Violenza sui bambini, il tocco cattivo

Nell’ultimo decennio sono aumentate esponenzialmente le segnalazioni per violenza o presunta violenza sui bambini. Secondo diversi studiosi, in realtà, questo non è sintomo di un aumento degli abusi, ma solo di una maggiore attenzione al mondo dell’infanzia, un più grande ascolto e rispetto per le emozioni e la persona che, per quanto piccola sia, ha già un panorama di significati ed esperienze che si dischiude di fronte a sé.

Nei decenni e nei secoli precedenti, infatti, il bambino è stato spesso considerato solo come una persona in divenire e, nell’attesa che diventasse un essere umano degno di rispetto, le violenze su di lui erano pressoché consuetudinarie o, quantomeno, non erano neppure considerate violenze: troviamo tracce di simili comportamenti sin nei miti greci e romani, nelle favole e anche nella Bibbia.

Oggi, per fortuna, apriamo sempre di più gli occhi verso questa barbarie che oltre ad essere un sopruso nei confronti dei piccoli è una questione sociale: dall’intervento di cura verso chi ha subìto un abuso ci si sposta sempre di più verso un lavoro di prevenzione con i genitori e in ambito educativo.

Per dare uno sfondo alla tematica che stiamo affrontando, possiamo dire che diversi tipi di abuso:

· il maltrattamento fisico e psichico
· la patologia nella somministrazione di cure (che a sua volta può essere causata da incuria, discuria- cioè una cura disfunzionale rispetto all’evoluzione del bambino, ipercura)
· l’abuso sessuale

 
Inoltre l’abuso può essere perpetrato in ambito famigliare o extrafamigliare, anche se spesso i bimbi che subiscono questo secondo tipo di violenza sono coloro che all’interno delle famiglie hanno vissuto una patologia nella somministrazione di cure: sono cioè bambini che non sono stati ascoltati in profondità, non sono stati pensati e contenuti emotivamente e fisicamente nella loro crescita. Sono spesso bimbi in cui le offerte “affettive” provenienti dall’esterno attecchiscono maggiormente, poiché questi piccoli hanno grandi necessità affettive o perché hanno avuto una percezione distorta di quella che dovrebbe essere la cura amorevole.

 
I bambini abusati sono persone a cui non è stato concesso un sano sviluppo dell’immagine corporea, della percezione fisica e psichica di sé e dell’altro, a cui non è stato permesso di sviluppare la capacità di discriminare quello che io sono da quello che sta fuori di me e, quindi, anche di vedere i pericoli legati a una fisicità o un’affettività insana. Sono corpi segnati, toccati senza che nessuno abbia chiesto e ricevuto il permesso di entrare nella sfera intima.

 
violenza-bambiniIl corpo è spesso al centro dell’abuso, non solo perché la corporeità è l’area in cui questo viene agito e subìto, ma anche perché attraverso il corpo il bambino esterna i segnali di disagio derivanti dall’abuso stesso. La maggior parte dei bambini fatica a verbalizzare la violenza fisica o psichica vissuta e spesso è nell’adolescenza che essi riescono a spiegare cosa è avvenuto: prima di questo momento esprimono attraverso segni e sintomi fisici il proprio disagio.

A volte ciò avviene con continue malattie (abbassamento delle difese immunitarie), a volte con disturbi psicosomatici, a volte attraverso comportamenti particolari; il bambino esprime la sua depressione, ancor più che per la violenza subìta, per lo sforzo di difendersi da quei sentimenti contrastanti che l’abuso gli provoca. Questo perché solitamente il bimbo abusato raccoglie su di sé la colpa (“Se vengo trattato così me lo merito”), sottostà alla violenza e a volte arriva addirittura a provocarla per il desiderio di essere toccato, per quel modo distorto di richiedere amore che gli è stato insegnato.

Se non viene aiutato questo bambino può continuare nel tempo, anche da adulto, ad assumere su di sé la colpa e a ricreare situazioni in cui è vittima, oppure identificarsi con l’aggressore e diventare a sua volta un genitore o un adulto abusante, che utilizza la violenza per esprimere quel desiderio inconscio di toccare che non è mai stato canalizzato in modo sano. I genitori abusanti sono, nella maggior parte dei casi, bambini che sono stati abusati: proprio per questo motivo è importante spezzare la catena della violenza attraverso interventi di prevenzione e protezione della genitorialità e dell’infanzia.

 
Nel prossimo articolo parleremo proprio di come il massaggio infantile possa essere un intervento preventivo attuabile sin dalla primissima infanzia, a favore dei bambini e dei genitori.

Nicoletta Bressan

Liberamente ispirato dall’intervento del Prof. Montecchi presso l’Assemblea Nazionale AIMI di Roma del 2002. Atti del congresso contenuti in:
AIMI (2009), Il tocco buono: primo passo per la prevenzione dell’abuso, ed. a cura dell’AIMI, Bologna


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