Crescere i bambini raccontando storie

Le storie hanno una forza singolare. Raccontare è un atto creativo, fa nascere qualcosa dal nulla, come la magia.

I bambini adorano sentirsi raccontare storie, non solo perché si godono la magia, ma anche perché hanno la conferma della forza e del potere di voi che raccontate, e del fatto che usiate questo potere per servirli.

Ai più piccoli piacciono le storie inventate che iniziano con “C’era una volta” e hanno un personaggio principale con cui identificarsi. Ai più grandi e agli adulti piacciono le storie vere, soprattutto quelle personali sulle vostre avventure da eroi.

Ogni volta che parlate o pensate al passato state raccontando una storia. Dopo tutto “il passato è storia”, la vostra storia.

Il racconto involontario non ha meno forza delle storie create come gesto magico ed è possibile sfruttarne il potere cesellando pensieri e parole con la dovuta consapevolezza, per raccontare storie che ci liberino dall’impotenza.

Considerate la semplice affermazione: “Oggi al parco mio figlio è stato una vera peste”. È una ministoria, e il bambino fa la parte del malvagio!

Osserviamo i nostri pensieri e le nostre osservazioni e ogni volta che qualcosa si riferisce al passato raccontiamolo come una storia, aggiungendo la frase “C’era una volta”. Per esempio: “C’era una volta mio figlio… che era stato una vera peste al parco”.

Questo piccolo gioco rivelerà come la vostra esperienza della vita sia in gran parte creata dalle storie che raccontate a voi stessi e agli altri. Ma, ancora più importante, quando non vi piacerà il modo in cui vi sentite, avrete il potere di cambiare la storia:

“C’era una volta mio figlio…che aveva ricevuto talmente tanti stimoli al parco da perdere le staffe e gridarmi contro, e così avevo capito che ha bisogno di me per restare centrato e riuscire a giocare…per sempre felice e contento.”

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da “C’era una volta…” (di Scott Noelle – www.dailygroove.com)


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