Genitorialità senza ricette

La genitorialità è uno di quegli argomenti che riguarda tutti: chi ha figli, chi non li ha e chi si occupa dei figli degli altri. Occupandomene, inevitabilmente entro nella vita di molte persone. Il confronto con esperienze a volte simili alle mie, altre volte diverse, mi offre infinite occasioni per riflettere sui compiti che il ruolo del genitore chiama ad assolvere.

Come mamma e come professionista riconosco l’enorme valore offerto da questo scambio: stare con gli altri ed imparare ad ascoltarli, assumere il loro punto di vista, sospendere il giudizio, rispettarne il dolore e la sofferenza, mi ha permesso di intraprendere un percorso volto a riconoscere il valore dell’unicità di ogni persona e a rispettarne le differenze con il mio modo di vivere e di pensare

Ogni genitore cerca di fare del suo meglio con i propri figli.

Ci sono adulti che incontrano delle difficoltà quando diventano genitori. Per alcuni risulta difficile scrollarsi dalle spalle l’esempio ricevuto durante la propria infanzia: svincolarsi da un ruolo genitoriale basato sull’autorità e sul rispetto del potere non è facile. Così come non lo è il recupero di una dimensione affettiva ed intima con i propri figli quando si proviene da una famiglia nella quale i comportamenti amorevoli erano pressoché assenti e soggetti a pregiudizi.
L’incapacità o l’inadeguatezza nel rispondere ai bisogni ed ai segnali dei figli, nella maggior parte delle situazioni, trova la sua origine proprio nella relazione che l’adulto ha avuto con i propri genitori quando era bambino. Per questo motivo trovo che sia importante restituire un senso alla fatica psicologica e fisica che caratterizza l’esperienza genitoriale.

Tuttavia rimane, a mio parere, una preoccupante tendenza ad omologarci agli altri che fa perdere di vista l’importanza e la bellezza dell’unicità che ci caratterizza.

Predomina spesso un ideale di famiglia perfetta che nella realtà non esiste.

Molti genitori sono alla ricerca delle risposte e delle soluzioni che gli consentano di vivere una vita familiare senza intoppi né problemi.

Come si diventa bravi genitori?

Non ci sono segreti da svelare. Credo però nell’importanza di mettere i genitori nelle condizioni di individuare le risorse che hanno a disposizione. Coloro che imparano ad individuare i bisogni dei figli, dall’infanzia all’adolescenza, tendono a sviluppare una maggiore fiducia sulle proprie capacità di prendere delle decisioni e ciò favorisce la creazione di nuove competenze genitoriali, durevoli nel tempo, di cui beneficiano tutti i membri della famiglia.

Non dimentichiamo che un figlio ha bisogno del sostegno da parte di una mamma e di un papà che credono in lui. Il percorso di crescita è unico e personale.
Il viaggio verso l’autonomia e la vita adulta può essere percorso insieme, ma necessita di una rispettosa distanza da parte dei genitori.

Come facciamo a sapere se stiamo facendo la cosa giusta con i nostri figli?

Dovremo aspettare almeno una generazione per raccogliere i frutti del lavoro di oggi. Nel frattempo credo che sia utile mettersi in ascolto del figlio, ascoltarsi come genitore, ascoltare l’altro genitore e ascoltare il figlio che si è stati.

Erika Vitrano


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