Bambini persi durante l’attesa, una giornata dedicata a loro

Non c’è battito. L’attesa si è interrotta.

Poche parole pesanti come macigni.
Poche parole che mettono fine a un sogno, il più bello, quello di diventare madre.

Quando ho perso il mio bambino, ormai dieci anni fa, avrei tanto voluto parlare di quello che era accaduto. Sentivo il bisogno di sfogarmi, di raccontare. Ma anche il bisogno di capire. Perché il mio bimbo si era spento nel mio grembo? Perché la gravidanza si era interrotta? E ancora, perché stavo così male anche se tutti intorno a me facevano intendere che non si trattava di una perdita poi tanto grave ricordandomi che “in fondo ero incinta solo di tre mesi”?

È difficile parlare di questo dolore. Non capisco bene perché, ma è un dolore che la società si ostina a non considerare. E quando non viene ignorato, allora viene immediatamente minimizzato. Così al dispiacere si aggiunge anche la devastante consapevolezza di non essere comprese. Ci si sente sole. Sole con un dolore che il resto del mondo – a volte anche chi ci è più vicino – non riconosce e quindi non accoglie.

Perchè quanti circondano la donna possano comprendere, perchè l’atteggiamento della nostra società possa cambiare, oggi si celebra in tutta Italia la Giornata della Consapevolezza della Perdita Prenatale.

I baby loss awareness days (Giorni della consapevolezza della perdita infantile) sono stati celebrati per la prima volta nel 1983, negli Stati Uniti, per iniziativa di alcune associazioni di genitori. Da allora, questa giornata è stata celebrata in moltissimi Paesi del mondo e nel 2007 è giunta anche in Italia, grazie a CiaoLapo onlus che il 15 ottobre ha aderito alla Giornata internazionale sulla consapevolezza della morte in gravidanza e dopo il parto.

Tra gli obiettivi principali della giornata, vi è quello di dare la possibilità a tutti i genitori di onorare in modo speciale la memoria dei loro bambini, attraverso piccoli gesti simbolici (come l’accensione di una candela in un orario preciso concordato con gli altri Paesi che celebrano questa ricorrenza).

In questo giorno particolare vorrei mandare il mio saluto ad ogni mamma che ha perso il proprio bambino… Vi sento vicine. Davvero. Quando l’attesa si interrompe è dedicato a voi. È dedicato a tutte le donne che hanno sognato di accarezzare, cullare, allattare il loro piccino, ma non hanno potuto farlo, perché non è stato concesso loro di abbracciarlo.
E a chi invece non ha vissuto questa esperienza, ma vuole comprendere meglio il dolore di chi ha perso il suo bambino nell’attesa: grazie, le persone come voi sono preziose.

Perché parlarne è già un passo. Parlarne è un modo per riconoscere l’importanza di questo dolore.

Giorgia Cozza


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2 risposte a “Bambini persi durante l’attesa, una giornata dedicata a loro”

  1. Irma scrive:

    Sono la mamma di Stefano di stellina e di Anna… persi in gravidanza rispettivamente a 39 settimane e gli ultimi due durante il primo trimestre. Il tuo é stato il primo libro che letto quando per il trauma subito durante l’intervento della perdita di Anna mi é riaffiorato il dolore del lutto del mio primo figlio. É attraverso il tuo libro che ho incontrato CiaoLapo x la prima volta. Oggi sono guarita di tanto dolore Giorgia e devo dirti grazie per averci dedicato tante parole piene di dolcezza e di una infinita delicatezza. Irma

  2. Giorgia scrive:

    Irma… ti abbraccio.
    grazie a te.

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