L’ostetrica dopo il parto, il reality in tv

Giovedì sera alle 22.00 sul canale Real Time ha preso il via il nuovo programma “Ostetriche: quando nasce una mamma”, un docu-reality sull’assistenza ostetrica dopo il parto, in cui tre professioniste sostengono ed assistono a domicilio tre coppie di neogenitori (al rientro dall’ospedale) alle prese con l’allattamento, il sonno e il pianto del bambino, il cambio del pannolino e il bagnetto.

L’idea sembrerebbe ottima e innovativa!
Finalmente uno spazio in televisione per far conoscere la figura dell’ostetrica nell’assistenza dopo il parto.
Finalmente l’ostetrica (il cui operato, nell’immaginario comune, resta circoscritto alla sala parto) esce dall’ospedale per accompagnare i neogenitori nei primi momenti a casa col neonato, quelli più delicati e che maggiormente mettono alla prova.
Quelli in cui serve tanta fiducia in se stessi. In cui ci si sente più soli e frastornati. In cui ci sarebbe tanto bisogno di qualcuno che infonda fiducia e che faccia sentire competenti, proprio in quanto genitori di quel bambino.
Quelli in cui serve una solida figura di riferimento e accompagnamento che non imponga né se stessa, né regole a cui sottostare, né dogmi standard come se neonati – e genitori – fossero tutti uguali.
Quello purtroppo c’è già chi lo fa: troppo spesso ascoltiamo racconti di neomamme reduci dal bilancio di salute mensile del loro neonato, che riferiscono di essere state “consigliate” di allattare a orari, di dare aggiunte di latte formulato, di lasciar piangere il piccolo, oppure storie di latte materno che non nutre, o è scarso, e via di seguito.
Ebbene, l’ostetrica è la figura professionale che accompagna naturalmente i genitori in questa fase di conoscenza reciproca col nuovo nato, in punta di piedi, con discrezione e rispetto, incoraggiandoli a sentirsi competenti.

Finalmente – grazie a questa trasmissione –  i neogenitori italiani hanno la possibilità di conoscere le ostetriche in quest’ottica. Evviva, verrebbe da gridare!

Troppo bello per essere vero…

Indovinate chi sponsorizza il programma?

Nientepopodimeno che la Chicco!

E qui nasce il primo, grosso, sostanziale problema.

Nel 1981 è stato approvato dall’Assemblea Mondiale della Sanità, e dalle più importanti multinazionali produttrici di alimenti per l’infanzia, il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, documento elaborato da OMS ed UNICEF allo scopo di tutelare l’allattamento materno attraverso:
· l’impegno da parte dei Governi di provvedere alla diffusione di informazioni corrette sull’allattamento.
· l’elaborazione, da parte di produttori e distributori, di campagne di marketing corrette per i sostituti del latte materno e altri alimenti per l’infianzia, biberon e tettarelle

Sul sito di Ibfan Italia troverete la storia della nascita del Codice, e come questo tuteli non solo le madri che allattano al seno, ma anche quelle che si affidano alla formula, senza prendere posizione – né esprimere giudizi –  sulle scelte operate dalle madri.
L’articolo 7 del Codice (di cui puoi consultare il testo integrale) riporta quali sono gli obblighi dei professionisti sanitari:

