Educare i bambini durante le vacanze estive

E’ un’estate calda, questa.
Giornate interminabili in attesa di un filo d’aria o del tramonto del sole e la gestione di giornate intere con uno o più figli a casa atterrisce tanti genitori…poi c’è anche l’incombenza compiti con conflitti che già fanno sudare in pieno inverno, figuriamoci con 30 gradi all’ombra!

Eppure questo è il tempo in cui abbiamo il privilegio di poter condividere con i nostri bambini il ritmo naturale delle giornate, le scoperte, le domande, le nuove conoscenze che per tanti anni arricchiscono ogni giornata passata vicino ad un bambino.

 
Una nuova parola, una risposta ad un “perché” mai formulato, una nuova abilità, un libro da leggere insieme o da soli.

 
Mia figlia, la più grande, di sei anni quasi, ieri ha visto Mary Poppins per la prima volta e io l’ho rivisto con lei dopo…boh? 15 anni, credo.
Sui titoli di coda ha pianto tantissimo perché la tata finiva a volar via tra le nuvole…ma intanto abbiamo parlato di banche e carità, di genitori e figli, di realtà e fantasia, di poter scegliere e riconoscere il bene, l’utile, il tuo.

 
E ho ripensato ad una frase che amo molto di Gianfranco Zavalloni
«È vero maestro non quello che ti dice qual è la strada da percorrere,
ma colui che ti apre gli occhi e ti fa vedere le tante strade
sulle quali puoi liberamente inoltrarti»

Questa buffa educatrice che arriva dal cielo a curare i cuori degli adulti prima ancora che a mostrare buoni comportamenti ai bambini che le vengono affidati mi fa pensare alla verità delle parole di quest’uomo che ci ha lasciato proprio nella fase più fertile della sua riflessione pedagogica.
Le tante strade che riguardano l’imparare ma anche il vivere, lo scegliere liberamente, l’esplorazione come percorso per crescere e trovare il proprio posto nel mondo.

 
Penso alle nostre risposte certe e al valore profondo delle domande, all’importanza di offrire orizzonti ed opportunità per dire e dare una pluralità di buone risposte possibili.

 
Vorrei che i miei figli e i miei alunni potessero avere di fronte a sé le decine o più di strade possibili che la vita può offrire loro e che sapessero trovarne di nuove, buone per loro e non solo.

 
Cosa diceva Rodari, in proposito, nella Grammatica della Fantasia? (E quanto Rodari c’è in Mary Poppins, o viceversa?)

Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un grande scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo …”

Questa estate potrebbe essere l’occasione per svolgere con i nostri bambini esercizi di creazione di mondi possibili, di domande legittime, aperte, di esplorazione del nuovo.
Torneranno a scuola più competenti, consapevoli, curiosi; ai colleghi insegnanti poi il compito di sostenere questo percorso, di essere “veri maestri”.

Sonia Coluccelli


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