Genitorialità e famiglia. Basta strumentalizzazioni

Cari lettori del Bambino Naturale,

in risposta all’acceso dibattito scatenatosi in seguito all’articolo Genitorialità, famiglia e il caso della mamma assassina, non potevamo di certo rimanere in silenzio.

Siamo sempre piacevolmente sorpresi dall’interesse dimostrato nella lettura quotidiana dei nostri contenuti, e ci dispiace quindi che alcuni si siano soffermati su un’unica “scomoda” frase travisando tutto il messaggio dell’articolo stesso.

Il lavoro editoriale sul sito è diviso in due parti: da un lato gli autori del Bambino Naturale – per intenderci, gli scrittori delle rubriche e gli autori dei libri della collana – con i quali il lavoro redazionale sui testi è puntuale e corale, sia nella definizione del contenuto che nelle tematiche generali, affinché siano sempre in linea con i princìpi del Bambino Naturale, sempre nel rispetto del bambino e della famiglia.

Dall’altro, invece, vi sono pubblicazioni di contributi esterni che presentiamo, senza censure, poiché vicino a questioni importanti, spesso legati a temi di attualità, con considerazioni originali e costruttive.

A questo secondo tipo di pubblicazione appartiene il contributo di Enrico Galoppini.

Come molti di voi dicono, Il Bambino Naturale è un gruppo di persone che lavora insieme e in maniera trasparente con l’obiettivo prioritario della salvaguardia della cellula primaria della società: la famiglia. Il presupposto fondamentale dal quale partiamo resta il nostro motto: “Al bambino si deve il più grande rispetto”. E noi abbiamo ritenuto che l’articolo in questione appoggiasse questo principio.

Il Bambino Naturale non intendeva prendere una posizione in merito alle famiglie arcobaleno poiché, come chi ci conosce più da vicino, alcuni nostri lettori sono famiglie arcobaleno, e sono mamme e papà che seguono i prinicìpi dell’accudimento ad alto contatto. A noi interessa che il bambino sia amato, rispettato, accudito.

Abbiamo inteso questa scomoda, e senza dubbio ambigua, frase, non come un mero attacco al mondo gay, ma bensì come un invito a riflettere sul fatto che spesso le famiglie arcobaleno vengano anch’esse strumentalizzate.

genitorialitàNon esiste un solo colore, così come non esiste una sola voce. E questo il Bambino Naturale lo ha sempre saputo ed è per questo che abbiamo deciso di non censurare un’idea ma di accogliere una voce, seppure forte e politicamente scorretta, perché se la famiglia è al primo posto delle nostre priorità, il dialogo ne è imprescindibile fondamento.

Volevamo semplicemente portare a riflettere sul fatto che è necessario andare oltre a quello che ci vogliono far vedere (e pensare) i media, strumentalizzando avvenimenti di cronaca come quello della mamma di Loris.

Per parafrasare i temi trattati dall’autore, questi sono i punti per noi importanti:
– Invece che muto sbigottimento, queste sono vicende che destano la curiosità morbosa dei media.
– Il sentimento che si crea è quello di allarme, di sgomento, proprio come espresso dalla bambina compaesana del piccolo Loris, citata nella riflessione “Mamma, devo aver paura di te?”.
– Il quadro delineato dall’amplificazione mediatica di certe annichilenti vicende è tanto chiaro quanto spaventoso: la famiglia è una minaccia, la famiglia è un pericolo, mentre noi diciamo: la famiglia è in pericolo.

Riteniamo che l’articolo ponga attenzione al tema della solitudine famigliare, al fatto che le famiglie sono in difficoltà, che vivono una profonda crisi perché – e sarà forse una visione un po’ semplicistica – è in crisi proprio lui: l’accudimento. Chi accudisce la famiglia, le mamme e i papà? Da lì la provocazione. Forte, fastidiosa, spudorata.
Prendere atto che la famiglia vive un disagio non significa dimenticarla, abbandonarla a se stessa, e considerarla “modello tradizionale superato”. Vorremmo lo stesso clamore per tutte le famiglie che – crisi o non crisi, difficoltà o non difficoltà – ce la fanno, e sono belle per gli esempi di genitorialità consapevole, amorevole e accogliente. I lettori della nostra collana ne sono l’esempio concreto.

Ancora una considerazione: l’autore non è anche autore dell’articolo sui gender toys, come invece qualcuno ha sostenuto in rete.

In ogni caso, porgiamo le scuse a chi si è sentito offeso. Senz’altro porremo in futuro più attenzione alle parole dette affinché non siano così equivocabili.

La Redazione Web del Bambino Naturale


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2 risposte a “Genitorialità e famiglia. Basta strumentalizzazioni”

  1. andrea scrive:

    Per me l’articolo era bellissimo ! e anche veritiero, crudele nella sua esposizione, capisco chi si possa essere sentito offeso, ma la verità alle volte è un muro di vetro difficile da affrontare.
    Andrea.

  2. sere scrive:

    Per me il messaggio Dell articolo era chiaro… Una denuncia forte alla strumentalizzazione mediatica su tragedie famigliari… Dove l importante è fare notizia più che comprendere .. Rimango stupita del fatto che basta dire una frase un po’ storta che si cancella tutto un articolo… Addirittura “vergogna”… Forse per cercare tolleranza e comprensione si deve prima averla dentro di noi…..

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