Genitori e figli crescono insieme, intervista a Carlos Gonzàles

In questa intervista Carlos Gonzáles approfondisce alcuni dei principali argomenti del suo ultimo libro – Genitori e figli insieme – dove viene affrontato il tema della genitorialità consapevole ed empatica oltre la prima infanzia, fino alle soglie dell’adolescenza.

1. Uno degli elementi più interessanti nelle considerazioni sulle difficoltà delle famiglie moderne rispetto a 50 anni fa è l’estrema differenziazione degli stili famigliari ed educativi nelle famiglie moderne. Questo è davvero un punto debole che i bambini sanno sfruttare molto abilmente.

Un punto debole, …oppure una grande opportunità. Certamente tutte le famiglie di una volta, della stesso villaggio o dello stesso quartiere, facevano in pratica le stesse cose, educando e nutrendo i propri figli nella stessa maniera. Oggi le idee si diffondono velocemente attraverso i libri, i film, internet… I nostri vicini di casa appartengono a una diversa religione (o a nessuna), cenano e vanno a dormire a orari differenti, hanno altre regole e abitudini. Questo può dare insicurezza ad alcuni genitori (“dovrei fare come mia cugina?” “Magari è meglio come fanno i miei vicini?”). Tuttavia dà anche molta libertà; adesso i genitori sono consapevoli che esistono opzioni tra cui scegliere, mentre prima dava le vertigini essere l’unico del quartiere (e quindi del mondo!) a fare le cose in modo differente.

2. Si rimane colpiti dalla franchezza con cui viene esposta la tragedia del divorzio e le ripercussioni sui bambini. Proprio quando da anni si cerca di accreditare la tesi secondo cui, in fondo, non è poi un dramma se le cose vengono gestite in maniera civile.

Sì, capisco che molti potranno essere sorpresi, e anche infastiditi, per quello che dico sugli effetti del divorzio sui bambini. Per questo motivo mi sono limitato quasi solo a copiare i dati scientifici che ci offre l’Accademia Americana di Pedatria. Sono fatti. Ci piacerebbe pensare che non succeda nulla, e invece sì che succede: il divorzio è una sciagura per i bambini. Di sicuro il minimo è cercare di ridurre i danni, gestendo le cose i modo civile.

genitori-figli-insieme-libro-autore3. La trattazione dell’obbedienza e della autorità genitoriale è anche molto originale (penso all’esempio della Boba-Loca)

Soltanto i genitori si attendono di essere obbediti sempre, subito, senza protestare, con rapidità e sorridendo. Le autorità civili, oppure quelli della pubblicità (che sono grandi esperti di ordini) sanno che bisogna ripetere il messaggio cento, mille volte, senza gridare, senza arrabbiarsi, senza minacciare, e nonostante tutto alcuni non obbediscono mai e altri protestano.

4. Anche l’iperattività, nella tua prospettiva, sembra essere in qualche modo riabilitata e, per così dire, ricondotta nel ventaglio delle varie personalità possibili. Il vero problema sembra essere l’incapacità da parte del sistema sociale e scolastico di riconoscere le differenze.

A dire il vero, è certo che vi sono casi autentici di iperattività patologica, individui il cui comportamento è del tuto anormale e che necessitano di un trattamento. Il fatto è che negli Stati Uniti un bambino su cinque è già stato diagnosticato come “iperattivo”, e sembra che la “epidemia” non smetta di aumentare. Non può essere possibile! O stiamo facendo qualcosa che rende molto nervosi i nostri figli (e dovremmo smetterla di farlo), oppure stiamo perdendo la capacità di tollerare il comportamento normale dei bambini normali.

5. Definitivamente ottimista anche la tua visuale sull’adolescenza. Mi chiedo però se non abbia un valore demitizzante, se cioè il tuo obiettivo non sia proprio di abbassare il livello d’ansia dei genitori…

Di sicuro gli adolescenti sono bellissimi. Sono affettuosi, idealisti e possiamo parlare con loro, ascoltarli, e ricordare come ci sentivamo alla loro età (tre cose che non possiamo fare con i bebè).


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