Crescere i bambini con amore: i “capricci”

È capitato a tutti: un bambino che al supermercato piange e strepita per le caramelle o qualche altro dolciume che non ha il permesso di comprare. Forse avrete guardato la madre con simpatia, o forse vi sarete chiesti perché non faceva nulla per quietarlo. Se per caso il bambino che strepita era il vostro, sarete forse arrossite d’imbarazzo e frustrazione, come avviene sovente per i capricci in pubblico.

Nella divertente storia che segue, un uomo nota una mamma che tratta con estrema grazia la figlia in preda ai capricci, e non può fare a meno di seguirle…

Un uomo osserva una donna al supermercato con la figlia di tre anni nel carrello. Mentre attraversano la corsia dei biscotti, la piccola ne vorrebbe ma la madre dice di no e la bambina inizia subito a lamentarsi e protestare. Allora la mamma dice piano: ”Ecco Monica, restano solo la metà delle corsie, non ti agitare, non ci vorrà molto.”

Poco dopo, arrivano nella corsia delle caramelle e la piccola inizia a chiederne a gran voce. Quando le viene detto che non può averne si mette a piangere, e la madre: ”Forza, coraggio Monica, non piangere, altre due corsie e abbiamo finito.”
Quando arrivano alla cassa, la bimba inizia subito a reclamare le gomme da masticare e scoppia in una terribile scenata quando scopre che non gliene verrà comprata nessuna. La mamma dice serena: ”Monica, saremo fuori fra 5 minuti, poi andremo finalmente a casa a fare un riposino.”

L’uomo le segue nel parcheggio e le ferma per complimentarsi con la donna: “Non ho potuto fare a meno di notare con quanta pazienza avete trattato la piccola Monica”, esordisce.

La madre replica: ”Monica sono io, la mia piccola si chiama Tammy.”

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Chiunque abbia dei figli sa che le scene e i capricci fanno parte delle sofferenze che i piccoli ai primi passi devono attraversare per crescere. Sono in una fase in cui sviluppano forti emozioni ma non hanno ancora le parole per esprimerle. Inoltre, iniziano ad essere consapevoli di se stessi come individui e lottano per esercitare la propria individualità nel tentativo di controllare i diversi aspetti della propria vita. E questo si manifesta con capricci per…quasi ogni cosa. Sfortuna vuole che conoscere le ragioni evolutive e psicologiche dietro alle crisi epiche di cui sono preda i più piccoli nel bel mezzo di un negozio non basta ad aiutarci a gestire la situazione.

Diverse filosofie genitoriali suggerirebbero tattiche diverse, ma è in genere concorde la convinzione che la cosa migliore per un genitore è mantenere la calma. Mi è piaciuta tanto questa storia perché le parole di Monica suonano così simili ai miei monologhi interiori quando la mia adorata bambina si comporta in modo men che adorabile (sono nota per far spuntare anche un pezzetto di cioccolata pur di gestire la cosa).

Una volta che si riesca a mantenere la calma di fronte a un bambino urlante, esistono molti modi per affrontare il capriccio in sé.

crescere-bambini-capricci1) Prevenire. I bambini fanno una fatica molto maggiore a regolare le proprie emozioni se sono stanchi o affamati. Per quanto possibile, è meglio programmare le uscite in funzione dei sonnellini. Buoni ritmi di sonno aiutano anche a prevenire la fatica cronica, che a volte si manifesta con iperattività. È bene portare sempre con sé qualche spuntino sano da offrire al bambino, soprattutto quando si sa che si starà fuori per più di qualche ora. In alcuni casi, un bambino potrebbe avere allergie alimentari che causano irritabilità. Se sospettate che questo sia il caso, consultate il vostro pediatra.
2) Preparare. Molti bambini se la cavano meglio se sanno in anticipo cosa li aspetta. Anziché prendere il piccolo e sperare che tutto fili liscio, cercate di spiegargli quello che accadrà e cosa ci si aspetta da lui. Fategli sapere che state andando a fare la spesa ma che non comprerete giocattoli. Ribadite quali sono le vostre attese nei suoi riguardi mentre siete per strada. Se possibile, assegnategli un compito appropriato all’età. Ad esempio, potrebbe mettere in una busta i prodotti che gli passate, o cancellare i vari articoli dalla lista della spesa. Avere un’occupazione lo terrà impegnato e gli trasmetterà un senso di sicurezza nelle proprie capacità.
3) Risolvere. Che decidiate di ignorare la scenata o di intervenire, è importante essere coerenti. Se cedete alle lacrime, vostro figlio crederà che piangere può essere un sistema efficace (e appropriato) per ottenere ciò che desidera. Se avete intenzione di comprargli qualcosa di speciale quel giorno, diteglielo in anticipo.

(L’atteggiamento interiore del genitore è, in ogni caso, al di là di ogni possibile “tecnica” o strategia del momento, il punto essenziale dal quale prendere le mosse. Mantenere dentro di sé sempre viva l’empatia nei confronti del bambino è fondamentale, qualsiasi siano le parole che gli rivolgeremo. Un buon esercizio di indifferenza nei confronti dei giudizi della gente è anch’esso di vitale importanza, ci aiuterà nell’impresa più ardua: non confondere il comportamento di nostro figlio con il metro da utilizzare per sentirci genitori più o meno bravi. Siamo genitori, non esaminandi, e i nostri figli non sono esami da superare, e neppure sfide da vincere, bensì creature affidate alle migliori cure e intenzioni che di volta in volta siamo in grado di esprimere. N.d.T.)

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da un articolo pubblicato il 4 marzo 2015 da Kathy Finney su  kidsactivitiesblog.collectivepress.com


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