7.1 Gli operatori sanitari dovrebbero incoraggiare e proteggere l’allattamento al seno; e coloro i quali sono impegnati, in particolare, nel campo dell’alimentazione materna e infantile dovrebbero familiarizzarsi con le proprie responsabilità come stabilite dal presente Codice, comprese le informazioni specificate nell’Articolo 4.2.
7.2 L’informazione fornita al personale sanitario da parte di produttori e distributori sui prodotti inclusi nel presente Codice dovrebbe essere strettamente limitata all’ambito scientifico e basata su fatti reali, e non tale da rendere implicita o creare la convinzione che l’alimentazione artificiale sia equivalente o superiore all’allattamento al seno. Dovrebbe anche includere le informazioni specificate nell’Articolo 4.2.
7.3 Nessun incentivo finanziario o materiale diretto alla promozione dei prodotti cui si applica il presente Codice dovrebbe essere offerto da produttori o distributori al personale sanitario o membri delle loro famiglie, né dovrebbero essere accettati dal personale sanitario o da membri delle loro famiglie.
7.4 Campioni di alimenti per lattanti o di altri prodotti contemplati dal presente Codice, o di attrezzature e utensili per la loro preparazione e consumo, non dovrebbero essere forniti al personale sanitario eccetto quando necessario nell’ambito di una valutazione professionale o ricerca a livello istituzionale. Il personale sanitario non dovrebbe consegnare campioni di alimenti per lattanti a donne in gravidanza, madri di lattanti e bambini o membri delle loro famiglie.
7.5 Produttori e distributori dei prodotti contemplati dal presente Codice dovrebbero dichiarare all’istituzione di appartenenza degli operatori sanitari qualsiasi contributo erogato ad un operatore o in suo favore per borse e viaggi di studio, assegni di ricerca, partecipazioni a conferenze professionali o simili iniziative. Tali dichiarazioni dovrebbero essere rese dal beneficiario.”

Purtroppo le tre ostetriche protagoniste del docu-reality hanno violato il Codice, ed essendo il rispetto del Codice imposto anche dal Codice Deontologico stesso delle ostetriche, esse hanno commesso una duplice violazione.
Esse infatti non solamente vengono associate al noto brand, accettandone implicitamente la politica e i prodotti (tra cui ciucci e biberon), ma sono state, anche se indirettamente, pagate dallo stesso, e nel corso delle riprese ne incoraggiano l’utilizzo dei prodotti.
Qui nasce la protesta, scatenata innanzitutto dalle ostetriche italiane, indignate dalla palese violazione e dissociatesi immediatamente dall’immagine di ostetrica italiana incarnata dalle tre protagoniste, nella quale non si riconoscono in alcun modo.
Ma anche diversi Comitati di genitori si sono dissociati. Ne sono seguite numerose segnalazioni sia presso la Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche, unico organo ufficiale e riconosciuto in rappresentanza delle ostetriche sul territorio italiano, sia a IBFAN Italia, associazione senza fini di lucro impegnata a livello nazionale per promuovere miglioramenti duraturi nelle pratiche alimentari di neonati e bambini.
Qualche giorno fa è stato pubblicato un comunicato ufficiale da parte di FNCO su Quotidiano Sanità in cui si prende ufficialmente posizione circa il docureality: “Lede l’immagine della professione veicolando un messaggio sbagliato”, titola l’articolo datato 23 marzo.

Ma i problemi non finiscono qui, anzi!
Infatti dopo la prima puntata andata in onda ieri sera, e quindi dopo aver visto in azione le tre ostetriche (una di esse in particolar modo), la polemica si è accesa ulteriormente e al coro si sono unite tante, tantissime voci di genitori indignati proprio dalla condotta delle protagoniste, in palese ed evidente contrasto con le più recenti linee guida ed evidenze scientifiche.
Nella trasmissione viene consigliato di allattare a orari, lasciando piangere il neonato, in modo da poter essere libere di andare in bagno e sbrigare delle faccende; viene consigliato di non tenere troppo in braccio il bambino, di dargli il ciuccio per calmarsi ed evitare che stia eccessivamente attaccato al seno. soprattutto a fini non nutritivi; di circondarlo di tutta una serie di “surrogati” materni, per ingannare il neonato e non vincolare continuamente la madre.

Vengono attuate pratiche non necessarie, come il lavaggio del nasino senza alcuna indicazione clinica…Una tortura gratuita, insomma, perpetrata solamente a fini commerciali (venivano mostrate i flaconcini di fisiologica del suddetto brand).

Cosa dire, poi, del massaggio con la crema, sempre del solito sponsor? Sarebbe curioso andare ad esaminarne l’Inci…Vuoi vedere che troveremmo una lista di ingredienti mica male?

