Educare i bambini e l’importanza di una “buona” scuola, solo chiacchiere?

Sapete tutti, voi che ci leggete ogni giorno sul blog, che ci seguite sulla pagina Facebook del Bambino Naturale, soprattutto voi che amate i nostri libri sull’educazione rispettosa dei bambini, come per noi sia centrale la crescita armonica dei nostri figli secondo un modello che ne metta al centro i bisogni, che rispetti la loro meravigliosa natura, che li accompagni in modo empatico alla vita.

Sono, questi, principi che condividiamo con voi lettori, con tante mamme e tanti papà che ogni giorno ci danno conferma dell’importanza del lavoro dei nostri autori, dei nostri collaboratori. Perché siamo davvero convinti che crescere i bambini con rispetto e secondo natura possa cambiare il mondo.

I genitori che hanno a cuore i bisogni (ma io direi semplicemente il bene) dei loro bambini operano ogni giorno scelte che vadano in quella direzione, e una di queste scelte è proprio la scuola.

Una scuola “buona”, a misura di bambino, una scuola che sappia riconoscere e rispettare l’unicità e le necessità di ogni singolo ragazzino e ragazzina. Un luogo dove sviluppare capacità, talenti, in cui educare i bambini al bello della conoscenza in tutte le sue forme: la letteratura, la scienza, l’arte…e non ultima la musica.

Ecco, allora non vi stupirete della mia, nostra reazione di incredulità e profondo sdegno, nel leggere questo

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L’avevate, ohimè, già letto anche voi? Lo leggete per la prima volta?

Come vi siete sentiti? Che cosa state provando?

Lo so, state immaginando il vostro bambino, la vostra bambina, con il suo strumento, quello che con passione e impegno studia durante la lezione di musica, e che “sfodera” a casa, con voi, lì, che lo ascoltate, la seguite,  pronti a un applauso.

Lo immaginate, il vostro bambino, tutto emozionato, e orgoglioso, dirvi: “Mamma, domani dobbiamo suonare Beethoven davanti al Presidente del Consiglio!”; la vostra bambina che, trepidante, vi sussurra: “Che emozione papà, speriamo di non sbagliare davanti a Renzi!

E vi si inumidiscono gli occhi…A voi forse non è mai capitato di esibirvi davanti a una personalità tanto importante!

Se le parole piene di giustificato sdegno di questo padre non vi hanno “scosso” abbastanza, vi invito a guardare questo video

Poco prima di questo indecoroso spettacolo (lo so, stiamo tutti pensando a ben altri aggettivi), il nostro Presidente del Consiglio era intervenuto per parlare di scuola, la scuola dei nostri bambini.

Quell’orchestra lì era composta da bambini che la scuola la frequentano, i cui genitori di certo – proprio come tutti noi – hanno a cuore l’istruzione e l’educazione dei loro figli.

Che saranno stati di sicuro orgogliosi di sapere i loro ragazzini ascoltati da persone importanti, lì a discutere del futuro della loro formazione scolastica, e di loro in quanto futuri cittadini.
Tutte chiacchiere? A quanto pare sì.
Perché chi si riempie la bocca di parole sull’istruzione dei nostri bambini e non sa apprezzare la meraviglia che quell’istruzione – in questo caso musicale – riesce a compiere non è degno di parlare ai nostri figli e dei nostri figli.
A chi ignora l’impegno, gli sforzi, la passione, la sensibilità, la professionalità, la capacità dei nostri ragazzi non è dato discettare del loro futuro.
Noi ci siamo sentiti mortificati per quei meravigliosi bambini, mortificati per i genitori di quei musicisti in erba, mortificati come madri, come padri, per l’umiliazione da loro subìta, che mai ci augureremmo per i nostri bambini.
E ci vergogniamo, profondamente, dell’inqualificabile esempio dato da quegli adulti, da quei rappresentanti delle Istituzioni.
Noi che ogni giorno ci impegniamo a trasmettere un certo tipo di cultura, facendo cultura con i nostri libri, i nostri autori, i nostri professionisti, ci vergogniamo di sapere i nostri bambini “in mano” a tale cinica, insensibile, irrispettosa sub-umanità.
Vergogna.
Il Bambino Naturale

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2 risposte a “Educare i bambini e l’importanza di una “buona” scuola, solo chiacchiere?”

  1. Roberta scrive:

    E’ proprio in queste occasioni che capisci come mai gli artisti vanno ad esibirsi in strada, dove chi e’ veramente interessato e ti apprezza si ferma e ti Ascolta. E capisci anche che non sono quelle le persone veramente importanti e che contano (quelle che hanno il potere), ma le persone con il cuore.
    E’ stato sicuramente frustrante per dei ragazzi suonare e non esser nemmeno guardati…ma questi momenti ti fanno capire chi e’ veramente colui che apprezza e conta.

  2. Nicoletta scrive:

    Sono indignata, come purtroppo capita spesso quando si tratta dei nostri politici. Non ci rappresentano, secondo me rappresentano solo una parte dell’Italia, quella maleducata e senza buoni principi. Il rispetto viene prima di tutto!

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