Massaggiare il perineo, prendersi cura di sé

Come promesso lo scorso articolo, continuiamo oggi a parlare del massaggio perineale, approfondendone la pratica.
Premettiamo che non ci sono controindicazioni per questo tipo di massaggio se le mani di chi lo esegue sono pulite e con le unghie corte, per prevenire infezioni.

Il consiglio è di iniziare dalla 34esima settimana, per evitare il rischio di contrazioni precoci, ma molto dipende dalla pressione e dall’intensità del massaggio: un tocco lieve e delicato può aiutare a prendere progressivamente consapevolezza di questa intima parte di sé, senza dover iniziare a una particolare scadenza, come se anche questo momento personale dovesse sottostare a una prescrizione medica.

Se è in corso un accesso emorroideo, è meglio fare un trattamento che riduca il problema prima di effettuare il massaggio profondo, perché solitamente il tocco intenso risulta doloroso. Se c’è una precedente cicatrice perineale, dovuta al primo parto o a operazioni, è consigliabile trattarla con gentilezza e con precisione: potete massaggiare la cicatrice direttamente per ammorbidirla e riprendere contatto anche con quella parte di voi (che spesso risulta insensibile o dolorosa, o legata a ricordi spiacevoli: siate gentili con voi stesse, datevi tempo).

Il massaggio perineale può essere eseguito principalmente per due motivi:
· prendere contatto con una parte importante del proprio corpo, alla quale fino ad ora non abbiamo dedicato molta attenzione: a volte per iniziare a prendere consapevolezza basta un massaggio leggero, il semplice tocco, o anche solo l’intenzione; durante la gravidanza e il parto la vagina vive delle trasformazioni anatomiche e accorgersi del proprio cambiamento, oltre ad essere in grado di mantenere il contatto con sé, è molto importante (questo avverrà anche dopo il parto, con una nuova presa di contatto con quell’area che avrà subito una tempesta di emozioni e che avrà aiutato nella fatica di mettere al mondo il proprio bimbo)
· preparare il tessuto in vista del parto: durante il parto la pressione della testa del bambino crea stiramenti del perineo, perciò un massaggio intenso (a cui si arriva progressivamente!) aiuta a ossigenare i tessuti, farli lavorare più armonicamente e prevenire le lacerazioni.

Qualunque sia il vostro scopo, preparatevi mettendovi in una posizione comoda, sedute o semireclinate, respirate profondamente; ogni volta che sentirete delle tensioni tornate al respiro: va tutto bene, siete voi che decidete la modalità, la pressione, l’intensità di questo massaggio.

Per iniziare si può eseguire un massaggio esterno, con le dita lubrificate (magari con olio di mandorle dolci, scegliete sempre un olio naturale e spremuto a freddo), che interessi la zona tra ano e vagina, con movimenti circolari ripetuti più volte, risalendo fino all’ingresso della vagina.

Se ve la sentite, potete proseguire verso un massaggio più intenso. Una tecnica classica è quella dell’orologio: inserite il pollice in vagina fino alla prima falange e, con l’indice e il medio eseguite un massaggio sulla pelle vicino all’ano. Il movimento può essere circolare o come un pendolo; si chiama tecnica dell’orologio perché la pressione viene eseguita immaginando la vagina come il quadrante inferiore dell’orologio in cui le ore 6 si trovano in direzione dell’ano e le ore 3 e le ore 9 sono nella zona laterale alle grandi labbra (le ore 12 sarebbero in direzione del clitoride, ma solitamente non si esegue alcuna pressione in questa direzione); il massaggio oscilla dalle ore 3 alle ore 9 più e più volte.

Si può poi passare a un massaggio interno: le dita sono nella stessa posizione della tecnica precedente, ma questa volta è il pollice a eseguire il massaggio. Non dimenticatevi di respirare per facilitare il rilassamento. Il pollice esegue delle pressioni decise verso il coccige (le ore 6), mantenere la pressione senza spingervi oltre se avvertite una sensazione di fastidio. Può darsi che sentiate voglia di defecare o che avvertiate l’ano contrarsi: questo è perfettamente normale, si chiama riflesso di difesa ed è un meccanismo del perineo che aiuta a trattenere le feci improvvise; l’importante è prendere consapevolezza di questo riflesso e provare (progressivamente, non necessariamente la prima volta che effettuate il massaggio) a respirare profondamente per rilassare l’ano.

Questa operazione che pare così complicata, in realtà si semplifica nel tempo e aiuta, durante il parto, a supportare la discesa del bambino senza limitarla con la contrazione perineale. Esistono vari riflessi di difesa, quando imparerete a superare il primo, potrete proseguire nel massaggio e provare a superare il successivo. Le pressioni del pollice possono essere eseguite anche in diverse direzioni, partendo sempre dall’orologio si può provare a ore 3, 4, 5, 7, 8, 9, cioè per tutta la circolarità del nostro mezzo quadrante, proprio come avviene per il massaggio esterno.

L’ultimo massaggio proposto è uno stiramento più profondo, da effettuare dopo aver preso confidenza con il massaggio interno. Sempre con il pollice in vagina, l’operazione da effettuare è simile alla pressione precedente ma, in questo caso, il pollice scorre scivolando verso l’esterno e compiendo anche un leggero stiramento. Questo movimento imita la discesa del bambino, che con la testa preme e stira i tessuti in tutte le direzioni. Anche questo massaggio può essere effettuato verso il coccige (ore 6) ma anche in tutto il resto del mezzo quadrante dell’orologio.

Come dicevamo all’inizio, l’importante è prendersi il proprio tempo, respirando, mettendosi comode, provando, fermandosi, riprovandoci il giorno successivo. Non c’è nulla di obbligatorio e solo voi sapete fino a dove potete spingervi senza che questo massaggio risulti fastidioso o invasivo.

Pensate che state facendo qualcosa per il vostro bimbo ma, soprattutto, per voi: vi state prendendo cura del vostro corpo, state imparando a conoscerlo e a usare le sue potenzialità per aiutarvi nei compiti quotidiani, nelle situazioni piacevoli, ma anche in quelle impegnative e faticose. Non c’è nulla di sbagliato, o di sporco, nel conoscere gli organi e i tessuti che usiamo ogni giorno per le funzioni fisiologiche; sarebbe anzi un peccato avere una così perfetta dotazione anatomica senza conoscerne il funzionamento e le potenzialità che possono aiutarci anche a mettere al mondo il nostro bambino, mantenendo la nostra salute e quindi il nostro benessere.

Nicoletta Bressan


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