Igiene naturale e detersivi tradizionali

Parlando di igiene naturale chiediamoci cosa c’è nei detersivi tradizionali.

Un detersivo comune contiene in media una trentina di componenti diversi, ma quanti di noi li conoscono davvero?

Acqua
L’acqua è spesso presente in grande quantità nei prodotti tradizionali liquidi. Si tratta, infatti, di detersivi che contengono una piccola parte di detersivo vero e proprio, molto concentrato, che viene poi diluito in una grande percentuale di acqua per aumentare il prezzo del prodotto al mercato. L’acqua presente nei prodotti di detergenza, inoltre, viene solitamente disinfettata con sostanze tossiche (candeggina e ammoniaca).

Tensioattivi
Sono sostanze attive lavanti, cioè gli ingredienti che si occupano di rimuovere lo sporco. I tensioattivi si distinguono per la loro funzione principale e per la loro aggressività, cioè per la percentuale di SAL (Sostanza Attiva Lavante) presente in essi. I tensioattivi aumentano il potere naturalmente detergente dell’acqua calda. I detersivi tradizionali sono composti essenzialmente da tensioattivi dannosi e di derivazione petrolchimica (SLS, SLES).

Complessanti e Sequestranti
La loro funzione principale è quella di addolcire l’acqua (sono i cosiddetti anticalcare), aumentare il potere lavante dei tensioattivi e rimuovere lo sporco più efficacemente. Nel caso dei detersivi per il bucato, per esempio, fanno sì che lo sporco venga espulso dal cestello della lavatrice, senza ridepositarsi sui panni.

Enzimi
Gli enzimi sono proteine in grado di disgregare, frazionare e sciogliere lo sporco. Possono essere di origine animale o vegetale, e hanno il compito di favorire le reazioni biochimiche, aumentando la loro velocità e permettendo loro di agire anche a basse temperature. Si trovano soprattutto nei detersivi in polvere per il bucato. Purtroppo, però, gli enzimi sono prodotti industrialmente da ceppi batterici OGM (organismi geneticamente modificati), sebbene le proteine ottenute con questi metodi (cioè gli enzimi veri e propri) non siano OGM.

Perossidi e Sbiancanti
Servono a decolorare le macchie, danneggiando la struttura delle sostanze colorate, che diventano in tal modo idrosolubili. In genere, queste sostanze sono a base di cloro, e il loro utilizzo innesca una reazione secondaria che porta alla formazione di molecole tossiche e altamente inquinanti. Inoltre, pare il perborato, completamente inefficace a basse temperature, sia in grado di danneggiare il feto, ed è dunque da evitare in particolare durante la gravidanza.

Sbiancanti ottici o azzurrati
Si tratta di sostanze che danno solo un effetto ottico. Non puliscono e non rimuovono le macchie, ma depositandosi sui vestiti danno l’impressione che i capi siano bianchissimi, che più bianchi non si può!

Profumi
Si tratta di sostanze sintetiche aggiunte ai prodotti in quantità massicce per mascherare il cattivo odore delle sostanze chimiche e dare una sensazione di pulito. Spesso sono proprio le profumazioni a indurci all’acquisto di un certo detersivo anziché di un altro. Va da sé che sono sostanze che possono provocare irritazioni. Inoltre, alterano la nostra percezione olfattiva.

Emollienti
Hanno il fine di rendere le sostanze detergenti più delicate sulla pelle, e per questo vengono utilizzati soprattutto nei detersivi che vengono a contatto diretto con le mani. In realtà, questi ingredienti (se di origine non naturale, come i petrolati) alla lunga hanno effetti seriamente irritanti sul derma.

Denaturanti
Sono elementi aggiunti al semplice scopo di evitare l’ingestione dei prodotti, e per questo motivo sono in genere prodotti di sintesi dal gusto particolarmente amaro.

Riempitivi, addensanti, coloranti e perlanti
I coloranti e i perlanti danno semplicemente un colore e dei riflessi più piacevoli ai detergenti liquidi, mentre gli addensanti gli conferiscono una consistenza più viscosa e densa. I riempitivi, invece, permettono ai detersivi in polvere di assumere una struttura granulare omogenea, aumentano il volume del prodotto, evitano la formazione di grumi e fanno sì che le polveri non si induriscano con il tempo a causa di umidità e altri fattori esterni. Il risultato, dunque, è puramente apparente. Grazie ai riempitivi, è possibile aumentare la quantità di prodotto aggiungendo al detersivo vero e proprio delle sostanze inutili, ma giustificando in questo modo l’aumento del prezzo. Si tratta di sostanze molto inquinanti, che possono compromettere la funzionalità delle fognature (come vedremo nelle prossime settimane).

Conservanti
Data l’alta percentuale di acqua presente nella maggior parte dei detersivi, è necessario utilizzare qualcosa che impedisca la proliferazione batterica e faccia andare a male il prodotto. I conservanti utilizzati, ovviamente, possono essere di vario genere. Nella maggior parte dei casi, purtroppo, vengono utilizzati cessori di formaldeide molto pericolosi. Per questa ragione, sull’etichetta dei detersivi è obbligatorio dichiarare il tipo di conservante utilizzato.

Nelle prossime settimane impareremo a leggere le etichette dei detersivi, scopriremo quali sono i danni provocati dai prodotti tradizionali e cosa contengono, invece, i prodotti naturali.

Maura Gancitano


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