Genitori di figli adolescenti, cellulare sì o no?

Gli adolescenti di oggi trascorrono la maggior parte della loro giornata collegati agli altri in maniera virtuale.

Le relazioni fra gli adolescenti di oggi e i loro genitori, e fra gli adolescenti e i loro coetanei, per la prima volta nella storia si sviluppano e si trasformano anche attraverso una nuova forma di comunicazione rappresentata dall’uso della tastiera del cellulare o del computer.

Le differenze economiche e culturali non fanno nessuna differenza: la maggior parte degli adulti e degli adolescenti possiede un cellulare che offre la possibilità di accedere facilmente al web.

Pur utilizzando la stessa tecnologia e pur avendo regalato il cellulare ai propri figli, la paura principale dei genitori è quella che i ragazzi trascorrano troppo tempo a mandarsi messaggi sul cellulare piuttosto che ad uscire per incontrarsi di persona.

Chissà se davvero i ragazzi preferiscano rinunciare alle uscite per a favore delle chiacchierate su whatsapp. Fortunatamente, la maggior parte degli adolescenti a cui ho posto questa domanda mi ha risposto di no. Spero che sia così per molti di loro.

Bisogna riconoscere lo sforzo di questi genitori nel cercare di trovare la soluzione ad una situazione che è nuova per tutti. Proprio perché il cellulare è uno strumento che la maggior parte degli adulti ha iniziato ad utilizzare dopo la propria adolescenza, non solo è difficile capire il valore che assume oggi la tecnologia per i ragazzi, ma non si può neppure attingere alle esperienze di altri genitori.

Le prime famiglie ad affrontare questa novità sono quelle di oggi.

Nonostante che ci siano stati grandi cambiamenti nel corso degli ultimi decenni, ciò che è rimasta invariata è l’importanza, per gli adolescenti, dell’apertura al mondo. Diversamente dal passato, tuttavia, questa apertura avviene sia sotto forma di esperienza reale che di esperienza virtuale.
Cercare di dimostrare i maggiori benefici o gli svantaggi di una rispetto all’altra dirotta energie che potrebbero essere utilizzate per fare qualcosa di più utile per gli adolescenti.
Probabilmente, proprio a causa delle situazioni nelle quali potrebbero trovarsi coinvolti, è ancora più importante di quanto non lo sia stato nel passato che ci sia la presenza, rispettosa e non invadente, dei genitori. Una presenza che rappresenti quel punto di sicurezza di cui anche un figlio adolescente ha bisogno.
Purtroppo il mondo virtuale al quale ha accesso la maggior parte degli adolescenti e dei preadolescenti, presenta dei pericoli a causa dei messaggi e dei significati che transitano in internet.

Benvenuti nel mondo della genitorialità, dove le risposte e le soluzioni si cercano insieme fra i membri della famiglia!

Lo so che a questo punto molti si aspettano una ricetta.
Ma chi segue la rubrica sa già che io non ho né risposte né soluzioni da offrire.
Succede tante volte che le soluzioni trovate insieme fra genitori e figli risultino essere poco utili ed abbiano bisogno di essere stravolte, figuriamoci se un’estranea può dirvi quello che dovete o potete fare nella vostra famiglia.

Però possiamo riflettere insieme sull’argomento.

Per quale motivo vostro figlio adolescente preferisce utilizzare lo smartphone per relazionarsi con i propri amici o con i compagni di scuola?
Che vantaggio offre condannare a priori il suo utilizzo?
Può essere d’aiuto per tutti gli adulti che hanno a che fare con gli adolescenti cercare di comprendere che i rapporti di amore e di amicizia, così come la stessa relazione fra genitori e figli, sono profondamente influenzati dall’utilizzo di questa nuova forma di comunicazione?

Oggi il processo di crescita dei bambini è fortemente influenzato dalla moderna tecnologia. Tuttavia, gioca ancora un ruolo cruciale il gruppo dei coetanei.
La strada verso la socializzazione dei bambini è costellata da nuovi ostacoli da superare, rappresentati dai pericoli delle relazioni virtuali e dai significati e contenuti presenti nel web. Il rischio è quello di essere coinvolti in situazioni difficili da gestire. Come scrive Matteo Lancini: “Immersi dalla nascita in nuovi modelli educativi, gli adolescenti nativi digitali, hanno sviluppato sensibilità psicologiche e competenze relazionali che rendono più complesso il lavoro dei genitori, e in senso più ampio, il presidio educativo adulto”. (1)

Tornerò ad affrontare l’argomento negli articoli futuri, sperando di offrire spunti di riflessioni per tutti quei genitori che si sentono impreparati a fronteggiare questa situazione.

Erika Vitrano


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