Aiutare a “partorire” genitori consapevoli

Accompagnare i genitori in attesa regala, in ogni incontro, degli spazi di riflessione davvero unici perché densi di emozioni e aspettative raccontate con gli occhi e con la pancia delle mamme e dei papà.
Ogni inizio “PerCorso di Accompagnamento alla Nascita e alla Genitorialità” rappresenta un nuovo e avventuroso viaggio nei mille dubbi e perché che accompagnano i nove mesi di endogestazione.
E lo spazio che si crea attraverso questi incontri è uno spazio per sostare consapevolmente e ascoltare la pancia e il cuore.
L’accoglienza e l’ascolto creano una base solida per partire in questo processo dinamico di genitorialità consapevole. Non si tratta di riempire con mille informazioni le innumerevoli domande che un genitore in attesa si pone, bensì, attraverso la maieutica*, aiutare a partorire le loro verità.

Credo che questo sia il modo più funzionale per accompagnare i genitori in attesa, rendendoli protagonisti consapevoli di un cambiamento che inizia ad agire nella coppia già in fase di preconcepimento e che non smetterà di accompagnare, quotidianamente, le piccole e grandi conquiste che caratterizzano il diventare genitori.

Aiutare a partorire le loro verità equivale a riconoscere le competenze, spesso inconsapevoli, dei genitori, lavorando sulle risorse e sulle nuove possibilità, accogliendo l’apertura verso il nuovo e ricordando a loro stessi il valore delle scelte.
Noi operatori che abbiamo il privilegio di accompagnare l’evento nascita e la genitorialità abbiamo il dovere di nutrire di consapevolezza il potere e il sapere già presente nella coppia genitoriale. Per fare questo, è necessario che l’operatore abbia lavorato sul suo sapere e a prescindere dal suo vissuto personale, imparato a vedere la coppia come custode di grandi risorse e possibilità; che abbia accettato i propri limiti nella sua storia e che conosca i confini di intervento ricordando a se stesso il proprio ruolo e i propri strumenti.
L’ascolto, l’accoglienza, il sostegno, il silenzio e la conoscenza del potere della coppia permette questo passaggio nutriente che conferisce ai mesi di endogestazione un valore educativo e di crescita.
La donna, l’uomo e il bambino, ovvero la triade di cui parla Daniel Stern*, sono portatori sani di risorse endogene, spesso sconosciute ma presenti. Il compito di noi operatori è far emergere tutto questo in un clima di fiducia e di rispetto, sostenendo questo percorso caratterizzato da tempi squisitamente individuali perché unico e irripetibile.

Perché “Ho imparato ad amare le donne prendendomi cura di me”.

Cecilia Gioia

*La maieutica quindi non è l’arte di insegnare ma l’arte di aiutare. La verità non è insegnabile perché è un sapere dell’anima; per questo Socrate non inculcava nei suoi “discepoli” le proprie idee, ma li aiutava a “partorire la loro verità” (Wikipedia)
* Stern, D.N. (1985). Il mondo interpersonale del bambino. Boringhieri, Torino, 1995.


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