Riapre la scuola, adolescenti in trasformazione

Le vacanze estive volgono al termine e con l’imminente inizio della scuola per la maggior parte delle famiglie si avvicina il momento di riorganizzare la vita quotidiana, e con figli adolescenti in trasformazione nulla è più come prima.

Succede più o meno a tutti i genitori che con l’interruzione delle attività scolastiche ed extrascolastiche, le giornate seguano un ritmo diverso da quello invernale: solitamente la sera si va a letto più tardi del solito e in generale si passa più tempo libero fuori casa. I ritmi cambiano non solo quando tutta la famiglia è in ferie in una località di villeggiatura, ma anche quando i genitori, dovendo recarsi al lavoro anche d’estate, affidano i propri figli per esempio ai nonni oppure agli animatori dei centri estivi.

La fine dell’estate ha delle caratteristiche quasi invariabili: per molte famiglie finiscono le ferie e si rientra in città, le giornate cominciano ad essere più corte e il tempo trascorso fuori casa si riduce, si fa la spesa di tutto quello che servirà per riempire gli zaini, si conserva la biancheria per il mare, si cominciano a smistare vestiti dei figli valutando quello che potrà essere indossato anche l’anno successivo e quello che verrà riciclato dai fratelli più piccoli. In generale, genitori e figli insieme tornano alla routine scandita dall’inizio della scuola, della ripresa degli allenamenti, delle lezioni di musica, e così via.

I figli invece, soprattutto i preadolescenti, quelli sì che non sono più gli stessi!

A cosa è dovuto questo cambiamento? Alle esperienze vissute durante le vacanze.

Fate attenzione, cari genitori: non aspettatevi quei cambiamenti che la maggior parte di voi desidera. Vostro figlio rimarrà sempre lo stesso pigrone che non vuole alzarsi dal letto al mattino e che la sera non vuole andare a dormire ad un orario considerato decente, al quale bisognerà ripetere infinite volte che dopo aver mangiato è necessario lavarsi i denti e che non può lasciare la cameretta in “quelle” condizioni.

Ma cosa succede a questi figli di undici, dodici anni, durante l’estate? Succede che avvertano un nuovo bisogno… e che chiedano di trascorrere più tempo con gli amici, senza familiari attorno.

Probabilmente tra i lettori ci sono genitori che hanno appena vissuto questa nuova esperienza.

Quando si avvicinano alla preadolescenza e cominciano a godere di una relativa libertà di movimento, i ragazzi tendono a raggrupparsi volontariamente in un gruppo di pari e a trascorrere molto più tempo lontani da casa. Si sceglieranno fra di loro senza i vincoli imposti dall’adulto, ed è per questo motivo che il gruppo che contribuiscono a costituire è diverso da quello eventualmente frequentato durante l’inverno.

A differenza del gruppo coordinato dagli adulti, infatti, quello che si forma in maniera spontanea durante le vacanze estive riesce a soddisfare il bisogno di allontanarsi dai genitori con maggiore sicurezza. Questo perché permette ai ragazzi di sperimentare la loro capacità di stare nel mondo senza l’intervento dei genitori, ma con il contenimento offerto dal gruppo stesso. È facile vedere gruppi di preadolescenti non solo nei luoghi di villeggiatura o nel paese di origine dei familiari raggiunto durante l’estate, ma anche nel parco sotto casa che finalmente si ha il permesso di frequentare senza essere accompagnati dai genitori.

Rispondere adeguatamente al bisogno di indipendenza di un figlio non è facile.

I cambiamenti cui vanno incontro i bambini più piccoli, peraltro, non “spaventano” come quelli che avvengono nei preadolescenti. Un bambino piccolo, pur aumentando la distanza dai genitori, ha comunque bisogno di avere la mamma e il papà molto vicini. Il preadolescente, invece, per crescere ha bisogno di allontanarsi dalla mamma e dal papà.

inizio-scuola-adolescentiPer il figlio è importante che la necessità di non essere costantemente sotto il controllo di un adulto venga soddisfatta. È fondamentale per la sua crescita poter scegliere liberamente le attività alle quali dedicare il suo tempo libero ed avere la possibilità di entrare in relazione con i coetanei in una condizione di parità, senza la mediazione dell’adulto.

L’interesse manifestato verso un gruppo di coetanei spesso mette in ansia i genitori.

Cari genitori, ricordatevi che il vostro ruolo rimane sempre importante, qualunque sia l’età dei vostri figli, che avranno sempre bisogno di voi: se i bambini più piccoli si lasciano guidare ed accettano con minore resistenza i consigli dei genitori, per i preadolescenti l’adulto influisce nella misura in cui riesce a trasmettere quei valori e quelle norme di comportamento – come ad esempio la capacità di prendere delle iniziative, di rispettare gli altri, di essere leali – che i ragazzi utilizzeranno quando saranno messi nelle condizioni di scegliere liberamente le attività cui dedicarsi e le modalità con cui realizzarle.

Non è un compito facile quello di accompagnare i figli nella crescita, individuando il momento giusto per lasciarli andare alla scoperta di sé e del mondo. Con i figli preadolescenti è necessario, tuttavia, cercare di creare le migliori condizioni affinché possano ragionare con la propria testa sulle esperienze personali vissute al di fuori della famiglia.

Quando un figlio sa di poter contare sui propri genitori e di poter beneficiare di quell’atmosfera protettiva che la famiglia gli garantisce, sarà più disponibile a condividere ciò che di nuovo sperimenta giorno dopo giorno, e a confrontarsi con i genitori circa le sue idee e le sue riflessioni sugli eventi e sugli altri, ma soprattutto su se stesso.

Buon rientro!

Erika Vitrano


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