Un’altra scuola possibile e un film

Tra le strade di Milano si muove in bicicletta, portando i suoi bambini verso scuola, laboratori, parchi, una donna speciale. Una di quelle poche che sa raccontare il mondo dietro una macchina da presa sapendo allo stesso tempo sporcarsi le mani, guardare negli occhi le persone e sognare con loro un mondo diverso. Si chiama Claudia Cipriani.

 
Le nostre strade si sono intrecciate nei cortili universitari pavesi senza che rimanesse traccia di quegli incontri e ora, a vent’anni di distanza, mentre veniva pubblicato il mio libro (Un’altra scuola è possibile?) prendeva forma un suo racconto filmico di “Tre stagioni e una vacanza – racconti di un’altra scuola possibile” (solo coincidenza nel titolo??); un viaggio lungo un anno scolastico e in territori diversi d’Italia, attraverso le esperienze di tre realtà scolastiche dove si prova a seguire strade nuove, a farsi domande e a cercare risposte di senso pedagogico per i bambini e i ragazzi.
Eccolo il trailer

“Tre stagioni e una vacanza” è un film ma è soprattutto un progetto, una proposta che dà risposta affermativa alla domanda che accompagna le riflessioni che condivido con chi legge queste righe da ormai più di un anno: la scuola pubblica ha le risorse interne per trasformarsi e mettere i bambini al centro al posto delle procedure, delle pratiche che non hanno ragione di esistere se non nella logica della reiterazione del già visto, fatto, convalidato?
Nel trailer del suo lavoro c’è un immagine bellissima di una bimba di scuola elementare che danza con un leggero velo rosa a coprirle il viso. Non so cosa Claudia abbia “visto” nel filmarla, a me rimane una suggestione profonda in quello sguardo di piccola donna: quella di un mistero; di una relazione da avvicinare con delicatezza e rispetto, di un mondo interiore di cui vediamo contorni sfumati e che richiede pazienza e tempo per essere compreso davvero.

.
Le facili classificazioni sui bambini, dopo pochi giorni di conoscenza, da parte di insegnanti “navigati” mi hanno sempre lasciata dubbiosa, a dire poco. Con quei fotogrammi Claudia ha dato risposta al mio dubbio, la risposta è in quella leggera velatura, che nasconde, protegge ma non chiude fuori; che è gioco, che in un attimo si solleva, se è il momento giusto.
Quanto è importante questa consapevolezza nel vivere insieme ai bambini! Godere del mistero che portano in sé e del piacere di una conoscenza fatta di passi di danza condivisi… non avrei saputo, e non so, dirlo meglio di così con le mie parole; il potere e la suggestione delle immagini a volte sono compagne insostituibili per raccontare, riflettere, scegliere.

Sonia Coluccelli


Potrebbero interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.