Crescere i bambini, trovare nuovi equilibri

Durante il processo che ci vede impegnati a crescere i nostri bambini, avvengono continui cambiamenti all’interno della famiglia: i passaggi da una situazione all’altra sono repentini e richiedono, in tempi molto brevi, continui aggiustamenti per raggiungere una situazione di equilibrio che possa tener conto dei bisogni e delle necessità di tutti coloro che ne fanno parte.

Affinché tutti i passaggi avvengano senza eccessive crisi, o intoppi, è necessario che i genitori riescano ad abbandonare il ruolo precedente e le funzioni ad esso connesse, per affrontare i cambiamenti in maniera adeguata.

I genitori che hanno i figli “grandi” potranno confermare che dalla nascita di un figlio, all’arrivo del fratellino o della sorellina, dal rientro al lavoro della mamma all’inserimento al nido e poi all’asilo, dall’inizio della scuola dell’obbligo fino ad arrivare all’adolescenza, nell’arco di pochi anni si assiste a un veloce susseguirsi di eventi.

“Sembra ieri quando ti tenevo in braccio per la prima volta”, “Adesso sei alta quasi quanto me e non mi sono accorta che stavi crescendo così velocemente”. Queste sono solo alcune delle frasi che i genitori pronunciano quando parlano con i propri figli o quando parlano di loro con altre persone. Sono sicura che molti lettori si riconosceranno in queste parole.

Come si affrontano i cambiamenti conseguenti alla crescita dei figli?

Una risposta che vada bene per tutti io non ce l’ho!
Posso raccontarvi che per molti genitori è l’incertezza ciò che accompagna ogni passaggio: il desiderio di rimanere ancorati alle abitudini faticosamente consolidate è talmente forte che a volte prevale sul necessario cambiamento.

Cosa succede quando un adolescente reclama la sua libertà e cerca la sua indipendenza?

Quello che accomuna molti genitori è il senso di perdita che provano di fronte ai figli adolescenti. Invito gli adulti a domandarsi se avere 13, 14 o 15 anni può di per sé essere la causa di un conflitto con i genitori?

Squillano davvero le trombe della rivoluzione ogni qual volta un adolescente si fa sentire?

Jesper Juul offre un importante spunto di riflessione su questo argomento quando scrive: “I genitori sono responsabili della qualità dell’interazione in famiglia, e di conseguenza anche del modo in cui i conflitti nascono e si sviluppano.” (1)

Io credo che ci dimentichiamo troppo spesso di restituire un senso alla fatica che ognuno di noi, dalla nascita in poi, deve fare per stare bene in famiglia, a scuola, nel gruppo dei pari e al lavoro.

Mamme e papà di figli adolescenti, ecco una nuova occasione per mettere tutto in discussione. Considerare l’adolescenza non più come un momento di conflitto fra genitori e figli ed in generale fra adulti e adolescenti, ma come un’occasione di crescita per tutti i membri della famiglia.

Lo sforzo richiesto è notevole: si tratta di cambiare il modo di pensare al conflitto.

Proviamo a considerarlo come una conseguenza della difficoltà da parte di noi adulti nel riconoscere la fatica dell’adolescente a trovare un suo posto nel mondo.

Forse questo porterà ad un miglioramento nella relazione fra genitori e figli e quindi migliorerà la qualità della vita in famiglia.

Buon lavoro!

Erika Vitrano


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