SOS Mamma: I nonni nell’educazione del bambino

Domanda: “Io e mio marito stiamo per avere il nostro primo figlio. I miei genitori sono lontani, quindi saranno i miei suoceri a occuparsi di lui quando riprenderò a lavorare. Problema: mia suocera e mio suocero non mi sembrano in linea con l’educazione del bambino che desideriamo noi: alto contatto, allattamento a richiesta, autosvezzamento, sonno condiviso. Come posso fare per avvicinarli allo stile di accudimento ed educazione che sentiamo giusto per nostro figlio?”

Non è la prima domanda di questo tipo pervenutaci a Redazione Web.

I nonni sono una risorsa importantissima per i genitori, e i migliori alleati di mamma e papà, specie se alle prime armi.

Però è anche vero che spesso lo stile educativo dei nonni è distante da quello scelto dai neogenitori, specie quando si parla di accudimento ad alto contatto, educazione empatica, allattamento a richiesta e a termine, sonno condiviso.

Spesso poi l’arrivo di un nipotino rischia di far nascere dolorose rivalità tra la neomamma e la neononna (leggi suocera e nuora), facendo sentire inadeguata la mamma, se non addirittura criticata.

Sono molte le neomamme a lamentare l’atteggiamento invadente di nonni oltremodo entusiasti e premurosi.

Se la futura mamma che ci scrive sente di voler sposare un tipo di educazione improntato all’ascolto e all’accoglienza, innanzitutto bisognerebbe provare ad applicare il medesimo principio con i futuri nonni.

Anche loro saranno felici del nipotino in arrivo, e di certo non saranno stati cattivi educatori se hai scelto come padre del tuo bimbo…il loro figliolo, non credi?  🙂

Certo, nonno e nonna paterni porteranno con sé un bagaglio di esperienze di accudimento ed educazione dei bambini influenzate dal periodo in cui sono stati loro genitori, o dalla loro formazione stessa.

Dovendo diventare il vostro “braccio destro” nella crescita del vostro bambino, perché non iniziare sin da ora a parlar loro dei benefici di un tipo di educazione improntata al rispetto e all’amore incondizionato, senza il ricorso a premi e punizioni?

Perché non provare a descrivere con entusiasmo la bellezza di un accudimento ad alto contatto, come risposta ai reali bisogni dei bambini e non a presunti vizi?

Perché non spiegare loro che per l’alimentazione del vostro piccino prevedete non soltanto l’allattamento a richiesta e oltre i primissimi mesi (come nutrimento sia fisico che emotivo) ma anche l’introduzione graduale dei cibi solidi attraverso l’autosvezzamento (e non le “pappe”), proprio come si faceva un tempo, magari esattamente come sono stati svezzati loro?

Insomma, prova con pazienza e accoglienza a fare squadra con i due neononni paterni, per il bene e la felicità del futuro bambino e nipotino. Perché se diventare genitori è un’avventura, lo è anche diventare nonni 🙂

Facci sapere come sta andando, intanto ti lasciamo qualche suggerimento di lettura.

Ti consigliamo alcune letture sull’argomento:

1. Neononni è facile!: Come far sì che nonno e nonna diventino i migliori alleati di mamma e papà

2. E se poi prende il vizio?: Contatto, sonno condiviso, allattamento a richiesta e oltre i primi mesi non sono vizi ma bisogni primari di ogni bambino

Ti consigliamo alcuni articoli sull’argomento:

1. Accudire i bambini senza schemi e metodi. Ascoltiamoli

2. Accudire il bambino ad alto contatto, investimento d’amore

3. Il prezioso aiuto dei nonni per la mamma e il bambino

E tu, ti sei trovata nella stessa situazione di questa mamma? Come ti sei comportata? Cosa le consiglieresti?


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Una replica a “SOS Mamma: I nonni nell’educazione del bambino”

  1. KAtiuscha scrive:

    Il mio bimbo é nato il 1 marzo 2016 e mia suocera già da quando ero in ospedale ha iniziato a dire la sua sul mio modo di allattare. Ancora adesso che il mio piccolo ha due mesi e cresce bene ha ancora qualcosa da dire. Io le rispondo, anche in malo modo, e cerco di evitare il più possibile di avere contatti con lei. Quello che dice questo articolo é verissimo.

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