E non parliamo dei modi. Viene esplicitamente detto che il neonato è di gomma, che si può maneggiare senza paura e senza sostenere la testa, e così viene fatto. Se siamo d’accordo sul fatto che non occorre aver paura di tenerlo, muoverlo, girarlo, siamo pure d’accordo (spero!) sul fatto che questa creatura meriti tutto il dovuto rispetto, anche nel modo in cui lo si muove e lo si tocca.
E il bagnetto? E’ il neonato a doversi adeguare alla temperatura dell’acqua e non viceversa…Ne siamo proprio sicuri?!?!
Il tutto condito di perentorie sentenze: l’ostetrica “dirige”, istruisce, si sostituisce addirittura ai genitori…Il messaggio che ne scaturisce è che neomamma e neopapà senza di lei non sono in grado di prendersi cura del proprio neonato. Viene favorita la cultura della delega, già dilagante oggi, anziché incoraggiare l’empowerment dei genitori!
Solo una delle tre ostetriche si discosta da tanto paternalismo, incoraggiando mamma e papà in modo dolce e rispettoso, decisamente non invasivo, tuttavia continuando a mostrare il brand.

Insomma, facciamo tutti sentire la nostra voce, affinché i messaggi promossi attraverso un mezzo tanto potente come la televisione si attengano alle evidenze scientifiche, e perché i professionisti sanitari siano promotori di una cultura altrettanto scientifica e rispettosa.

Se anche voi volete dire la vostra, potete inviare le vostre segnalazioni e proteste a

–  Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche

IBFAN Italia

Emanuela Rocca


Potrebbero interessarti anche

2 risposte a “L’ostetrica dopo il parto, il reality in tv”

  1. […] documenti analizzati, leggo che purtroppo le tre ostetriche protagoniste del docu-reality hanno violato il Codice, ed […]

  2. Ginevra scrive:

    Certamente il programma sponsorizzato dalla chicco ha come fine, per l’azienda, quello di promuovere il brand…ma cosa vi aspettate dalla televisione?ma cosa pensavate di trovate su real time?perfino i telegiornali sono influenzati pesantemente dalle multinazionali e quant’altro…ogni cosa divulgata dai mezzi di comunicazione di massa (al di fuori dei blog privati di alcune persone) è sottoposta a leggi di pubblicità e marketing…sta a noi, sta all’individuo informarsi, esserne cosciente e difendersi! come detto nell’articolo l’ostetrica non deve ne imporre se stessa ne dogmi o regole stabilite ma sostenere, informare e incoraggiare i neogenitori in modo che sviluppino sicurezza e competenza, in modo che possano fare scelte libere e coscienti…beh dire che in assoluto l’allattamento a orari o dare il ciuccio sia sbagliato è altrettanto invasivo e sbagliato, evidenze scientifiche attuali dimostrano…dimostrano che???? parliamo di esseri umani, una mamma e un papà dovrebbero conoscere, valutare pro e contro e trovare la strada più giusta per loro…e l’ostetrica deve fare questo. Una ostetrica in particolare ha avuto un comportamento estremista da denuncia, ma le altre due a mio parere si sono mostrate discrete e sensibili, non hanno eccessivamente promosso i prodotti….è chiaro che è un programma televisivo e che in parte devono fare ciò che è loro richiesto, sono state capaci di mediare e di considerare qualcosa in più, che forse, con questo programma molti genitori inizieranno a porsi delle domande sulla figura dell’ostetrica e forse questa potrà portare meglio avanti la sua professione e sostenere realmente fuori da un ospedale. Ho una ulteriore considerazione…..vogliamo parlare di quanto sia inaccessibile affidarsi ad una ostetrica per visite in gravidanza, parto in casa o in casa maternità e sostegno successivo?anche questo è parte del codice?è giusto questo?…non è meglio allora valutare dei compromessi e rendere più accessibile un sostegno tanto necessario?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.