Educare i bambini, i rischi degli elogi

Ecco un interessante contributo su come educare i bambini evitando la logica dei premi e delle punizioni. In questo caso, rinunciando alle lodi che – seppur in buona fede, e contrariamente a quanto ci si aspetti – rischiano di fare più male che bene…

Mi sono impegnata a limitare gli elogi ai bambini sin da quando ho letto Unconditional parenting di Alfie Kohn (il nostro Amarli senza se e senza ma, ndr). Nella teoria mi era chiaro il loro impatto negativo ed ero soddisfatta della mia scelta genitoriale. Eppure, fino a poco tempo fa non avevo davvero colto quale fosse la ripercussione profonda delle lodi.

L’antefatto

Una mia cara amica è insegnante di yoga e, per quanto sia ancora abbastanza nuova del mestiere, è anche talmente straordinaria da esser riuscita con le sue lezioni a compensare più che a sufficienza il lavoro d’ufficio che si è lasciata alle spalle.

Di recente, il proprietario di una delle palestre dove insegna ha fatto dei commenti sul suo lavoro e ci siamo incontrate per discuterne, visto che la cosa aveva scosso un po’ la sua sicurezza.

Una delle raccomandazioni ricevute era quella di interrompere le lodi, per quanto non le usasse poi molto spesso, e lei voleva il mio parere.

Come consulente so che la lode ci sposta dal terreno del sostegno incondizionato verso quello del giudizio; affermando che qualcosa è buono o cattivo limito l’esperienza del mio cliente, per questo ho imparato a lasciar perdere le lusinghe.

Come genitore, so altrettanto bene quanto le lodi distolgano il bambino da se stesso per indurlo a concentrarsi su attività che suscitino approvazione.

Ma come insegnante di yoga? Ho apprezzato sul serio gli occasionali commenti come “ben fatto!” e “ottima posizione!”, mi hanno dato una spinta e mi hanno fatta sentire bene.

Le ho espresso il mio parere, sicura che ci avrebbe poi riflettutto per suo conto.

La mia esperienza

Alla successiva lezione di yoga – ci vado una volta a settimana non appena posso – ho notato che non lodava mai nessuno, neppure una volta.

E ho notato anche un cambiamento dentro di me. Abituandomi a non aspettarmi alcun segno di approvazione, la mia attenzione ha iniziato a focalizzarsi di più sulla mia esperienza interiore della pratica yoga.

Ho iniziato a capire che quei rinforzi positivi mi davano un’eccitazione momentanea, del genere che si affievolisce durante la posizione successiva mentre mi chiedo perché non ne ricevo ancora: forse questa nuova posizione non è buona quanto la precedente? Forse c’è qualcuno più bravo di me?

In assenza di lodi, ero in grado di capire cosa si prova a essere liberi dal giudizio, positivo o negativo che sia. Il commento di una persona autorevole, un insegnante o un genitore, ha una spinta gravitazionale che costringe l’attenzione al di fuori della propria esperienza per focalizzarla sulla valutazione di sé. Ecco che l’ego parte in quarta con le misure e i paragoni fra noi e gli altri.

Mi ci sono voluti anni di pratica per imparare a tenere gli occhi fissi sul mio tappetino, ed eliminando le lodi la mia amica mi ha aiutata a restare concentrata solo sulla mia esperienza personale.

Le implicazioni

Concentrandomi sull’esperienza che sto facendo, sono d’improvviso libera di godere di una presenza piena, notando ogni tensione o emozione nuova che richiedano la mia attenzione. Essere nel momento presente e sentirsi in contatto con tutto ciò che accade, nel momento esatto in cui accade, mi rende libera.

Immergermi nel mio ego, che so per esperienza essere attivato dalle lodi, significa entrare in uno stato di mancanza, di necessità, di bisogno che mi si dia attenzione per sentirmi a posto. È quello che chiamo “il pretendere”; un luogo in cui si pensa di aver bisogno di cose per stare bene, che siano oggetti o conferme. La condizione del pretendere si autoalimenta e genera un mostro.

Non voglio fare un danno ai miei figli lasciandoli scivolare in una condizione mentale di penuria e bisogno.

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da www.attachmentparenting.org


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Una replica a “Educare i bambini, i rischi degli elogi”

  1. andrea scrive:

    Grazie per i belli articoli che pubblicate quotidianamente. ..ops forse non dovevo scrivere belli, diciamo allora interessanti!
    È difficile non cedere alla tentazione di lodare , specialmente se si tratta delle mie bellissime bambine.

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