Perdere un bambino in gravidanza, incontro a Padova

Solo chi ha provato può capire. È un’affermazione che scrivono spesso le mamme che hanno vissuto l’immenso dolore di perdere un bambino in gravidanza.

Un’affermazione tanto più vera in una società come la nostra che tende a ignorare, minimizzare, banalizzare questa esperienza. “In fondo eri solo di tre mesi”. “Avrai/Hai altri bambini”. “È la selezione naturale”. Queste le frasi di “non consolazione” che, seppur pronunciate con le migliori intenzioni, fanno sentire ancora peggio la donna che piange il suo bambino non nato. Frasi che ti fanno sentire sola nel tuo dolore. Che ti dimostrano quanto quel dolore non venga compreso e accolto.
Il libro Quando l’attesa si interrompe è stato scritto per far sentire meno sole le mamme che hanno perso un bimbo, ma anche per aiutare le persone che non conoscono questo dolore a capire un po’ di più quello che prova una donna quando vede interrompersi un sogno, il più bello, quello di diventare madre.
Questo è anche l’obiettivo della lezione che si terrà sabato, 12 settembre, all’Università degli studi di Padova. Quando l’attesa si interrompe tornerà, infatti, per il quarto anno consecutivo ad incontrare i partecipanti del corso di perfezionamento e aggiornamento per Educatore Prenatale e Neonatale organizzato dalla facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze dell’Educazione.
Il corso, destinato a docenti, educatori, formatori, operatori e professionisti che operano nel settore socio-sanitario e/o sono impiegati nei servizi socio-educativi, ma anche a tutte le persone sensibili al benessere delle famiglie, si propone di fornire gli strumenti per accompagnare la donna e la sua famiglia nell’esperienza della maternità, dalla gravidanza fino ai primi 18 mesi di vita del bambino.

Nella rosa degli argomenti trattati è stata inserita anche la perdita di un bimbo nell’attesa. E così, avrò l’opportunità di tornare a parlare di questo dolore, perché anche chi non ha provato capisca che perdere un bimbo prima della nascita è un vero e proprio lutto e merita considerazione e rispetto.
Ma soprattutto tornerò a parlare di amore, l’amore di tante mamme speciali che non hanno potuto abbracciare il loro bambino, ma lo custodiscono al sicuro, nel loro cuore. Per sempre.

Giorgia Cozza


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