolo-cerebellare), e che questo stato spesso si produce nell’infanzia a causa di una serie di episodi di otite favorita da una condizione di adenoidismo…. Questo non significa che tutti gli affetti da attacchi di panico siano stati adenoidei da bambini. Ma significa, evidentemente, che avere un’ipertrofia adenoidea, le otiti ricorrenti e la respirazione orale da bambini può significativamente peggiorare la qualità della vita da adulti.

Sono un medico dentista esperto nella rieducazione neuromotoria dei bambini adenoidei respiratori orali. Insegno loro come imparare a recuperare la giusta respirazione spontanea col naso a bocca chiusa e a deglutire coi denti a contatto senza infilare la lingua in mezzo ai denti. Da sempre mi interesso al motivo per cui i bambini di oggi hanno tutti i denti storti e i tratti del viso sempre meno attraenti, soprattutto quando passano dall’infanzia all’adolescenza.

La forma del viso e della dentatura testimoniano l’architettura e le proporzioni dello scheletro della faccia. Le proporzioni dello scheletro della faccia dipendono dalla posizione e tensione abituale dei muscoli che circondano lo scheletro della faccia: muscoli mimici, labbra, guance, lingua, muscoli del tratto aereo superiore.

La gente comune non immagina che i muscoli che circondano lo scheletro della faccia e i denti in un bambino che respira e deglutisce bene hanno una posizione e tensione spontanea nettamente diversa da quella che hanno nel bambino adenoideo che respira a bocca aperta e deglutisce infilando la lingua in mezzo ai denti. E che questa differenza di comportamento muscolare da ragione del fatto che il bambino a bocca chiusa cresce con la faccia proporzionata, dunque bello, mentre quello a bocca aperta cresce fuori proporzione, dunque ben al di sotto di quello che avrebbe potuto essere crescendo a bocca chiusa…

Un insieme di tensioni muscolari subliminarmente in eccesso o in difetto rispetto alla giusta proporzione per un determinato individuo sembra sia associato alla permanenza in un certo grado di uno o più riflessi primitivi. Ad esempio la permanenza dei riflessi di inseguimento (rooting) e di suzione sembra sia associata all’origine di malocclusioni molto frequenti; la permanenza del riflesso tonico asimmetrico del collo o del riflesso spinale di Galant possono avere molto a che fare con la manifestazione delle scoliosi della colonna vertebrale e asimmetrie frontali del cranio ecc.

Certo, avere un bel viso e una struttura fisica proporzionata ed efficiente è determinante per l’autostima di una persona. La relazione tra corpo sano e “mente” (intesa in senso moderno come insieme delle funzioni neurologiche) sana non è una scoperta di oggi.

Potrebbe meravigliare il fatto che Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, verso la fine della sua carriera professionale e dopo tanto tempo dedicato agli aspetti filosofici e poco materiali del fatto psicologico, arrivò ad affermare che un giorno si sarebbero scoperte le basi organiche delle nevrosi, ossia delle piccole grandi distonie neurovegetative che affliggono tanto o poco un po’ tutti noi cosiddetti sani ma, vivendo nella società occidentale tecnologizzata e urbanizzata, “affetti dal mare di vivere” (nevrosi, ansia, angoscia, panico, depressione ecc.). Intendeva dire che prima o poi si sarebbe capito cosa, nella struttura materiale e non onirica o filosoficamente intesa del sistema nervoso del nevrotico, era dis-organizzato al punto tale da far emergere l’effetto-sintomo nevrosi.

Oggi la valutazione precoce dell’organizzazione neurologica del bambino, comprensiva del controllo della scomparsa dei riflessi primitivi e della presenza ed efficacia dei riflessi posturali dell’adulto, ci permette di misurare la competenza neurovegetativa dell’individuo e, in prospettiva, di pronosticare la qualità di vita del suo vivere futuro.

E siccome non esiste distinzione reale e pratica tra le funzioni psicologica, neurologica, ormonale, immunitaria, la valutazione della competenza neurologica del bambino ci permette di affacciarci sul nostro mondo neurovegetativo, misurarlo, effettuare un pronostico…. e soprattutto individuare e avviare le procedure per il recupero dell’eventuale ritardo neurologico, attraverso l’esperienza senso-motoria.

Abbiamo riferito precedentemente che precoci esperienze somatosensoriali insufficienti o inappropriate impediscono un’ottimale ed efficace maturazione del sistema psico-neuro-endocrino-immunitario. Questo significa che il nostro sistema nervoso impara attraverso la sensazione e il movimento. Se la qualitaà e quantità di sensazione e movimento sono inadeguate, l’apprendimento del sistema nervoso o meglio neurovegetativo sarà inappropriato: esso assumerà come corretti parametri di azione e reazione abnormi e questo condizionerà per sempre modalità di sentire e agire non proporzionate obbiettivamente agli eventi della vita.

Ad esempio i soggetti che ritengono in una certa percentuale il riflesso di Moro reagiscono in maniera sproporzionata a stimoli ambientali inaspettati. Il loro livello di “attesa subliminarmente timorosa di ogni nuovo evento” è eccessivamente elevato e tendono a reagire in modo esagerato sia emotivamente che fisicamente ad accadimenti innocui come un rumore o un movimento imprevisti. E questo per tutta la vita. Non è divertente vivere una vita in questo modo.

La buona notizia è che non si tratta di un destino ineluttabile.

Se individuiamo per tempo le criticità neurovegetative individuali (ad esempio valutando i riflessi primitivi nel bambino in crescita) e acquisiamo il normale sentire e la normale reattività agli eventi esterni attraverso il recupero del ritardo di maturazione neurologica, possiamo risparmiare alla società una quantità incalcolabile di energie che adesso spende per contenere senza prevenire i danni che gli individui neurodisorganizzati procurano a se stessi e agli altri.

In breve, possiamo migliorare la vita delle future generazioni.

Dott. Andrea Di Chiara


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2 risposte a “Salute dei bambini che respirano con la bocca e riflessi primitivi”

  1. Un articolo “forte”. Medito

  2. andrea.dichiara scrive:

    è vero. c’è molto da meditare. soprattutto per gli operatori del settore. e ancora di più c’è da avere buona volontà da vendere. per tutti noi operatori, educatori, genitori

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