Famiglie con bambini speciali, niente solitudine

Buon anno a tutti!
Come avete finito l’anno e iniziato il nuovo ?
Spero “bene” entrambi i momenti.

Noi?

Noi abbiamo voluto “staccare”.

Consciamente o inconsciamente che fosse, ci siamo resi conto che abbiamo passato le festività degli ultimi anni con accanto solo e sempre famiglie di persone “con problemi” e simili alle nostre realtà…
Nello stesso tempo e d’altro canto, dall’interno dell’Associazione che abbiamo messo su io e mia moglie ci sono arrivate molte richieste di genitori di bambini speciali (magari freschi di diagnosi) su dove e come poter passare l’ultimo giorno dell’anno in compagnia di contesti familiari simili ai loro in problemi e dinamiche.
Anche questo ha la sua importanza.
Tutte le realtà o attività mirate al sostegno e alla relazione d’aiuto NON dovrebbero mai dimenticare le problematiche soggettive, anche se per alcuni possono sembrare necessità e bisogni sorpassati.
Quest’anno no. Quest’anno, noi abbiamo deciso di cambiare “aria”.
L’ultimo dell’anno lo abbiamo trascorso con la famiglia di un mio vecchio compagno di scuola: persone “normali”, con figli “normali”, con una casa “normale” e con una quotidianità “normale”.
Risultato? Splendida serata per la compagnia e per il sincero affetto reciproco provato ma…
Dove è la normalità ?
Sorrido.
La normalità, come già evidenziato in altri miei articoli, è creata solo dal nostro giudizio e da quello che deriva della nostra società e dalle persone a noi vicine. Potenzialmente non esiste… ma la sua definizione diventa reale per via della nostra paura dell’abbandono (anticamera della morte), dinamica presente in noi fin dalla nascita.

Credo FERMAMENTE (e lo dico/scrivo SEMPRE a chi mi contatta per avere consigli pareri su a chi e/o su come ricevere un aiuto post diagnosi da disturbo dello spettro autistico), che il punto di partenza di tutto è il NON SENTIRSI SOLI.
La solitudine, quando non è un bisogno e non è cercata con desidero e piacere (sempre all’interno di un contesto di sanità mentale), è sempre il punto di partenza primario per la crescita di problemi e sofferenze di vario tipo.
Concludendo, mi fa piacere dedicarvi questo pensiero, che trovo essere una delle medicine più efficaci contro la solitudine e il giudizio sfrenato:
“Pochi sono i doni che una persona può fare ad un’altra che eguaglino, per ricchezza, il dono della comprensione” – Rollo May

Buon 2015 a tutti!

Ugo Parenti


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