Mamme di un bambino prematuro, il sostegno dell’ostetrica

Quando scopriamo che un bambino è in viaggio, è difficile pensare che possa nascere un bambino prematuro.

Quando compaiono quelle due lineette rosa sul test, quando – alla prima ecografia – vediamo quel piccolo cuoricino che batte…tutte noi più o meno inconsciamente cominciamo già a sognare la nascita, a immaginare il parto, probabilmente con un pizzico di paura, sicuramente con trepidazione e quasi certamente visualizzando un bimbo roseo e paffuto con due belle guanciotte rubizze che pesa sui 3 chili, due polmoni forti e potenti e un gran voglia di attaccarsi al seno…

E se invece la natura tradisse queste aspettative?

E’ raro che una futura mamma concentri le proprie preoccupazioni sulla possibilità che un bimbo nasca troppo piccolo o prima del tempo, specialmente una volta superata la famigerata soglia del primo trimestre, quando ci si comincia a sentire più sicure rispetto all’andamento della gravidanza.

Più probabilmente, invece, ci si allarma in vista del famigerato termine di gravidanza, si avverte maggiormente l’ansia legata a quei temuti 10 giorni di ritardo e all’induzione…il fantomatico “gel”…lo spauracchio di un bimbo “troppo” grosso…”Ci passerà?” “Farà più male?”

E quando invece la natura tradisce queste aspettative, ecco la doccia fredda…è troppo presto!
Ecco che occorre rivedere tutto.

Si immaginano lunghi mesi di attesa, un pancione che cresce poco a poco, i primi movimenti, un tempo che pare lunghissimo quando la meta è così bramata, ecco invece la meta dietro l’angolo e un forte senso di “sbagliato”, una paura che atterrisce…”Ce la farà?”

…Ci si immaginava un gel per indurre il parto e ci si ritrova invece costrette a letto ad assumere farmaci che lo blocchino, ci si immaginava in sala parto a cavalcare delle onde cercando di far sì che spingessero il bimbo in giù, attraverso il canale del parto, invece ecco che quel “giù nel canale del parto” diventa qualcosa da temere ed ostacolare con ogni mezzo.

Si immaginava un corredino primi mesi, il body taglia 0-3…la tutina… “Ma non sarà piccola per lui?”…ecco che improvvisamente tutto ciò che serve a quel bimbo è una culletta termica per simulare quanto possibile l’utero della mamma….

Nessuna donna sarà mai abbastanza preparata a questa evenienza e ci si chiede come sia potuto accadere…non sono rari i sensi di colpa e la sensazione di aver fallito, che il proprio corpo non sia stato capace di portare a termine la gravidanza, la sensazione di essere inospitali per quel bimbo…

Fortunatamente in molti casi questi piccolini ci stupiscono sfoderando armi che non ci immaginiamo neanche possano avere piccoli come sono! Troviamo dei veri guerrieri, attaccati alla vita con le unghie, e sono loro che incoraggiano le mamme: “Vedi, ce la posso fare, insieme ce la facciamo, non mollare!”…

Mamme ancora una volta fidiamoci di loro!!!!

Essenziale è che in questo percorso di prematura reciproca conoscenza la neomamma non si senta mai sola, ma che venga accompagnata e contenuta con rispetto e fiducia nelle sue capacità.

Nell’immaginario comune le ostetriche sono figure professionali relegate in una sala parto ospedaliero, ma in realtà l’ostetrica è prima di tutto la professionista che accompagna la donna nel suo ciclo vitale, il quale talvolta può anche comprendere una nascita prematura. Perciò perché non affidarsi ad un’ostetrica anche quando in cui ci si ritrova improvvisamente madri senza aver completato il percorso che la fisiologia aveva programmato per la coppia mamma-bimbo fino alla nascita? Perché non farsi accompagnare verso il recupero di ciò che si è interrotto?

Spesso una donna che diventata mamma troppo presto, infatti, ha un forte bisogno di contenimento essa stessa, per sentirsi adeguata e rispettata nel suo ruolo di madre, necessita di ascolto e comprensione, della possibilità di elaborare l’esperienza, di comprendere che talvolta il disegno della natura non risponde a quello dell’immaginario comune e che questo non dipende da lei, da qualche comportamento ritenuto scorretto o potenzialmente dannoso…
Insomma, care mamme “prima del tempo”, non siete sole!!!

Emanuela Rocca


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Una replica a “Mamme di un bambino prematuro, il sostegno dell’ostetrica”

  1. Chiara scrive:

    Bello, molto, bello questo articolo!
    E’ vero: quando si diventa mamma di un prematuro si ha bisogno di sostegno, molto sostegno, anche perchè spesso si è lì, in ospedale, da sole, non c’è il proprio compagno che deve comunque continuare a lavorare anche in questo periodo di stallo emotivo, non c’è il proprio bambino che ti portano via e deve restare al caldo, nella termoculla invece di essere ancora nella tua pancia.
    Credo che questo articolo farebbero bene a leggerlo tutte le infermiere dei reparti neo.natali perchè quello che devono capire è che una neomamma, così, sola, ha bisogno solo di sostegno e forza e non di parole che possano metterle paura o agitazione inutili.

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